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“Per l’unità della Sinistra trentina e
altoatesina siamo disposti a lavorare anche in un «cantiere» e
non certo al fine di agitare per aria la cazzuola, perché per
noi Comunisti l’unità è la stella polare e si declina
inscindibilmente con la rivendicazione orgogliosa della nostra
diversità, la diversità comunista, per la quale centrale è e
rimane la contraddizione capitale-lavoro”. Questo il messaggio
espresso da Carlo Carlini – riconfermato all’unanimità
segretario del Trentino Alto Adige – nel corso del IV Congresso
Regionale tenuto a Trento il 22 aprile in vista
dell’appuntamento nazionale di fine mese.
Quello della Federazione del Trentino Alto Adige
è stato un congresso partecipato, con un dibattito non formale
sui temi posti alla base del documento nazionale e su ciò che
implica la conclusione di quel tormentato percorso che dalla
Bolognina ha infine portato allo scioglimento dei DS. Temi che
nella relazione introduttiva del segretario regionale sono stati
anche ricollocati in termini locali con riferimenti agli aspetti
contraddittori della politica delle Giunte di centrosinistra
nelle due province e dei rapporti non sempre facili con le altre
forze di sinistra.
Tra i molti interventi degli esponenti delle
altre forze politiche, particolarmente interessante e sincero è
risultato il disagio espresso nel saluto della rappresentante
dei Ds del Trentino, Wanda Chiodi, non solo per la nuova sfida
che l’aspetta con la nascita del PD, tanto più per i risvolti a
livello locale, ma anche per il modo non proprio collegiale di
lavorare della Giunta provinciale di Trento, modo che ha
provocato non poche divisioni all’interno stesso del gruppo
consiliare Ds.
La discussione del pomeriggio ha affrontato più
da vicino, oltre alla necessità di una politica di pace,
l’urgenza di dare rappresentanza politica al mondo dei
lavoratori dipendenti e la prospettiva sempre più sentita
dell’unità della sinistra. A questo proposito si è rilevato come
già l’obiettivo di una confederazione della sinistra, alla quale
ogni forza partecipi con la propria specificità, sia già un
obiettivo impegnativo da raggiungere con tappe intermedie, per
trovare un terreno comune sul quale portare avanti lotte
unitarie.
Nelle sue conclusioni il compagno Luigi Marino,
oltre a riprendere alcuni temi sollevati nel corso della
discussione, ha invitato i compagni a non dimenticare mai quali
gravi rischi si siano corsi durante la passata legislatura,
quando si è cercato di smantellare la nostra stessa Costituzione
con un attacco che è stato a più livelli, il più insidioso dei
quali è stato quello di cancellarne con legge ordinaria i
precetti, a partire dal tentativo di por fine alla progressività
nell’imposizione fiscale. |