Perché aderire al Partito dei Comunisti Italiani

Il percorso dei comunisti nella storia d'Italia e nella nostra regione, dal 1921 a oggi, è stato segnato da tanti sforzi e immensi sacrifici, da grandi conquiste e anche da errori. Eppure è stato principalmente grazie ai comunisti che i lavoratori del nostro Paese, le donne, gli anziani, i giovani, sono riusciti a conquistare, sempre con grande fatica, successi, miglioramenti, vittorie parziali.

Per questo, nel 1991 ci opponemmo alla trasformazione del PCI dando vita ad un nuovo partito politico. Sette anni dopo, ancora una volta per mantenere vivo un progetto ed una storia, e per non imboccare una strada di velleitarismo e di pura testimonianza, moltissimi tra coloro che avevano fondato e costruito RC hanno deciso di proseguire il loro impegno politico con la costituzione del Partito dei Comunisti Italiani.

La crisi dell'ottobre 1998, causata dal voto contro il governo Prodi da parte di una dozzina di parlamentari di Fausto Bertinotti ha causato una vera e propria rottura col sentire di gran parte del nostro elettorato, dei nostri iscritti, ed avrebbe avuto il solo sbocco delle elezioni anticipate, se non fosse stato per la decisione responsabile e coerente della maggioranza dei parlamentari comunisti che, separatisi da RC assieme a tanti altri compagni e compagne, hanno permesso di continuare l'esperienza di governo del centro-sinistra, segnato anche dalla presenza significativa della delegazione comunista al Governo.

Così è nato il Partito dei Comunisti Italiani (PdCI): per cercare d'impedire le vittoria della destra e, soprattutto, per ricostruire la rappresentanza politica dei comunisti nel nostro Paese, per rilanciare strumenti e meccanismi di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla politica.

E' un processo ampio ed articolato, tutt'altro che una vicenda di vertici e tanto meno dei soli parlamentari.

Le decine di migliaia di iscritti, il rispetto e l'autorevolezza che in breve tempo abbiamo conquistato rispetto alle altre forze politiche, ai lavoratori, al mondo sindacale e dell'associazionismo, della cooperazione e del volontariato testimoniano, nonostante un notevole oscuramento della nostra presenza determinato dal silenzio di molti media, il bisogno presente nella società di oggi di un partito comunista, cioè di un partito che sappia coniugare l'attenzione ai problemi quotidiani delle donne e degli uomini del nostro Paese, della nostra regione, con la capacità di misurarsi con le altre forze della sinistra per ricostruire la tela dell'unità, mantenendo ciascuno la propria autonomia.

Abbiamo imboccato una strada alta e difficile, ne siamo consapevoli e per questo chiediamo a chi riconosce la giustezza della nostra scelta di partecipare in prima persona alla costruzione del nuovo Partito dei Comunisti Italiani, contribuendovi con le sue idee, le sue critiche, la sua intelligenza, poiché in questo momento, forse più che in altri, alla necessità di pensare, di comprendere, di confrontare, si aggiunge anche quella di operare.

E proprio il quadro politico nazionale dimostra quanto sia necessario, per salvaguardare le stesse istituzioni democratiche, un partito comunista ed il rilancio di un progetto politico di sinistra e di centro-sinistra, in un rapporto corretto e di pari dignità tra partiti che si riconoscono in questa area politica percorsa, fortunatamente, da molte anime, ma che deve saper trovare una sintesi migliore di quanto abbia saputo fare finora.

Per questi motivi invitiamo tutti coloro che condividono questa analisi ad aderire ai Comunisti Italiani, con la volontà di essere capaci di riproporre gli ideali, la storia del comunismo come prospettiva di un avvenire migliore.



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