Verso le elezioni comunali di maggio

Il PdCI a Rifondazione: lasciate il sindaco

Carlini vuole ricostruire la sinistra. Holzmann: non mi ritiro

di Maurizio Dallago

dall' "Alto Adige"
del 7 febbraio 2010

 

BOLZANO. Restano ancora tanti punti interrogativi in vista delle comunali a Bolzano. Primo fra tutti, il candidato sindaco del Pdl. Biancofiore punta su Tagnin, ma Holzmann non vuole mollare. «Non ho alcuna intenzione di ritirarmi», cosi il deputato pidiellino. Anzi, a breve rilancerà la sua azione. Unitalia e Lega aspettano di capire le mosse in casa del Popolo della libertà, prima di decidere se avere un proprio candidato sindaco. Domani, poi, il Forum democratico deciderà come proseguire il suo lavoro. Una lista ci sarà, da scegliere se con candidato sindaco insieme ad un polo che comprenda anche Udc e Upa, oppure in appoggio a Spagnolli! o ancora in perfetta solitudine.

Nel Forum le opinioni divergono. Ieri il Partito socialista ha attaccato il Pd, reo di decidere il candidato a primo cittadino del centrosinistra senza consultare gli alleati. «Anche la scelta di non fare le primarie è stata tutta interna ai democratici», così il segretario Alessandro Bertinazzo. «Un errore, perché il sistema delle primarie rafforza comunque il candidato prescelto», spiega Stefano Pagani. Con loro, anche Giuseppe Augustin, Ardelio Michielli e Loris Frazza. Tutti a chiedere un largo percorso di convergenza degli autonomisti in tutti i comuni della provincia. n Psi, preso atto della mancanza a tutt’oggi di accordi significativi di coalizione in molte realtà comunali, ha deciso di dar vita a liste dei socialisti nei maggiori comuni della Provincia, affidando «il compito di predisporre le liste e indicare gli eventuali candidati sindaci all’assessore Stefano Pagani per il comune di Bolzano, all’assessore Loris Frazza nel comune di Laives, a Carmen Chiocchetti a Merano, a Fabrizio Albertini nel comune di Vipiteno e Fulvio Benati ad Egna». Gli stessi sono stati incaricati di verificare nelle prossime settimane la volontà dei partiti, che sono sostenitori dell’autonomia provinciale, partendo dai partiti più vicini quali Sinistra ecologia e libertà ed i radicali, fino alle forze politiche del centro quali Udc e Upa, di formare coalizioni basate su specifici programmi ed accordi precisi sulla formazione di eventuali giunte dopo il voto. Negli altri Comuni della Provincia gli iscritti socialisti esamineranno caso per caso possibili convergenze con le forze politiche locali o con liste civiche. «La rinuncia del Pd di affrontare in un ambito provinciale il nodo delle alleanze con le forze politiche veramente autonomiste per la maggior parte dei comuni della Provincia, ha portato spesso ad una discussione più legata alla esclusiva ricerca di candidati sindaci, piuttosto che alla individuazione di punti programmatici comuni», ancora Bertinazzo, a nome del direttivo Psi.

Intanto esplode la polemica a sinistra. I Comunisti italiani chiedono a Rifondazione di «rivedere la sua posizione di sostegno, di fatto acritico nei confronti dell’attuale giunta comunale, di cui purtroppo è parte integrante insieme con l’Udc e di cui ha pienamente condiviso le scelte amministrative che si sono arenate, nel migliore dei casi, nel mero governo dell’esistente». «Nel resto d’Italia si sta cercando di costruire la Federazione della sinistra, che sul piano politico ha come punti fondanti la non subalternità al Pd e una critica serrata alla logica istituzionale che spesso ha finito con lo snaturare la stessa sinistra rispetto ai propri principi. L’invito a Rifondazione è dunque quello di concretizzare tale linea politica anche a Bolzano, riacquistando una propria autonomia decisionale che comporti almeno al primo turno la presentazione di una proposta alternativa propriamente di sinistra», sottolinea il segretario Carlo Carlini. «Per una forza che si dichiari di sinistra appare davvero di piccolo cabotaggio - qualcuno potrebbe anche leggerla come il tentativo di rimanere semplicemente a galla a livello individuale - la scelta di ancorarsi all’attuale maggioranza; una maggioranza che, senza il puntello della Svp al primo turno, si sta in realtà, nel suo moltiplicarsi, sempre più dividendo e dissolvendo e che ha come unico mastice il solo stare al governo della città, senza un benché minimo progetto comune», ancora il segretario Pdci. Quest’ultimo lancia la proposta alla sinistra che non si ritrova nel lavoro dell’attuale maggioranza comunale di «incontrarci quanto prima, in un’assemblea pubblica, per trovare insieme una candidatura comune, sostenuta con liste anche diverse, ma che possa fortemente esprimere quest’esigenza: un’altra Bolzano è possibile».




Bolzano: il laboratorio del "patto tra moderati"
Una giunta "di sinistra" [...]
di Carlo Carlini
dall' "Alto Adige"
del 31 dicembre 2005