Morta Rosanna
Tamanini
Presidente del partito dei
comunisti italiani
SINISTRA IN LUTTO
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Dall' "Alto Adige"
(edizione di Trento)
del 27 gennaio 2002
TRENTO.
E' lutto nella sinistra trentina per la morte di
Rosa Anna Tamani, stroncata a 72 anni, da una
malattia incurabile. Con lei esce di scena la
professoressa «che stimolava gli studenti a
pensare» ma anche l'intellettuale comunista,
orgogliosa del proprio credo ma mai incline a
seguirlo ciecamente per opportunità politica.
Era presidente regionale del comitato regionale
dei comunisti italiani.
Donna colta, equilibrata, mite e sensibile: sarà
ricordata da migliaia di studenti che
frequentarono le magistrali e che la stimarono
come insegnante di lettere. Sul versante politico
invece Rosa Anna Tamanini assunse una forte
visibilità soltanto a metà degli anni novanta.
Addirittura avrebbe forse evitato di scendere
nell'arena politica nel 1995 se Rifondazione
comunista non l'avesse candidata a sindaco di
Trento con tanta determinazione. Da quel momento
la sua vita politica, che sino allora aveva
coltivato con continuità e coerenza, ma sempre
con grande discrezione, nelle fila del partito
comunista italiano, dove era approdata sino al
comitato centrale, diventò anche pubblica. Fu
eletta consigliere comunale nel 1994, e
soprattutto mantenne l'incarico di segretario di
Rifondazione dimostrando in questa esperienza di
gestione politica un equilibrio ed una fermezza
eccezionale, che molti non si aspettavano. Nel
ricordarla affettuosamente Gianfranco Valduga,
anch'egli consigliere comunale dal 1994 al 1999
nella fila di Rifondazione comunista, ma per il
comune di Rovereto, ha parole di grande stima per
la «compagna» Rosanna che non cedette neppure
di un millimetro alle pressioni interne di alcuni
esponenti del partito, sullo scandalo della
metropolitana di superfice, che avrebbero voluto
alzare il tiro anche contro l'ex assessore alla
sanità di Rovereto Lorenzini, assolutamente
estraneo alla vicenda. «Era una donna
straordinaria, ma soprattutto era coerente e non
si lasciava condizionare da nessuno», sottolinea
con commozione Gianfranco Valduga. Così come
aveva fatto dieci anni prima lasciando il Pci,
che non riusciva più ad interpretare il pensiero
critico che Rosa Anna Tamanini tanto amava, si
trovò per gli stessi motivi a lasciare
Rifondazione che aveva fatto cadere il governo
Prodi. Il nuovo approdo nei comunisti italiani di
Cossuta l'ha vista ancora una volta protagonista
di nuove battaglie e di un'idealità giovane come
il suo pensiero. Dopo l'11 settembre benché
ammalata scrisse una lettera all'Alto Adige per
sostenere che anche di fronte ad un episodio
terroristico tanto tragico ed inaudito, «ogni
predisposizione alla guerra appare sbagliata,
pericolosa e inutile».
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Il
messaggio di cordoglio di Armando Cossutta
Grazie Rosanna, per la tua straordinaria
lezione di civiltà
I
compagni del Trentino


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