Lotta al precariato e prospettive di stabilizzazione

Precarietà nel pubblico impiego, il Pdci si mobilita

Trasferta bolzanina del deputato Gianni Pagliarini: «In regione 6709 casi da affrontare, sfavorite le donne»

Dal "Corriere dell'Alto Adige"
dell'8 maggio 2007

di Thomas Laconi
 

 
Gianni Pagliarini con Carlo Carlini

BOLZANO — «Anche in Alto Adige, così come nelle altre parti d’Italia, la piaga relativa al precariato è un problema attuale che va affrontato quanto prima». Questo in sintesi, il pensiero di Gianni Pagliarini, presidente della commissione lavoro alla Camera, presente ieri a Bolzano su invito della segretaria regionale dei Comunisti Italiani. Tanti i temi sociali affrontati dall’ex segretario generale della funzione pubblica Cgil, che ha voluto ribadire i concetti chiave sulle problematiche attualmente esistenti nel nostro paese, in vista della predisposizione del decreto attuativo di quelle norme della finanziaria, che prevedono la stabilizzazione dei precari nell’ambito dell’amministrazione pubblica.

«Rispetto al resto della penisola l’Alto Adige rimane un’oasi felice, ma non troppo — ha affermato Pagliarini — in quanto da dati emersi dalla Ragioneria Generale dello Stato, anche in questa provincia così come nel vicino Trentino, la piaga sociale relativa al lavoro precario sta prendendo sempre più consistenza». L’obiettivo per l’esponente dei Comunisti Italiani è accendere i riflettori su questa tematica, che negli ultimi anni ha portato la situazione del lavoro ad un generale peggioramento su più direzioni. «Con il poco invidiabile record dei salari più bassi d’Europa — secondo Pagliarini — è fondamentale riaprire un dibattito serio sulla condizione di lavoro di milioni di italiani, costretti a vivere alla giornata e senza la concreta possibilità di programmare un futuro sereno». Il dato altoatesino segue, in questo senso, quello che è l’andamento generale del nostro paese, coinvolgendo soprattutto i lavoratori del settore pubblico. «Esiste tanta precarietà anche nella pubblica amministrazione — afferma il parlamentare —. Il dato relativo al Trentino Alto Adige in questo senso, preoccupa e va analizzato con grande attenzione: allo stato attuale vi sono 6.709 lavoratori con contratto a tempo determinato, con la "quota rosa" che addirittura raggiunge 5.126 unità complessive. Nonostante queste persone abbiano già raggiunto i requisiti richiesti (tre anni di anzianità nonché il superamento del concorso pubblico, ndr) le pubbliche amministrazioni continuano a nascondere la testa sotto la sabbia. La precarietà è un peso ideologico, non certamente la prima indispensabile fase lavorativa per ottenere un contratto».

Per i Comunisti Italiani, non esiste infine, lo scoglio rappresentato dalle autonomie speciali. «La stabilizzazione del personale prevista nella Finanziaria 2007, a livello giuridico, può essere immediatamente applicabile da tutti gli enti locali, comprese le regioni a statuto speciale oppure le province autonome di Trento e Bolzano» ha affermato il segretario Carlo Carlini.



Il Presidente della Commissione Lavoro, on. Gianni Pagliarini, a Bolzano:
«Troppi precari nei Comuni»
dall' "Alto Adige"
del1'8 maggio 2007

Lotta alla precarietà, una priorità anche per il Trentino Alto Adige
La lettera di Pagliarini sull'immediata applicabilità delle disposizioni relative alla stabilizzazione del personale del pubblico impiego