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BOLZANO. Nella mattinata di ieri si è tenuto a
Trento il congresso regionale del Pdci. Per il congresso
nazionale, che si terrà dal 18 al 20 luglio a Salsomaggiore,
sono stati scelti come delegati l’altoatesino Carlo Carlini e la
trentina Veronica Ferrari. Lo stesso Carlini è stato rieletto
all’unanimità alla carica di segretario regionale, come
all’unanimità è stato votato il documento programmatico per le
elezioni di ottobre. Per quanto riguarda la provincia di Bolzano
il partito dei comunisti italiani si presenterà da solo, con il
proprio simbolo; alle elezioni provinciali trentine, invece, che
si terranno in concomitanza con le altoatesine, il Pdci darà
vita ad una coalizione con Rifondazione comunista e con le altre
forze di sinistra. Forte l’opposizione e la critica all’attuale
giunta Dellai. «L’unità a sinistra non si improvvisa - ha detto
ieri Carlini durante il suo discorso programmatico - pena
l’astrattezza di programmi indefiniti per non dire ambigui che
lasciano ampi spazi di manovra a chi volesse poi utilizzare un
tram per arrivare semplicemente in consiglio provinciale.
L’unità si costruisce sulla base di un grande e reciproco
rispetto delle diverse culture politiche, con una comune
ricerca, una comune progettualità che sappia per tempo
individuare degli obiettivi comuni e ben definiti da perseguire
ben prima e ben oltre le scadenze elettorali. Ecco perché quello
che chiediamo è innanzi; tutto linearità e chiarezza: solo con
uomini nuovi e una rinnovata progettualità si può risultare
credibili. Per questo diciamo alle altre forze che non si può
pensare spavaldamente di autocandidarsi a rappresentare la
sinistra in Alto Adige alle prossime elezioni provinciali con il
vecchio armamentario e la mesta esperienza di chi sa indossare
più casacche. Non è stando in giunta con l’Udc, non è con un
tale biglietto da visita così sgualcito, che si può pensare di
ricostruire la sinistra; a ottobre non basterà proporre una
nuova sigla per nascondere una politica così ambigua». |