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Annebbiato da nugoli di “veline” e da storie
sospese tra fiaba, bugie e turbe di pedofilia senile, il
dibattito sulle elezioni europee è slittato fuori pista.
L’Europa con i suoi problemi, le disuguaglianze, le debolezze e
le potenzialità, è rimasta fuori campo. La crisi in un angolo,
quasi un incidente di percorso dovuto alle nefandezze di
qualche finanziere.
Noi comunisti non ci siamo lasciati ingannare.
Abbiamo parlato della crisi, che affonda le radici nella natura
stessa del capitalismo, delle privatizzazioni dissennate e
ideologiche, della mitizzazione del mercato, delle speculazioni
su titoli reclamizzati come miracolosi ed ora diventati tossici,
dell’arbitrio, delle perversioni del gioco delle Borse,
dell’arretratezza dei sistemi produttivi, dell’abbandono in cui
è lasciata la nostra ricerca. Davanti all’angoscia di milioni di
famiglie, alla cassa integrazione, ai posti di lavoro perduti o
in pericolo, alla condizione avvilente di centinaia di migliaia
di precari, non è delle avventure amorose che va chiesto conto
al cavaliere, ma della sua politica sciagurata: che privilegia
le banche e dà un taglio caritatevole ed irrisorio agli aiuti
alle persone; che sogna opere faraoniche e inutili invece di
pensare ad una profonda trasformazione del sistema produttivo,
orientandolo verso nuove frontiere che prefigurano un futuro di
risanamento e rispetto dell’ambiente, di energie pulite, di
ricerca di fonti rinnovabili e di produzioni e prodotti a basso
consumo. Nella mente del Nostro grande corruttore c’è solo
spazio per le invettive contro la magistratura ed i giornalisti,
per dileggiare il parlamento,violare la Costituzione e
soprattutto per combattere e oscurare i comunisti, travisandone
la storia e le posizioni.
Nel corso della campagna elettorale, l’Italia
subisce un’altra spinta verso la decadenza e l’imbarbarimento e
mostra al mondo tratti inediti di razzismo, di violenza
xenofoba, di cinismo. Le ronde non sono le lucciole della
canzone, ma la giustizia “fai da te” che autorizza i raid contro
gli immigrati e il famigerato “respingimento“ che inorgoglisce
la Lega e lascia senza scossa morale il Popolo cosiddetto della
Libertà. Nessuno di loro si chiede “cristianamente” cosa succeda
ai “respinti” che sbarcano nei porti della Libia, a quali
sensibilità e regime di custodia siano affidati, quali
trattamenti possano subire.
Non c’è chi non veda il disastro avvenuto un anno
fa con gli errori commessi dal governo di centrosinistra, gli
intrighi per fare cadere Prodi, la sciagurata decisione di
Veltroni di rompere con la sinistra comunista e socialista. Si è
aperta la strada a Berlusconi e si è spenta la forza di una vera
opposizione. Il Paese è precipitato in una fossa oscura dalla
quale è difficile trarlo fuori. Non bastano le impennate
dell’ultima ora di un Pd dilaniato dalle correnti e spesso a
rimorchio del governo, né le frasi roboanti di Di Pietro che poi
approva il federalismo fiscale, né le poesie di una sinistra che
si vuole costruire dietro il mantello delle libertà - forza
subalterna sponsorizzata dalle tv su impulso del Pd. Tutto va
bene fuorché l’aborrita parola comunismo, che in Italia ha
rappresentato la speranza di milioni di lavoratrici e
lavoratori, la lotta per la libertà e per la democrazia,
l’emancipazione ed il riscatto di intere generazioni. Questa
forza nostra non è il passato. E’ il futuro. È l’energia
combattiva di cui hanno bisogno i lavoratori, i movimenti
progressisti, i giovani, la cultura. È la forza attorno a cui è
possibile costruire un vero e proprio Fronte di Liberazione dal
berlusconismo.
I comunisti sono in un’unica lista, sotto un
unico simbolo che riporta i segni gloriosi della falce e
martello. La posta in gioco è enorme. L’obiettivo straordinario.
Ancora una volta la storia ci assegna un compito impegnativo e
forte. L’importante è lavorare intensamente, risalire la china,
fare sì che il processo unitario spiani la strada alla
ricostruzione di un grande partito comunista, ed a quella
dell’unità a sinistra autentica, non addomesticata né
subalterna.
Mi rivolgo a tutte le compagne ed i compagni: è
essenziale uscire vittoriosi e rafforzati dalla prova
elettorale, allargare la nostra cerchia di contatti, chiedere il
voto a tutti quelli che in passato hanno condiviso la nostra
storia, fare appello a chi è stato protagonista, da partigiano e
dopo, delle lotte per la libertà e il lavoro, rivolgersi ai
giovani ricordando i sacrifici e il sangue che è costato il
diritto di voto, lo spreco ed il tradimento che può
rappresentare non esercitarlo. Ci rivolgiamo a chi ama la pace,
detesta il razzismo, ha a cuore la Costituzione repubblicana.
I
lavoratori, i giovani e la democrazia sono stati forti, hanno
superato insidie ed ostacoli, hanno raggiunto grandi conquiste
sociali e civili quando è stato in campo un grande partito
comunista, il Pci, che resta nel cuore e nel ricordo del nostro
popolo. Lavoriamo intensamente in queste ultime ore utili per
raccogliere voti, con passione e fiducia. Ne potrà venire un
gran bene per noi e per le generazioni future. |