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Parola d’ordine: Unità. È nel pieno segno del disgelo, ad
esempio con Rifondazione, che i comunisti italiani si sono
trovati per il congresso provinciale che prelude a quello
nazionale di fine mese, al quale ha partecipato il segretario
nazionale Oliviero Diliberto. “Una volta trovati i punti
d’incontro sulle priorità, che sono la centralità del lavoro e
della formazione – ha detto il segretario regionale Carlo
Carlini - sarà possibile procedere insieme ad altre forze del
centrosinistra col presupposto che ciascuno mantenga le proprie
diversità”. Sulla stessa sintonia pare sintonizzata Rifondazione
comunista presente con Fabio Visentin per cui “è giunta l’ora di
rompere il ghiaccio e mettere nel cassetto le bandierine”,
mentre Massimo Capelli dei Ds ha detto che il partito
Democratico dovrà essere il soggetto forte che farà da traino
alle altre forze politiche della sinistra, senza trascurare di
attirare anche gente dal centrodestra. Presenti in sala Franco
Bernard dei Verdi, Achille Chiomento per i Radicali e, a
sorpresa, Luigi Cigolla. Completamente assenti i sindacati,
Italia dei Valori e, soprattutto, esponenti del Correntone,
ossia i dissidenti dei Ds, che sono in polemica con il
segretario Carlini avendo giudicato troppo fredda la sua
reazione alla proposta di un progetto ecosociale ed interetnico
che riunisca tutte le forze non aderenti al partito democratico.
Partito Democratico, possibile e auspicata alleanza con
Rifondazione e riforma elettorale sono stati i temi su cui si è
maggiormente soffermato nel suo intervento il segretario
nazionale Oliviero Diliberto che ha bollato come delinquenza
politica qualsiasi tentativo di sbarramento o soglia elettorale
“perché – ha detto – a bocciare i partiti devono essere gli
elettori e non le leggi”. |