Costituzione a rischio

Larghe intese,
grandi insidie

Intervista al presidente del Pdci, Antonino Cuffaro

di Raffaella Angelino

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 27 marzo 2008

 

Il presidente del Pdci si dice sicuro dell’impegno del partito nella campagna elettorale ma non nasconde le sue preoccupazioni per la situazione politica. Antonino Cuffaro guarda infatti con inquietudine al confronto in corso nel Paese, «complesso e rischioso come non mai», che vede schierate componenti politiche che hanno sicuramente contribuito alla nascita della Repubblica e della Costituzione ma che puntano oggi a reciderne il cordone ombelicale con i valori della Resistenza. Con grande lucidità Cuffaro analizza «l’interclassismo esasperato del Partito democratico», il tentativo di emarginare la sinistra «per avere le mani libere sulle questioni sociali», l’ipotesi sciagurata di larghe intese. L’unico argine a questo progetto è il voto alla Sinistra arcobaleno. Un voto come è stato detto utile ed indispensabile. «La confederazione ha preso l’avvio, il nostro partito dà ad essa un forte contributo e nello stesso tempo continua la sua strada e si rafforza».

Il pericolo di un ritorno al governo delle destre è una prospettiva preoccupante. Ma non è l’unico elemento negativo...

Questa compagna elettorale si presenta insidiosa come non mai. Non ricordo - e ho cominciato a partecipare alle battaglie elettorali del Pci nel 1948 - una situazione simile. La posta è altissima: ad essere in gioco non è soltanto la sorte della sinistra, ma il carattere della nostra Repubblica, alcuni valori fondanti della Costituzione, la sua essenza antifascista, la sua sostanza che afferma principi di una società socialmente avanzata fondata sul lavoro.

Qual è la responsabilità del Pd di Veltroni ?

Si è voluta rompere l’alleanza di centrosinistra, si è voluto troncare il rapporto, non con l’ala destra - che ha avuto la responsabilità della caduta del governo Prodi - ma con tutta la sinistra che ha invece dato un contributo serio alla sua azione di governo e si è battuta per l’attuazione del programma. In realtà, in questo modo si è lasciato libero campo a Berlusconi, gli si è concesso di recuperare credibilità in vista - e questo è l’aspetto peggiore - di intese future.

Su cosa potrebbe convergere l’intesa fra Pd e Pdl?

Sul cambiamento delle regole del nostro sistema democratico e della Costituzione. È il disegno che di una “società all’americana” non prevede soltanto l’alternanza al governo di due partiti omologhi, ma la competizione permanente ed esasperata, la precarietà, la corsa sfrenata al successo individuale, la rottura della solidarietà sociale e nazionale. Con l’aggravante dell’apertura di un dialogo fra Pd e Pdl che continua a valorizzare forze che mirano alla frammentazione della nazione e fomentano dell’odio per il diverso.

Con quali conseguenze ?

Il taglio delle radici storiche delle due componenti che costituiscono il Pd (Pci e Dc) e il suo esasperato interclassismo, che fa dimenticare persino l’esistenza del conflitto sociale. Nei discorsi di Veltroni si intravedono scenari politici preoccupanti che possono avere conseguenze gravissime nella vita del nostro Paese. Anche sul versante della laicità dello Stato, si registrano cedimenti che non hanno eguali nella storia della Repubblica e portano persino a rimpiangere le resistenze che in questo senso senso ha opposto la stessa Dc ai voleri del Vaticano.

Che ne pensi delle proposte circolanti in materia economica per fronteggiare la crisi in arrivo ?

Davanti alla bufera economica che avanza, alle profonde crepe provocate dal processo di globalizzazione capitalistica, gli ingenui sermoni di Veltroni sugli imprenditori-lavoratori, sulla santificazione del rischio (l’Italia... una folla di imprenditori che comincia facendo un mutuo sulla propria casa), i rimedi contenuti nei 12 disegni di legge che si propone di presentare fanno davvero sorridere. Ho l’impressione che non si abbia il senso delle proporzioni dei problemi che dal punto di vista economico l’Italia si troverà ad affrontare e che possono sommergerla. Occorre sicuramente non solo un forte ed immediato scatto dei salari e delle pensioni, ma una svolta profonda nella strategia economica e sociale del Paese. Un cambiamento netto del modello di sviluppo, la utilizzazione di risorse straordinarie (che rendite finanziarie ed evasione fiscale continuano a sottrarre alla collettività), un disegno di innovazione profonda del sistema produttivo dell’Italia e dei suoi obiettivi. Abbiamo davvero potenzialità enormi (e la politica di alcune regioni le sta cominciando ad utilizzare) ma ci si ferma alle enunciazioni. Un discorso nuovo invece andrebbe fatto sull’intervento dello stato in economia, sulla formazione, la ricerca, l’innovazione, la politica industriale. Tutto invece resta nel vago. Ed un discorso nuovo andrebbe avviato sulla politica economica della Unione europea e sulle norme superate che la regolano. La vicenda dell’Alitalia insegna.

Questo chiama la Sinistra arcobaleno a un grande sforzo. Sinistra unita sotto un unico simbolo per la prima volta...

L’importanza decisiva della presenza della sinistra unita nella campagna elettorale sta proprio nella possibilità che essa offre di far naufragare i disegni eversivi che emergono nella campagna elettorale. L’affermazione della lista della Sinistra l’Arcobaleno è l’unica vera barriera alla corsa di Berlusconi (con tutti i pericoli che essa comporta sul piano interno e internazionale). Ma l’affermazione della sinistra è anche un freno alla stessa deriva moderata del Pd che oggi rimette integralmente i peccati del berlusconismo con progetti più o meno velati di larghe intese fatte alle spalle del popolo italiano. Una colpa questa che Veltroni si porterebbe dietro forse per intere generazioni. Spero fortemente che tutti i compagni siano consapevoli della difficoltà della sfida che la sinistra e il nostro partito con essa sta affrontando nell’interesse dei lavoratori e nazionale.

Temi che il percorso unitario possa creare preoccupazioni ?

Non abbiamo alcun timore di esserci presentati - come è avvenuto in passato anche al Pci - in una lista unitaria, dobbiamo anzi essere orgogliosi che questo sia potuto avvenire. Si è, infatti, potuto costruire questo schieramento anche (se non soprattutto) per la linea che noi Comunisti italiani abbiamo adottato sin dal nostro primo congresso. La confederazione ha preso l’avvio, il nostro partito dà ad essa un forte contributo e nello stesso tempo continua la sua strada e si rafforza.

In questo senso i segnali sono inequivocabili: la nuova sede, il quotidiano, l’impegno “a tempo pieno” del segretario Diliberto che ha deciso di non ricandidarsi. E anche tu, presidente, hai scelto di lavorare nel partito e fuori dalle istituzioni.

Il Pdci è in campo con tutta la sua forza organizzata, con le sue idee, con i suoi comportamenti rigorosi: l’esempio dato da Diliberto con la candidatura dell’operaio della Thyssen Ciro Argentino è stato percepito non soltanto come un atto di generosità politica ma come una conferma della nostra diversità. Si ripropone, dunque, quella “unità nella diversità” che è il carattere distintivo della nostra storia e della nostra formazione di comunisti italiani. Non solo continueremo ad esistere ma usciremo sicuramente fortificati dalla partecipazione a questa battaglia elettorale unitaria delle forze di sinistra che ne cementerà l’alleanza ed in cui il partito darà il meglio di sé.



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