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Prima che le scelte politiche arrivassero al
dunque ci era capitato di sentir dire che l’atto di nascita del
Partito democratico, tutto sommato, avrebbe rappresentato una
“opportuna chiarificazione” della quale rallegrarsi. Soprattutto
a sinistra e per chi a sinistra intendeva rimanere.
Pur non avendo mai fatto economia sulle critiche
ai Ds, siamo sempre stati convinti che questo giudizio fosse un
po’ (tanto) miope. E questo per diversi motivi. Intanto, le
forme in politica si coniugano con la sostanza (a dir la verità
anche nella vita: provate un po’ voi a entrare dove si espone il
simbolo di una farmacia, dove c’è scritto farmacia e dove
normalmente ci lavorano i farmacisti, e vedete un po’ se vi
riuscirà di convincere qualcuno a vendervi una scatola di “toscanelli”...).
Per cui, inevitabilmente, quel che nascerà dallo scioglimento
dei Ds (un altro…), proprio in virtù del suo nome, Partito
democratico, cambierà anche ubicazione politica e da sinistra si
trasferirà in un altro posto.
E così la sinistra che rimane sarà ancora un po’
più sola e ancora un po’ più debole. Tutto questo in una fase -
che, porca miseria, altro non è che è un periodo di tempo
maledettamente lungo - dove le ragioni della sinistra sono
prepotentemente all’ordine del giorno ma con altrettanta
prepotenza ignorate o schiacciate con il tacco: parliamo delle
ragioni lavoro. Delle ragioni del lavoro e del bisogno di
lavorare senza essere in odor di precarietà. Delle ragioni del
lavoro e del bisogno di lavorare senza doversi consumare
l’anima, e le tasche, per trovare quanto serve ad arrivare in
fondo al mese. Parliamo delle ragioni del lavoro perché vorremmo
che il lavoro tornasse a essere una cosa buona, a dare un senso
e un orizzonte alla vita. Come succedeva una volta… quando c’era
il Pci a render forte la sinistra. Parliamo delle pensioni,
soprattutto di quelle da 580 euro al mese sulle quali grava
anche un euro e mezzo di addizionale Irpef stabilita dai comuni.
Insomma, roba di sinistra.
Certo si potrebbe obbiettare che per mettere al
centro l’impresa invece del lavoro (che tanto si sta tutti sulla
medesima barca. O no ?!) non c’era bisogno di fare il Pd,
bastavano i Ds. Ma a questa, che è un’obiezione seria,
rispondiamo con un’altra ugualmente forte, anzi di più: meglio
essere in contraddizione a sinistra, dove c’è sempre la
possibilità di ritrovare “la retta via”, che al centro e
perfettamente allineati. Anche perché a noi comunisti(acci)
dov’è il centro e cos’è il centro ce lo dissero tanto tempo fa e
non ci passa più di mente: «là nel catin del vivere, là fra il
tutto e di tutto il contrario, là dove il riso sposa il pianto e
al cuor belante si comanda. Là, insieme alla strada, l’onesto
può perder la ragione e il vil trovar guadagno». Ma tutto questo
sia detto fra noi e fra noi rimanga, ché se lo vengono a sapere
Rutelli e Casini poi ci fanno lo sbarramento. |