Comunisti insieme

La lotta e la speranza
 

di Antonino Cuffaro

da "La Rinascita della Sinistra"
del 4 giugno 2009

 

Annebbiato da nugoli di “veline” e da storie sospese tra fiaba, bugie e turbe di pedofilia senile, il dibattito sulle elezioni europee è slittato fuori pista. L’Europa con i suoi problemi, le disuguaglianze, le debolezze e le potenzialità, è rimasta fuori campo. La crisi in un angolo, quasi  un incidente di percorso dovuto alle nefandezze di qualche finanziere.

Noi comunisti non ci siamo lasciati ingannare. Abbiamo parlato della crisi, che affonda le radici nella natura stessa del capitalismo, delle privatizzazioni dissennate e ideologiche, della mitizzazione del mercato, delle speculazioni su titoli reclamizzati come miracolosi ed ora diventati tossici, dell’arbitrio, delle perversioni del gioco delle Borse, dell’arretratezza dei sistemi produttivi, dell’abbandono in cui è lasciata la nostra ricerca. Davanti all’angoscia di milioni di famiglie, alla cassa integrazione, ai posti di lavoro perduti o in pericolo, alla condizione avvilente di centinaia di migliaia di precari, non è delle avventure amorose che va chiesto conto al cavaliere, ma della sua politica sciagurata: che privilegia le banche e dà un taglio caritatevole ed irrisorio agli aiuti alle persone; che sogna opere faraoniche e inutili invece di pensare ad una profonda trasformazione del sistema produttivo, orientandolo verso nuove frontiere che prefigurano un futuro di risanamento e rispetto dell’ambiente, di energie pulite, di ricerca di fonti rinnovabili e di produzioni e prodotti a basso consumo. Nella mente del Nostro grande corruttore c’è solo spazio per le invettive contro la magistratura ed i giornalisti, per dileggiare il parlamento,violare la Costituzione e soprattutto per combattere e oscurare i comunisti, travisandone la storia e le posizioni.

Nel corso della campagna elettorale, l’Italia subisce un’altra spinta verso la decadenza e l’imbarbarimento e mostra al mondo tratti inediti di razzismo, di violenza xenofoba, di cinismo. Le ronde non sono le lucciole della canzone, ma la giustizia “fai da te” che autorizza i raid contro gli immigrati e il famigerato “respingimento“ che inorgoglisce la Lega e lascia senza scossa morale il Popolo cosiddetto della Libertà. Nessuno di loro si chiede “cristianamente” cosa succeda ai “respinti” che sbarcano nei porti della Libia, a quali sensibilità e regime di custodia siano affidati, quali trattamenti possano subire.

Non c’è chi non veda il disastro avvenuto un anno fa con gli errori commessi dal governo di centrosinistra, gli intrighi per fare cadere Prodi, la sciagurata decisione di Veltroni di rompere con la sinistra comunista e socialista. Si è aperta la strada a Berlusconi e si è spenta la forza di una vera opposizione. Il Paese è precipitato in una fossa oscura dalla quale è difficile trarlo fuori. Non bastano le impennate dell’ultima ora di un Pd dilaniato dalle correnti e spesso a rimorchio del governo, né le frasi roboanti di Di Pietro che poi approva il federalismo fiscale, né le poesie di una sinistra che si vuole costruire dietro il mantello delle libertà - forza subalterna sponsorizzata dalle tv su impulso del Pd. Tutto va bene fuorché l’aborrita parola comunismo, che in Italia ha rappresentato la speranza di milioni di lavoratrici e lavoratori, la lotta per la libertà e per la democrazia, l’emancipazione ed il riscatto di intere generazioni. Questa forza nostra non è il passato. E’ il futuro. È l’energia combattiva di cui hanno bisogno i lavoratori, i movimenti progressisti, i giovani, la cultura. È la forza attorno a cui è possibile costruire un vero e proprio Fronte di Liberazione dal berlusconismo.

I comunisti sono in un’unica lista, sotto un unico simbolo che riporta i segni gloriosi della falce e martello. La posta in gioco è enorme. L’obiettivo straordinario. Ancora una volta la storia ci assegna un compito impegnativo e forte. L’importante è lavorare intensamente, risalire la china, fare sì che il processo unitario spiani la strada alla ricostruzione di un grande partito comunista, ed a quella dell’unità a sinistra autentica, non addomesticata né subalterna.

Mi rivolgo a tutte le compagne ed i compagni: è essenziale uscire vittoriosi e rafforzati dalla prova elettorale, allargare la nostra cerchia di contatti, chiedere il voto a tutti quelli che in passato hanno condiviso la nostra storia, fare appello a chi è stato protagonista, da partigiano e dopo, delle lotte per la libertà e il lavoro, rivolgersi ai giovani ricordando i sacrifici e il sangue che è costato il diritto di voto, lo spreco ed il tradimento che può rappresentare non esercitarlo. Ci rivolgiamo a chi ama la pace, detesta il razzismo, ha a cuore la Costituzione repubblicana.

I lavoratori, i giovani e la democrazia sono stati forti, hanno superato insidie ed ostacoli, hanno raggiunto grandi conquiste sociali e civili quando è stato in campo un grande partito comunista, il Pci, che resta nel cuore e nel ricordo del nostro popolo. Lavoriamo intensamente in queste ultime ore utili per raccogliere voti, con passione e fiducia. Ne potrà venire un gran bene per noi e per le generazioni future.



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