| La compagna Rosanna Tamanini ci
ha lasciato e il vuoto che crea la sua scomparsa
non è colmabile. E' stata la nostra guida, prima
in Rifondazione, poi nei Comunisti Italiani, in
modo coraggioso ed insieme timido, scevro da ogni
retorica. I suoi interventi, i suoi commenti, le
sue riflessioni erano profondi e decisi, ma detti
quasi sottovoce. Ci ha costretti tutti a fermarci
ed ascoltare. La sua grande umanità, il rigore
intellettuale, insieme al carattere schivo, senza
velleità erano le sue doti, per le quali godeva
di larga stima anche fuori dellambito della
sinistra. Queste qualità lavevano portata
ad essere una normale compagna prima
nel PCI e poi in Rifondazione. E avevano fatto di
lei un segretario provinciale diverso
quando fu convinta quasi a forza ad accettare quellincarico. Diverso per il modo normale,
non rituale di affrontare i problemi e di
rapportarsi con i compagni, dimostrando però in
situazioni difficili di forti tensioni interne
non solo equilibrio, ma anche grande fermezza.
Con un non comune senso della misura e l'umiltà
con cui ci si dedica ad un'arte - "otto ore
di studio ogni giorno" - si è data senza
esitazione alla politica, locale, come
Consigliere Comunale, e nella Direzione Nazionale
del partito.
Tanto
sofferta quanto determinata la sua scelta di aderire ai
Comunisti Italiani, dopo la scissione di Rifondazione in seguito
alla rottura sul governo Prodi. Era naturale quindi la sua
elezione a segretario provinciale dei Comunisti Italiani. Da un
anno la malattia la costringeva a casa riducendo le sue
possibilità di azione, che però non è mai del tutto cessata. Da
intellettuale votata alla politica ha continuato a studiare ed a
prepararsi fino all'ultimo
Grazie, Rosanna, per la tua straordinaria
lezione di civiltà.
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