La manovra economica "estiva"

La devastazione sociale è servita
 

di Gianni Pagliarini

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 26 giugno 2008

 

Tremonti ha spiegato agli italiani che sulla manovra economica "estiva" l’accordo nella maggioranza è stato trovato in nove minuti e mezzo. Come in caserma, tutti allineati e coperti agli ordini del superiore con l’obiettivo di pianificare la devastazione sociale. Infatti il provvedimento licenziato dal Consiglio dei ministri interviene su più materie riguardanti il mondo del lavoro, propagandando libertà di impresa con il preciso scopo di favorire la deregulation.

Vediamo nel dettaglio le misure sul mercato del lavoro: 1) reintroduzione del "lavoro a chiamata", una delle forme più estreme di precarietà che costringe il prestatore d’opera a restare a disposizione dell’impresa che lo convoca secondo necessità; 2) dilatazione della durata del contratto a tempo determinato oltre i 36 mesi; 3) abrogazione dell’utilizzo del modulo predisposto dal Ministero del Lavoro per la presentazione delle dimissioni volontarie (va ricordato che il governo Prodi introdusse quella misura per evitare i ricatti ai lavoratori, in particolare alle donne); 4) abrogazione degli india di congruità della manodopera reputata necessaria per ciascun prodotto o servizio (si tratta di quegli indici utili ad esercitare un controllo efficace sul "sommerso"); 5) abolizione dei libri matricola e paga, sostituiti da un generico "libro di lavoro", a discapito di chi esercita i controlli ispettivi; 6) introduzione di un "voucher" per alcune tipologie di lavoro occasionale, attraverso il circuito delle agenzie interinali (uno strumento ideale, alla luce della difficoltà ad esercitare controlli in quelle realtà, per allargare a macchia d’olio il precariato).

In aggiunta a tutto ciò, non dimentichiamo le critiche del governo al nuovo Testo Unico sulla sicurezza, le misure avanzate dal ministro Brunetta per il blocco del turn over nel pubblico impiego e l’azzeramento dei percorsi di stabilizzazione, e i recenti ammiccamenti alla Gran Bretagna per favorire assieme, a livello europeo, l’aumento dell’orario di lavoro fino a 65 ore. In un mese, non solo è stato azzerato quanto di buono avevamo strappato con il governo Prodi, ma si procede ad ampie falcate verso il peggiore thatcherismo, acuito dalla rozzezza tipicamente berlusconian-leghista. Per questo i comunisti lanciano un grido d’allarme: e sfidano il governo sul terreno dell’opposizione più intransigente.



Donne,
tutte a casa

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da "La Rinascita della Sinistra"

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da "La Rinascita della Sinistra"