La crisi di governo

Fermiamo
la deriva

di Orazio Licandro

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 12 febbraio 2008

 

Arriva la tempesta. Un’accelerazione incredibile, imprevedibile, rapida e abbagliante come una saetta: la nascita del Pd, l’incoronazione di Veltroni, la destabilizzazione del governo Prodi, la sfiducia per mano dei soliti trasformisti, Mastella, Dini e i loro amici. Poi il tentativo disperato di un governo istituzionale, in realtà inciucista, per gestire l’extragettito e le 600 nomine, ancora il devastante annuncio di Veltroni e dei suoi pretoriani, Franceschini in testa: il Pd va da solo! Infine la simmetrica risposta di Berlusconi unica lista del centrodestra, il Pdl, ma desistenza al Nord con la Lega. Il centrosinistra è finito, il bipolarismo all’italiana è archiviato, si apre una nuova stagione ricca di incognite, di ombre e di pericoli molto, molto seri. Facciamo il punto dunque. Le forze di centrosinistra perderanno il confronto elettorale per una scelta unilaterale di Veltroni che a differenza della politica pragmaticamente inclusiva di Berlusconi chiude inesorabilmente ogni spiraglio di accordo programmatico o tecnico-politico con la sinistra, secondo un’incomprensibile mistica dell’autosufficienza.

Perché sta accadendo tutto ciò ?, ci si chiede nel popolo del centrosinistra. Cosa si cela dietro gli sconcertanti tentativi di Veltroni di varare comunque un governo trasversale con Marini. Quale messaggio conteneva l’indecente l’appello di Franceschini di fare comunque un governo, senza il comunista Diliberto, magari con l’Udc di Cuffaro ? E ancora come leggere l’imbarazzante appello al voto di Berlusconi o per il Pdl o per il Pd? Mettendo insieme tutti i tasselli di un mosaico apparentemente confuso affiora invece nitido il drammatico quadro di una deriva politica che avrebbe conseguenze inimmaginabili. Una deriva politica che nel nome di un nuovismo, vuoto e fine a se stesso, rinuncerebbe a ogni ancoraggio con la questione morale in un paese squassato da formidabili scandali, attraversato da un impressionante livello di corruzione e segnato da una criminalità organizzata radicata, diffusa e molto potente.

Una deriva inaccettabile, dicevo, perché chiuse le urne vedrà varare un governo Pdl-Pd, le tanto agognate larghe intese, con il fine di approdare a un sistema politico bipartitico, senza alcuno spazio vitale per la sinistra e i comunisti, e a riforme costituzionali così profonde da stravolgere del tutto la Costituzione repubblicana del 1948, spingendo il paese verso forme radicali di presidenzialismo già materialmente presenti. Il Veltrusconi, dunque, ecco il patto di governo che attenderebbe gli italiani se la sinistra avrà un esito deludente e che chiuderebbe davvero la cosiddetta  prima repubblica, intendendo con questa espressione lo stato democratico disegnato dalla convergenza dei valori e delle culture delle forze politiche antifasciste.

E allora al lavoro, per scongiurare ciò che è già in atto, con una campagna elettorale durissima e insidiosissima per la sinistra e il Pdci. Al lavoro senza soste, per la lista della sinistra unita e confederata che dovrà convincere e raccogliere consensi, quanti più possibile. Al lavoro per non sbagliare la campagna elettorale perché ci sono due modi per interpretarla: il primo è quello che vorrebbero Berlusconi e Veltroni, una sorta di referendum tra due partiti e due leader, entrambi moderati e con identici tratti populisti, che finirà per plasmare in senso bipartitico il sistema politico, un modo che ovviamente ripudiamo in toto! Il secondo è invece nel senso di “proporzionalizzare” la competizione elettorale tra la destra (Pdl), un centro (Pd e Rosa bianca) e la sinistra.
Soltanto una campagna elettorale dura e intelligente rivolta non solo al popolo della sinistra, ma anche a quello più ampio democratico, progressista, laico, a quel popolo grande che detesta il trasformismo, l’inciucio con la peggiore e più impresentabile destra europea, alla fine farà capire che l’unico voto utile è per la Sinistra. Più forte sarà questa e più ampia sarà la delegazione parlamentare dei Comunisti italiani, minori saranno i rischi che intravediamo, più limpido sarà il successo della Sinistra più incerto diverrà l’obiettivo del Veltrusconi di cancellare la sinistra italiana.

Abbiamo già una nuova sede della nostra Direzione nazionale, e presto avremo un quotidiano nuovo di zecca, che permetterà di rendere più forte, penetrante e dura la voce dei comunisti italiani, in una fase delicatissima e drammatica della nostra storia repubblicana. È una temperie politica straordinaria e infuocata quella che stiamo attraversando e nessuno, nessuno può chiamarsi fuori con facili alibi, e chi lo farà ne porterà la responsabilità. Compagne e compagni, pur nella confusione massima possediamo una certezza: la straordinaria esperienza dei comunisti italiani iniziata quasi un secolo fa con Antonio Gramsci non si chiuderà certo con le elezioni del 13 e il 14 aprile, nel 150° anniversario del Manifesto di Karl Marx, anzi proprio dall’esito favorevole di aprile ripartirà con più vigore, entusiasmo e passione.



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“indisponibili a qualunque soluzione che snaturi la nostra coalizione, nessun governo istituzionale, tecnico, di larghe intese o di altra natura, ma elezioni anticipate immediate”
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