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BOLZANO — A sinistra c’è aria di incidente
diplomatico. Oggi infatti arriva a Bolzano il segretario dei
Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, per partecipare
all’assemblea provinciale del partito. La sinistra Ds infatti
diserterà l’assemblea provinciale del Pdci in polemica con il
segretario provinciale, Carlo Carlini che invece è riuscito in
extremis a ricucire con Rifondazione. Il segretario Fabio
Visentin ha deciso di partecipare all’assemblea del Pdci dopo
una lunga telefonata avuta con Carlini, il primo colloquio dopo
anni di gelo. «Andrò per cortesia, vediamo che cosa emergerà dal
congresso ma è ora di finirla con certi atteggiamenti» afferma
Visentin i cui rapporti con Carlini sono stati sempre piuttosto
tesi.
Più che di unità la sinistra è sempre stata
specialista di divisioni. L’Alto Adige non fa eccezione. A
partire dalle ultime provinciali i rapporti tra Pdci ed il resto
della sinistra si sono deteriorati irrimediabilmente e si è
arrivati a situazioni paradossali come quella delle ultime
comunali di Laives quando si sono presentati sia il Pdci che il
Prc che insieme non arrivano a quattrocento voti. Nelle ultime
settimane, più o meno da quando la sinistra Ds ha deciso di non
entrare nel partito democratico, è iniziato un lento disgelo.
L’ex segretario della Cgil è stato il primo a lanciare l’idea di
costruire un progetto «ecosociale ed interetnico» che riunisca
tutte le forze che non aderiscono al Partito democratico. Dal
Prc è arrivato un sì, mentre la reazione del Pdci è stata
piuttosto «freddina». Troppo fredda secondo la sinistra Ds che
ha deciso di boicottare l’assemblea del Pdci di oggi. «Massimo
rispetto per Diliberto, militanti ed elettori dei Comunisti
italiani ma la presa di posizione del segretario del Pdci nei
confronti della proposta del compagno Alfred Ebner è irriverente
e offensiva. La sinistra Ds — sottolinea Ambrogio Ambrosi,
delegato del correntone a tenere i contatti con le altre forze
della sinistra — non occupa nessun posto di potere e punta solo
a costruire una piattaforma politica a partire dal contenuti».
Il segretario del Pdci non sembra preoccuparsi
troppo della defezione del correntone Ds e rilancia la proposta
di una confederazione della sinistra. «Non siamo noi quelli che
si chiamano fuori» ci tiene a sottolineare Carlini stufo di fare
la parte del cattivo. Spetterà dunque a Diliberto cercare di
ricucire i rapporti tra le varie forze della sinistra dopo anni
di polemiche. Il punto di arrivo potrebbe essere una lista
comune tra Pdci, Prc, sinistra Ds e magari anche i verdi, alle
provinciali del 2008. |