Detassazione e maschilismo

Donne, tutte a casa
 

di Maurizio Musolino

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 29 maggio 2008

 

Donne? “Tutte a casa”. Parafrasando il famoso film di Luigi Comencini il governo Berlusconi nel suo primo consiglio dei ministri ha approvato una serie di provvedimenti che, fra il repressivo e il populista, hanno anche un forte sapore sessista. Tutt’altra aria rispetto alle “donne... in cerca di guai” che aveva caratterizzato l’era del centrosinistra. Infatti, se da una parte si cerca di compiacere un’opinione pubblica che vede corrodere la sua posizione sociale da un potere d’acquisto sempre più basso e risponde con una richiesta di sicurezza a volte schizofrenica e piena di contraddizioni; dall’altra, con la detassazione del lavoro straordinario, si assecondano quanti vorrebbero un ritorno della donna fra le mura domestiche e comunque in posizione subordinata rispetto all’uomo.

Detassare il lavoro straordinario ha una serie di conseguenze sicuramente sottovalutate nei commenti di questi giorni, ad iniziare da una più diffusa insicurezza. È statisticamente dimostrato che il maggior numero di incidenti sul lavoro avvengono in presenza di un elevato monte ore lavorate. Un paradosso, visto che nel momento in cui tutti non fanno altro che parlare di sicurezza si accettano misure che mettono ancora di più a rischio la vita di quanti di lavoro dovrebbero vivere e non morire.

Ma le ripercussioni non si fermano qui. Sono infatti pesanti quelle sulle donne.

Le donne da sempre hanno maggiore difficoltà ad accedere agli straordinari perché gravate dal peso di un lavoro domestico, mai pienamente riconosciuto, che gli impedisce di stare più ore lontane dalla casa: figli, genitori anziani, mariti e altro, assorbono gran parte delle giornate. In questo modo lo straordinario finirà per concentrarsi sulla parte maschile della famiglia con una seconda conseguenza: i salari degli uomini saranno più elevati di quelli delle loro colleghe donne e quindi gli uomini avranno un peso sociale maggiore. Alle donne non resterà che rimanere chiuse fra le “sicure” mura domestiche, con buona pace della ministra Carfagna, che fra una caduta di stile su uomini e donne non etero e una dichiarazione sulle coppie di fatto, porta a casa il primo grande regalo ad uno dei principali tifosi di questo esecutivo: papa Ratzinger.



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