|
BOLZANO. Restano ancora tanti punti interrogativi
in vista delle comunali a Bolzano. Primo fra tutti, il candidato
sindaco del Pdl. Biancofiore punta su Tagnin, ma Holzmann non
vuole mollare. «Non ho alcuna intenzione di ritirarmi», cosi il
deputato pidiellino. Anzi, a breve rilancerà la sua azione.
Unitalia e Lega aspettano di capire le mosse in casa del Popolo
della libertà, prima di decidere se avere un proprio candidato
sindaco. Domani, poi, il Forum democratico deciderà come
proseguire il suo lavoro. Una lista ci sarà, da scegliere se con
candidato sindaco insieme ad un polo che comprenda anche Udc e
Upa, oppure in appoggio a Spagnolli! o ancora in perfetta
solitudine.
Nel Forum le opinioni divergono. Ieri il Partito
socialista ha attaccato il Pd, reo di decidere il candidato a
primo cittadino del centrosinistra senza consultare gli alleati.
«Anche la scelta di non fare le primarie è stata tutta interna
ai democratici», così il segretario Alessandro Bertinazzo. «Un
errore, perché il sistema delle primarie rafforza comunque il
candidato prescelto», spiega Stefano Pagani. Con loro, anche
Giuseppe Augustin, Ardelio Michielli e Loris Frazza. Tutti a
chiedere un largo percorso di convergenza degli autonomisti in
tutti i comuni della provincia. n Psi, preso atto della mancanza
a tutt’oggi di accordi significativi di coalizione in molte
realtà comunali, ha deciso di dar vita a liste dei socialisti
nei maggiori comuni della Provincia, affidando «il compito di
predisporre le liste e indicare gli eventuali candidati sindaci
all’assessore Stefano Pagani per il comune di Bolzano,
all’assessore Loris Frazza nel comune di Laives, a Carmen
Chiocchetti a Merano, a Fabrizio Albertini nel comune di
Vipiteno e Fulvio Benati ad Egna». Gli stessi sono stati
incaricati di verificare nelle prossime settimane la volontà dei
partiti, che sono sostenitori dell’autonomia provinciale,
partendo dai partiti più vicini quali Sinistra ecologia e
libertà ed i radicali, fino alle forze politiche del centro
quali Udc e Upa, di formare coalizioni basate su specifici
programmi ed accordi precisi sulla formazione di eventuali
giunte dopo il voto. Negli altri Comuni della Provincia gli
iscritti socialisti esamineranno caso per caso possibili
convergenze con le forze politiche locali o con liste civiche.
«La rinuncia del Pd di affrontare in un ambito provinciale il
nodo delle alleanze con le forze politiche veramente autonomiste
per la maggior parte dei comuni della Provincia, ha portato
spesso ad una discussione più legata alla esclusiva ricerca di
candidati sindaci, piuttosto che alla individuazione di punti
programmatici comuni», ancora Bertinazzo, a nome del direttivo
Psi.
Intanto esplode la polemica a sinistra. I Comunisti italiani
chiedono a Rifondazione di «rivedere la sua posizione di
sostegno, di fatto acritico nei confronti dell’attuale giunta
comunale, di cui purtroppo è parte integrante insieme con l’Udc
e di cui ha pienamente condiviso le scelte amministrative che si
sono arenate, nel migliore dei casi, nel mero governo
dell’esistente». «Nel resto d’Italia si sta cercando di
costruire la Federazione della sinistra, che sul piano politico
ha come punti fondanti la non subalternità al Pd e una critica
serrata alla logica istituzionale che spesso ha finito con lo
snaturare la stessa sinistra rispetto ai propri principi.
L’invito a Rifondazione è dunque quello di concretizzare tale
linea politica anche a Bolzano, riacquistando una propria
autonomia decisionale che comporti almeno al primo turno la
presentazione di una proposta alternativa propriamente di
sinistra», sottolinea il segretario Carlo Carlini. «Per una
forza che si dichiari di sinistra appare davvero di piccolo
cabotaggio - qualcuno potrebbe anche leggerla come il tentativo
di rimanere semplicemente a galla a livello individuale - la
scelta di ancorarsi all’attuale maggioranza; una maggioranza
che, senza il puntello della Svp al primo turno, si sta in
realtà, nel suo moltiplicarsi, sempre più dividendo e
dissolvendo e che ha come unico mastice il solo stare al governo
della città, senza un benché minimo progetto comune», ancora il
segretario Pdci. Quest’ultimo lancia la proposta alla sinistra
che non si ritrova nel lavoro dell’attuale maggioranza comunale
di «incontrarci quanto prima, in un’assemblea pubblica, per
trovare insieme una candidatura comune, sostenuta con liste
anche diverse, ma che possa fortemente esprimere quest’esigenza:
un’altra Bolzano è possibile». |