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Staccati da Dellai, al quale erano apparentati
alle provinciali 2003, e per una ricostruzione della sinistra a
partire dai comunisti. I Comunisti italiani, riunitisi in
congresso ieri all’Hotel America di Trento, puntano per le
prossime provinciali ad una coalizione con Rifondazione e con
altre forze della sinistra. «Noi ci presenteremo con la nostra
lista - spiega Carlo Carlini, segretario riconfermato del
partito - e vogliamo avere pari dignità, il che significa una
scelta nuova e condivisa del candidato presidente». I Comunisti
Italiani non vogliono che venga imposta loro la ricandidatura di
Agostino Catalano e richiamano i «compagni» di Rifondazione ad
«essere coerenti sia a livello nazionale che a livello locale
con la scelta di ripartire dalla grande forza ideologico -
culturale del sentirsi comunisti».
Per questo il congresso parte sulle note
dell’Internazionale e, dopo aver ricordato i compagni scomparsi
Enzo Piffer e Rita Frapporti, Carlini comincia parlando di
«capitalismo non come orizzonte ultimo dell’umanità. Il Pd non
può essere di sinistra, perché con Berlusconi cerca di
americanizzare il sistema, con un’impostazione neoliberista e
subalterna agli Stati Uniti».
Carlini rimprovera a Dellai lo «stile principesco
di imposizione di un programma, che abbiamo avuto la dignità di
non firmare. Il nostro apparentamento non ha portato risultati
ed il centrosinistra autonomista sta avendo una deriva
localistica». Cinque i punti sui quali i Comunisti italiani
vogliono distanziarsi da Dellai: l’abbandono delle tendenze
aziendaliste della sanità, la rivisitazione della legge
Salvaterra sulla scuola privilegiando quella pubblica, la lotta
al precariato partendo dal pubblico impiego, la contrarietà alla
privatizzazione dell’Itea, la revisione della riforma delle
comunità di valle che «nessuno vuole applicare - chiarisce
Carlini - col rischio che divengano un inutile doppione dei
comprensori».
Stefano Marchesi, riconfermato segretario di
Rifondazione Comunista, propone «incontri tematici nei quali
sorgano idee per il governo della Provincia, per arrivare a
settembre con un programma definito» e critica l’appoggio dei
Comunisti Italiani a Dellai: «Avreste dovuto dichiarare prima
l’uscita da quella maggioranza».
Carlini sintetizza il suo essere comunista come
«avere un respiro programmatico sui temi sociali e nelle
risposte ai lavoratori. La bandiera rossa è una bandiera di
sfida, perchè da parte nostra non c’è la resa». La proposta
dell’unità comunista è «aperta a tante altre forze della
sinistra, che si sono frammentate anche nelle ultime elezioni
politiche di aprile».
Dal 16 al 18 luglio a Salsomaggiore in occasione
del quinto congresso nazionale i Comunisti Italiani regionali
(www.comunisti-italiani-trentinoaltoadige.it) saranno
rappresentati dai delegati Carlo Carlini e Veronica Ferrari. Nel
comitato regionale del partito invece Patrizia Sabbadin, Anna
Stecca e Veronica Ferrari hanno preso il posto di Alessandro
Rinaldi, Giampaolo Mastrogiuseppe ed Enzo Piffer. |