ECONOMIA E FINANZA

Alla Finanza manca trasparenza

di Luigi Marino

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 30 agosto 2007

 

Il mondo ha tremato! L’Italia un po’ meno, grazie all’euro e soprattutto grazie al fatto che nella nostra cultura non è entrato ancora il modello Usa di indebitarsi continuamente fino a ipotecare la casa di proprietà per fare acquisti o per nuovi consumi. C’è stato chi ha voluto paragonare, enfatizzandola al suo esplodere, questa gravissima turbolenza finanziaria addirittura alla crisi del 1929, non prevista tra l’altro sino a qualche settimana prima e di cui ancora si studiano le cause. Altri a quella del 1998 del tutto dimenticata.

Comunque mai come nelle ultime settimane si è avvertita tutta l’assurdità di una economia finanziaria nei cui meandri è sempre più difficile districarsi, profondamente distante dall’economia reale di un Paese, che mette a repentaglio le condizioni economiche di milioni di persone che hanno contratto mutui divenuti sempre più onerosi, di milioni di piccoli risparmiatori che hanno subìto rilevanti perdite o che, in molti casi, hanno visto svanire i loro piccoli investimenti. In un mese 4 mila miliardi di dollari sono stati persi in borsa! Ma risultano anche colpite banche legate al mercato dei mutui Usa per miliardi di dollari, inevitabilmente coinvolte anch’esse nel crollo.

Si è invocato da più parti un più rigoroso sistema di controlli sui mercati finanziari come ha fatto il presidente Sarkozy che ha chiesto l’intervento del G7 per evitare tonfi che possano mettere in ginocchio molti Paesi se non la stessa economia mondiale, sebbene la crisi dei mutui abbia determinato problemi diversi nelle diverse realtà economiche. Lo stesso presidente Prodi ha dichiarato di avere avuto molta paura e ha posto con forza il problema di assicurare maggiore trasparenza a quanto avviene nella finanza internazionale. Ed è questa la questione che va affrontata, alla luce di quanto avvenuto, perché tutto il resto è inevitabilmente ricorrente in un mondo pressoché interamente “globalizzato” in termini capitalistici. E solo in questo può sostanziarsi un’iniziativa congiunta dei governi almeno a livello europeo. «Gesù fate luce» invoca infatti il piccolo risparmiatore ricordando che «la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme» come recita l’articolo 47 della Costituzione.



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