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Tremonti ha spiegato agli italiani che sulla
manovra economica "estiva" l’accordo nella maggioranza è stato
trovato in nove minuti e mezzo. Come in caserma, tutti allineati
e coperti agli ordini del superiore con l’obiettivo di
pianificare la devastazione sociale. Infatti il provvedimento
licenziato dal Consiglio dei ministri interviene su più materie
riguardanti il mondo del lavoro, propagandando libertà di
impresa con il preciso scopo di favorire la deregulation.
Vediamo nel dettaglio le misure sul mercato del
lavoro: 1) reintroduzione del "lavoro a chiamata", una delle
forme più estreme di precarietà che costringe il prestatore
d’opera a restare a disposizione dell’impresa che lo convoca
secondo necessità; 2) dilatazione della durata del contratto a
tempo determinato oltre i 36 mesi; 3) abrogazione dell’utilizzo
del modulo predisposto dal Ministero del Lavoro per la
presentazione delle dimissioni volontarie (va ricordato che il
governo Prodi introdusse quella misura per evitare i ricatti ai
lavoratori, in particolare alle donne); 4) abrogazione degli
india di congruità della manodopera reputata necessaria per
ciascun prodotto o servizio (si tratta di quegli indici utili ad
esercitare un controllo efficace sul "sommerso"); 5) abolizione
dei libri matricola e paga, sostituiti da un generico "libro di
lavoro", a discapito di chi esercita i controlli ispettivi; 6)
introduzione di un "voucher" per alcune tipologie di lavoro
occasionale, attraverso il circuito delle agenzie interinali
(uno strumento ideale, alla luce della difficoltà ad esercitare
controlli in quelle realtà, per allargare a macchia d’olio il
precariato).
In
aggiunta a tutto ciò, non dimentichiamo le critiche del governo
al nuovo Testo Unico sulla sicurezza, le misure avanzate dal
ministro Brunetta per il blocco del turn over nel
pubblico impiego e l’azzeramento dei percorsi di
stabilizzazione, e i recenti ammiccamenti alla Gran Bretagna per
favorire assieme, a livello europeo, l’aumento dell’orario di
lavoro fino a 65 ore. In un mese, non solo è stato azzerato
quanto di buono avevamo strappato con il governo Prodi, ma si
procede ad ampie falcate verso il peggiore thatcherismo, acuito
dalla rozzezza tipicamente berlusconian-leghista. Per questo i
comunisti lanciano un grido d’allarme: e sfidano il governo sul
terreno dell’opposizione più intransigente. |