Il congresso dei Comunisti
 

Questione salariale e voglia di sinistra

di Gianni Pagliarini

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 10 maggio 2007

 

A sinistra ferve il confronto su un ambizioso progetto unitario, cui siamo impegnati a dare corpo e sostanza. Siamo arrivati finalmente al “che fare”, dopo che per tanti anni il motore del dialogo ha girato a vuoto. Peccheremo forse di presunzione, ma su questo terreno il Pdci non ha colpe da farsi perdonare. Il nostro partito si è infatti cimentato a fondo, dal congresso di Bellaria del 2001, al fine di favorire il confronto (pensiamo alla proposta della “confederazione”) proprio per non sacrificare le ragioni dei “contenuti” sull’altare della sacrosanta difesa dei “contenitori”. Per anni i termini del problema sono rimasti frastagliati in tanti compartimenti stagni, finché l’avvento del Partito democratico ha aperto gli occhi anche ai più scettici.

Il Congresso nazionale dei Comunisti italiani ha indubbiamente rappresentato il principale crocevia del dialogo unitario: la convincente analisi proposta da Oliviero Diliberto per una sinistra “senza aggettivi” ha sortito una pronta interlocuzione. La prima risposta è arrivata dal capogruppo Prc al Senato Russo Spena, che ha proposto una “camera di consultazione” permanente dei gruppi della sinistra al Senato, e poi da Cesare Salvi, assai persuaso dall’idea di avviare un percorso all’insegna dell’unità.

Ma dal nostro Congresso è uscito rafforzato anche il merito di una proposta possibile, vale a dire la “bussola” indicata dal documento congressuale e rappresentata dalla centralità del lavoro. Del resto, la vera emergenza che offre un terreno comune alla sinistra riguarda le condizioni materiali di lavoro: stiamo parlando della sua organizzazione, dai ritmi fino agli orari, ma anche di precarietà, di insicurezza e infortuni, di pensioni e di salario. Stiamo parlando di quell’incertezza che affligge milioni di lavoratori (più o meno giovani) troppo spesso impossibilitati ad accendere un mutuo, a programmare una famiglia, ad arrivare alla fine del mese o anche solo a tornare a casa sani e salvi la sera.

Eppure, di questa condizione paiono non accorgersi i promotori del Partito democratico. Ds e Margherita hanno avviato un processo costituente cui guardiamo col dovuto rispetto e con grande attenzione; ma prima o poi quel gruppo dirigente dovrà chiedersi il perché di tanta voglia di sinistra e dovrà anche rendersi conto di quanto appaia inaccettabile, agli occhi di larga parte del suo popolo, l’equiparazione tra impresa e lavoro. Si può andare persino oltre: i promotori del Pd propongono un salto di qualità, contrapponendo diritti collettivi e individuali. E ricorrendo a una analisi “modernamente” interclassista provano a presentarsi agli elettori potenziali come nuovo “partito del lavoro”. In realtà, quel progetto entra in cortocircuito con la storia e le esigenze odierne della sinistra italiana, chiamata a offrire un futuro e un riscatto a milioni di donne e uomini indeboliti dal berlusconismo sul terreno delle tutele e della più complessiva qualità della vita. Basti pensare all’annoso tema del salario: da quanto tempo denunciamo – spesso inascoltati – il nodo cruciale della “quarta settimana”? La questione salariale si tocca con mano nell’iniqua redistribuzione del reddito e anche nell’imbarazzante confronto con le medie degli stipendi europei.

Su questo terreno la proposta di legge per un nuovo meccanismo di indicizzazione salariale, presentata dai Comunisti italiani, è uno strumento che offriamo a tutta la sinistra in vista di una battaglia comune: a partire dalla tutela del reddito possiamo inaugurare una nuova stagione sul grande tema dei diritti.



FINANZIARIA 2007
Stabilizzazione dei precari: una conquista dei Comunisti Italiani

di Giorgio Sala
da "La Rinascita della Sinistra"

No alla precarietà
Chiediamo un segnale forte anche da parte dell’amministrazione provinciale e comunale  di Bolzano
Comunicato della Federazione dell'Alto Adige

Il Presidente della Commissione Lavoro, on. Gianni Pagliarini, a Bolzano:
Precarietà nel pubblico impiego, Il PdCI si mobilità
dal "Corriere dell'Alto Adige" del1'8 maggio 2007

«Troppi precari nei Comuni»
dall' "Alto Adige"
del1'8 maggio 2007

Lotta alla precarietà, una priorità anche per il Trentino Alto Adige
La lettera di Pagliarini sull'immediata applicabilità delle disposizioni anche in Trentino Alto Adige


Unità e diversità
Su governo e conflitto: l’azione dei comunisti dopo la crisi del 21 febbraio
di Marco Rizzo
da "La Rinascita della Sinistra"