|
Donne? “Tutte a casa”. Parafrasando il famoso
film di Luigi Comencini il governo Berlusconi nel suo primo
consiglio dei ministri ha approvato una serie di provvedimenti
che, fra il repressivo e il populista, hanno anche un forte
sapore sessista. Tutt’altra aria rispetto alle “donne... in
cerca di guai” che aveva caratterizzato l’era del
centrosinistra. Infatti, se da una parte si cerca di compiacere
un’opinione pubblica che vede corrodere la sua posizione sociale
da un potere d’acquisto sempre più basso e risponde con una
richiesta di sicurezza a volte schizofrenica e piena di
contraddizioni; dall’altra, con la detassazione del lavoro
straordinario, si assecondano quanti vorrebbero un ritorno della
donna fra le mura domestiche e comunque in posizione subordinata
rispetto all’uomo.
Detassare il lavoro straordinario ha una serie di
conseguenze sicuramente sottovalutate nei commenti di questi
giorni, ad iniziare da una più diffusa insicurezza. È
statisticamente dimostrato che il maggior numero di incidenti
sul lavoro avvengono in presenza di un elevato monte ore
lavorate. Un paradosso, visto che nel momento in cui tutti non
fanno altro che parlare di sicurezza si accettano misure che
mettono ancora di più a rischio la vita di quanti di lavoro
dovrebbero vivere e non morire.
Ma le ripercussioni non si fermano qui. Sono
infatti pesanti quelle sulle donne.
Le donne da sempre hanno maggiore difficoltà ad
accedere agli straordinari perché gravate dal peso di un lavoro
domestico, mai pienamente riconosciuto, che gli impedisce di
stare più ore lontane dalla casa: figli, genitori anziani,
mariti e altro, assorbono gran parte delle giornate. In questo
modo lo straordinario finirà per concentrarsi sulla parte
maschile della famiglia con una seconda conseguenza: i salari
degli uomini saranno più elevati di quelli delle loro colleghe
donne e quindi gli uomini avranno un peso sociale maggiore. Alle
donne non resterà che rimanere chiuse fra le “sicure” mura
domestiche, con buona pace della ministra Carfagna, che fra una
caduta di stile su uomini e donne non etero e una dichiarazione
sulle coppie di fatto, porta a casa il primo grande regalo ad
uno dei principali tifosi di questo esecutivo: papa Ratzinger. |