Cominciamo da noi,
evitando il "suk" locale!

Lettera aperta del segretario regionale del PdCI ai comunisti dell'Alto Adige Südtirol
 

Della lettera sul giornale "Alto Adige" del 14 giugno 2008 è comparso solo un breve e incompleto estratto 

 

 Dal “Suk” al “mercato delle vacche”.  E se lo dicono i principali protagonisti della vicenda non resta altra possibilità: c’è loro da credere! 

E, dati i trascorsi, non è il caso di sorprendersi neanche più di tanto, che al seguito ci siano anche gli "ecosociali".

“Suk” è in effetti il termine che lo stesso Margheri ha usato in un memorabile resoconto, pubblicato anche sull’“Alto Adige”, per dare l’idea della qualità del dibattito che si era svolto durante la riunione che aveva alfine partorito la composizione della Giunta comunale di Bolzano nel non lontano inverno del 2005.

“Questo è un mercato delle vacche” è  stata a sua volta la perentoria  affermazione di Tommasini, segretario del Pd altoatesino, per mettere a fuoco il carattere della lunga e faticosa riunione serale che pochi giorni orsono ha portato all’esplicito ingresso in giunta dell’UDC, a cui sono stati riconosciuti ben due assessorati.

Come a dire, il vizio d’origine non si cancella e l’attuale maggioranza non se ne duole affatto e anzi, dopo aver barattato tutto ciò che era ancora possibile, va fiera del mesto risultato: la Giunta Spagnolli può continuare a solcare le acque stagnanti dell’amministrazione comunale almeno sino a ottobre. Poi, SVP permettendo, si vedrà.

In tutto questo squallido bailamme quello che ha fatto specie - ma forse, appunto non più di tanto - è stato l’assordante silenzio di Rifondazione: ma come, proprio in quella prima fatidica riunione aveva, sia pure a scoppio ritardato, almeno scoperto “una pregiudiziale contro la presenza dell’UDC in Giunta” (ma non in maggioranza) e si era detta “contro per principio” (fa fede sempre il resoconto di Margheri)! Ed ora, che in giunta di assessori targati esplicitamente UDC ce ne sono addirittura due, perché non sbatte la porta e non se ne va ?

Non ha neppure il fragile alibi della possibile caduta della Giunta e di far vincere così fin da subito la destra, dato che la maggioranza si è irrobustita con l’ingresso di Giorgio Degli Agostini, eletto a suo tempo nella DC per le autonomie.

Che sia questo il risultato dell’essere entrati a far parte dell’intergruppo degli “ecosociali” ? Tale ingresso non era stato forse propagandato come l’ennesimo nuovo che avanza per far pesare di più la sinistra ? O per l’assessore Gallo basta un nuovo incarico al Consorzio dei Comuni per mettere a tacere i principi ?

È forse sulla base di questo viatico che si pensa spavaldamente di autocandidarsi a rappresentare la sinistra in Alto Adige alle prossime elezioni provinciali ? Con il vecchio armamentario e la mesta esperienza di chi sa indossare più casacche ?

Sia come sia, è purtroppo davvero uno sfacelo e ancora più incontrastata è risultata anche in questo frangente l’egemonia della SVP, che non appena ha minacciato di mandare tutti a casa, ha costretto i propri impauriti e imbelli alleati a porre fine alle loro beghe da cortile; e il tutto in una serata concitata, magari anche da protrarre sino a notte fonda, ma da terminare in ogni caso sempre prima che il gallo canti.

Quale che sia il destino della giunta di Bolzano – e probabilmente a novembre ne vedremo davvero delle belle – chi  aspira a far rinascere la sinistra anche in questa terra una lezione da queste ultime vicende dovrebbe cercare di trarla.

Non è, cari compagni, con un tale biglietto da visita così sgualcito che si può pensare di ricostruire la Sinistra; a ottobre non basterà certo proporre una nuova sigla per nascondere una politica così ambigua.

Se davvero si vuole fare qualcosa di serio per ricostruirla, e mi rivolgo innanzi tutto, ma non solo, ai militanti di Rifondazione, bisogna prima di tutto partire dall’unione dei comunisti, che in Alto Adige ci sono e non sono poi così pochi (alle elezioni politiche del 2006 ben 6849 sono stati i voti ottenuti tra Comunisti Italiani e Rifondazione).

Ma attenzione a non cadere nel tranello: l’idea dell’unione tra comunisti non è una faccenda tutta ideologica, come cercheranno di raccontarci coloro che corrono dietro al “nuovismo”, quale che sia. Tutt’altro, ciò che ha contraddistinto e contraddistingue i comunisti sono sempre stati e dovranno essere il respiro programmatico e il modo di far politica.

Va messo in primo piano un programma avanzato su alcune grandi questioni locali, prima di tutto in relazione ai temi sociali, alle cose concrete per cui lottare, alle risposte da dare ai lavoratori, ai cittadini. Il che, però, per essere credibile, deve essere il frutto di scelte compiute in passato, scelte, anche difficili, che possano comprovare la coerenza della propria proposta e non può invece nascere sulla base di un accordo “a prescindere” con chi ha invece interpretato e continua a interpretare un modo di far politica che nell’elettorato di sinistra ha creato un profondo disincanto, se non una totale sfiducia.

Per ricostruire la sinistra, bisogna partire dalla coerenza, per ricostruire la sinistra, bisogna partire da noi, compagne e compagni, dai comunisti.

 

                                     

Partito dei Comunisti Italiani

Il segretario regionale

Carlo Carlini



Bolzano: prima attuazione del "patto tra moderati"
Una giunta "di sinistra" [...]
di Carlo Carlini
dall' "Alto Adige"
del 31 dicembre 2005