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Arriva la tempesta. Un’accelerazione incredibile,
imprevedibile, rapida e abbagliante come una saetta: la nascita
del Pd, l’incoronazione di Veltroni, la destabilizzazione del
governo Prodi, la sfiducia per mano dei soliti trasformisti,
Mastella, Dini e i loro amici. Poi il tentativo disperato di un
governo istituzionale, in realtà inciucista, per gestire
l’extragettito e le 600 nomine, ancora il devastante annuncio di
Veltroni e dei suoi pretoriani, Franceschini in testa: il Pd va
da solo! Infine la simmetrica risposta di Berlusconi unica lista
del centrodestra, il Pdl, ma desistenza al Nord con la Lega. Il
centrosinistra è finito, il bipolarismo all’italiana è
archiviato, si apre una nuova stagione ricca di incognite, di
ombre e di pericoli molto, molto seri. Facciamo il punto dunque.
Le forze di centrosinistra perderanno il confronto elettorale
per una scelta unilaterale di Veltroni che a differenza della
politica pragmaticamente inclusiva di Berlusconi chiude
inesorabilmente ogni spiraglio di accordo programmatico o
tecnico-politico con la sinistra, secondo un’incomprensibile
mistica dell’autosufficienza.
Perché sta accadendo tutto ciò ?, ci si chiede
nel popolo del centrosinistra. Cosa si cela dietro gli
sconcertanti tentativi di Veltroni di varare comunque un governo
trasversale con Marini. Quale messaggio conteneva l’indecente
l’appello di Franceschini di fare comunque un governo, senza il
comunista Diliberto, magari con l’Udc di Cuffaro ? E ancora come
leggere l’imbarazzante appello al voto di Berlusconi o per il
Pdl o per il Pd? Mettendo insieme tutti i tasselli di un mosaico
apparentemente confuso affiora invece nitido il drammatico
quadro di una deriva politica che avrebbe conseguenze
inimmaginabili. Una deriva politica che nel nome di un nuovismo,
vuoto e fine a se stesso, rinuncerebbe a ogni ancoraggio con la
questione morale in un paese squassato da formidabili scandali,
attraversato da un impressionante livello di corruzione e
segnato da una criminalità organizzata radicata, diffusa e molto
potente.
Una deriva inaccettabile, dicevo, perché chiuse
le urne vedrà varare un governo Pdl-Pd, le tanto agognate larghe
intese, con il fine di approdare a un sistema politico
bipartitico, senza alcuno spazio vitale per la sinistra e i
comunisti, e a riforme costituzionali così profonde da
stravolgere del tutto la Costituzione repubblicana del 1948,
spingendo il paese verso forme radicali di presidenzialismo già
materialmente presenti. Il Veltrusconi, dunque, ecco il patto di
governo che attenderebbe gli italiani se la sinistra avrà un
esito deludente e che chiuderebbe davvero la cosiddetta prima
repubblica, intendendo con questa espressione lo stato
democratico disegnato dalla convergenza dei valori e delle
culture delle forze politiche antifasciste.
E allora al lavoro, per scongiurare ciò che è già
in atto, con una campagna elettorale durissima e insidiosissima
per la sinistra e il Pdci. Al lavoro senza soste, per la lista
della sinistra unita e confederata che dovrà convincere e
raccogliere consensi, quanti più possibile. Al lavoro per non
sbagliare la campagna elettorale perché ci sono due modi per
interpretarla: il primo è quello che vorrebbero Berlusconi e
Veltroni, una sorta di referendum tra due partiti e due leader,
entrambi moderati e con identici tratti populisti, che finirà
per plasmare in senso bipartitico il sistema politico, un modo
che ovviamente ripudiamo in toto! Il secondo è invece nel senso
di “proporzionalizzare” la competizione elettorale tra la destra
(Pdl), un centro (Pd e Rosa bianca) e la sinistra.
Soltanto una campagna elettorale dura e intelligente rivolta non
solo al popolo della sinistra, ma anche a quello più ampio
democratico, progressista, laico, a quel popolo grande che
detesta il trasformismo, l’inciucio con la peggiore e più
impresentabile destra europea, alla fine farà capire che l’unico
voto utile è per la Sinistra. Più forte sarà questa e più ampia
sarà la delegazione parlamentare dei Comunisti italiani, minori
saranno i rischi che intravediamo, più limpido sarà il successo
della Sinistra più incerto diverrà l’obiettivo del Veltrusconi
di cancellare la sinistra italiana.
Abbiamo già una nuova sede della nostra Direzione
nazionale, e presto avremo un quotidiano nuovo di zecca, che
permetterà di rendere più forte, penetrante e dura la voce dei
comunisti italiani, in una fase delicatissima e drammatica della
nostra storia repubblicana. È una temperie politica
straordinaria e infuocata quella che stiamo attraversando e
nessuno, nessuno può chiamarsi fuori con facili alibi, e chi lo
farà ne porterà la responsabilità. Compagne e compagni, pur
nella confusione massima possediamo una certezza: la
straordinaria esperienza dei comunisti italiani iniziata quasi
un secolo fa con Antonio Gramsci non si chiuderà certo con le
elezioni del 13 e il 14 aprile, nel 150° anniversario del
Manifesto di Karl Marx, anzi proprio dall’esito favorevole di
aprile ripartirà con più vigore, entusiasmo e passione. |