L'Evento: la rivoluzione d'ottobre

Novant'anni
e non sentirli

 

di Jacopo Venier

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 15 novembre 2007

 

Nello scorrere tumultuoso degli eventi quotidiani, nel susseguirsi delle generazioni, nello stratificarsi lento di idee e di memoria, nella Storia dell’umanità insomma ci sono solo pochi momenti che producono conseguenze perenni ed influenzano tutto ciò che accade dopo.

La Rivoluzione d’Ottobre, come ad esempio la scoperta dell’America o la caduta dell’Impero romano, rappresenta uno spartiacque fondamentale.

Prima dell’Ottobre rosso l’ipotesi che i lavoratori potessero prendere il potere e trasformare, rivoluzionare, dalle fondamenta la società era solo un fantasma che si aggirava per l’Europa. Dopo questo fantasma è divenuto un incubo, un concretissimo nemico da abbattere ad ogni costo, una idea da ricacciare nel mondo delle utopie.

Dalla Rivoluzione non è nata solo l’Unione Sovietica ma l’intero pianeta ne è stato plasmato e miliardi di uomini e di donne hanno visto le loro vite cambiare in conseguenza di ciò che accadde nel 1917.

Tutto ciò non poteva finire con la sconfitta del 1989 quando cadde un sistema che la guerra aperta e quella fredda, errori ed orrori, avevano svuotato dall’interno.

La Rivoluzione d’Ottobre ritrova oggi la sua spinta propulsiva. Liberate dalla gabbia del bipolarismo mondiale le idee, che furono di Lenin come di Gramsci, tornano a parlare del presente. In un mondo dove la ricchezza non è mai stata così polarizzata, dove il lavoro è ritornato ad essere servitù, dove la guerra è lo strumento quotidiano con cui le potenze si appropriano delle risorse, dove il mercato ha messo le mani sul codice della vita, dove la stessa sopravvivenza della specie è compromessa dal consumo brutale dell’ambiente la Rivoluzione, la Rivoluzione con la maiuscola, torna ad essere una risposta necessaria.

Ovviamente nessuno pensa alla presa del Palazzo d’Inverno. “La storia si ripete in farsa” ci insegna Carlo Marx. Perciò nessuna nostalgia ma avanti con lo sguardo aperto verso il futuro, forti di un lucido legame con il nostro passato.



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