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Il 24 agosto di venti anni fa a Villa Literno, in
provincia di Caserta, un rifugiato sudafricano, Jerry Essan
Masso, veniva ucciso dalla camorra. Un vero e proprio omicidio
politico per intimidire quei lavoratori migranti che senza
nessun contratto lavoravano nelle campagne del casertano nella
raccolta dei pomodori. Pochi giorni dopo una grande
manifestazione democratica respingeva quell’assassinio, diceva
no al razzismo. Erano passati solo pochi anni da quando una
cittadina eritrea era stata aggredita a Roma perché colpevole di
occupare “un posto per bianchi”. All’ospedale dove la signora fu
ricoverata si recò l’allora presidente della Repubblica italiana
per scusarsi a nome del Paese, quel presidente era Sandro
Pertini.
Da allora sembra passato un secolo. Le
intimidazioni verso i cittadini migranti hanno portato ad una
perdita diffusa dei diritti, anche per i lavoratori italiani.
Oggi assistiamo nella quasi indifferenza a continui atti di
teppismo e di violenza contro cittadini provenienti da altri
paesi. L’indifferenza sembra avere il sopravvento. Complice di
tutto questo un governo che utilizza il tema dei migranti per
generare paura e per mettere in campo leggi e provvedimenti
antidemocratici.
In questo contesto qualche mese fa è stato varato
da Berlusconi il cosiddetto “pacchetto sicurezza”. Un insieme di
provvedimenti che rispondono ad un intento persecutorio,
introducendo il reato di “immigrazione clandestina” e un
complesso di norme che peggiorano le condizioni di vita dei
migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali.
Una realtà drammatica, che sta pericolosamente incoraggiando e
legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti
di ogni diversità. Intanto il mare che divide l’Italia
dall’Africa, il Mediterraneo, è ormai diventato un vero e
proprio cimitero, continuano a morire, infatti, centinaia di
esseri umani che cercano di raggiungere le nostre coste per
cercare qui quelle possibilità di vita che uno sviluppo distorto
e ingiusto gli nega nei loro paesi di origine.
Ancora una volta, come è già successo nella
storia, si colpiscono i più deboli, per salvaguardare privilegi
di pochi e interessi di poteri forti ed occulti. Si parla di
sicurezza, si colpiscono i cittadini migranti, mentre un muro di
gomma avvolge la strage che quotidianamente colpisce il lavoro.
Tanti, tantissimi, i morti sul lavoro, troppi; molti di questi
cittadini stranieri e senza contratto. La democrazia è così
sempre più debole e in pericolo.
È il momento di reagire. Noi Comunisti italiani
lo stiamo facendo. Abbiamo collaborato fin dai primi passi
all’organizzazione della manifestazione del prossimo sabato a
Roma. Una grande manifestazione, che sappia respingere i conati
di razzismo che si diffondono nelle nostre città. Una
manifestazione in difesa della democrazia e della Costituzione,
che sia il preludio ad un diffuso movimento per rimandare a casa
Berlusconi e il suo governo.
In tanti per dare insieme una risposta di lotta e
solidarietà per difendere i diritti di tutte e tutti rifiutando
ogni forma di discriminazione e per fermare il dilagare del
razzismo.
Pertanto facciamo appello a tutti i nostri
compagni, a tutti i democratici, a ogni persona a scendere in
piazza il 17 ottobre per dare vita ad una grande manifestazione
popolare in grado di dare voce e visibilità ai migranti e
all’Italia che non accetta il razzismo.
Maurizio Musolino
Responsabile Nazionale Immigrazione |