RAZZA PADRONA
 

L'uomo "nuovo" che sa di muffa

di Paolo Barbieri

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 5 luglio 2007

 

A cosa mira l’offensiva politico-mediatica di Luca di Montezemolo ? Se un moderato come Guglielmo Epifani sente aria di «diciannovismo» e lancia l’allarme sugli industriali «novelli agrari», è il caso di preoccuparsi davvero. Sostenuto dalla coincidenza forse non casuale di una campagna della stampa “amica” contro i costi e i privilegi della politica, il presidente (ormai uscente) della Confindustria ha provato a maggio a proporsi come il nuovo fustigatore dei vizi del Palazzo (che non mancano). Ha provato a dipingere se stesso come “l’uomo nuovo”, operazione frequente nella politica italiana, vista la latitanza ostinata di idee nuove. Poi, in un’altra occasione, ha cannoneggiato il sindacato, tutore a suo dire dei «fannulloni».

Assalto allo stato sociale, contrapposizione con i sindacati, ostilità verso il governo di centrosinistra, nonostante la promessa mantenuta del taglio del cuneo fiscale: è il profilo dell’ultimo Montezemolo, pur eletto a suo tempo per ripristinare il primato della grande impresa e della concertazione, dopo la stagione dei “pasdaran” Fossa e D’Amato.

Ma la concertazione all’industria italiana andava bene in tempi di sacrifici, quando serviva il senso di responsabilità del sindacato per risanare i conti pubblici e sostenere la competitività delle imprese. Oggi lo scenario è cambiato: è arrivata la ripresa economica, il sindacato è meno arrendevole, la sinistra è al governo.

 Qual è allora l’obiettivo di Montezemolo ? A prescindere dalla sua credibilità personale come moralizzatore (qualche ricca poltrona pubblica non manca nel suo curriculum) e dalla credibilità dei grandi industriali italiani, troppo spesso foraggiati dallo Stato, la sua sfida è un ennesimo scrollone al sistema politico, nel quale ancora resistono solidi anticorpi al primato assoluto dell’impresa. Non è importante sapere se Montezemolo potrà essere il nuovo Berlusconi. Ciò che conta è sapere se dietro la sua sfida sono pronti a mobilitarsi i poteri forti: quelli che operano alla luce del sole e quelli che troppo spesso emergono dall’ombra solo grazie alle inchieste giudiziarie. In quel caso potremmo guardare alle preoccupazioni “forti” di Epifani come a un malaugurato caso di sottovalutazione dei rischi per la democrazia italiana.



Razza Padrona
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