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Sin dalla prima presentazione della Finanziaria
in Parlamento i Comunisti italiani hanno cercato di “darle
un’anima”. Un segnale marcato di giustizia sociale. Un carattere
di sinistra immediatamente riconoscibile. Tale carattere l’hanno
individuato nella lotta alla precarietà e si sono spesi per il
raggiungimento pieno di tale obiettivo. Il testo attuale della
Finanziaria in discussione al Senato, contiene i segni di un
significativo avvio al cambiamento, per offrire a migliaia di
donne e uomini più sicurezza nel lavoro e una maggior
tranquillità di vita per il loro futuro. I precari nel settore
privato trovano risposte alla stabilizzazione del posto di
lavoro con la norma sull’abbattimento del cuneo contributivo
alle imprese che assumono, o trasformano, i contratti a tempo
indeterminato. Un emendamento, presentato da Diliberto alla
Camera e accolto, consente ai Comuni e alle amministrazioni
pubbliche locali di assumere a tempo indeterminato tutti i
lavoratori atipici assunti con contratti a tempo parziale. Nel
testo della Finanziaria sono previsti inoltre numerosi altri
interventi parziali e selettivi a favore dei lavoratori
socialmente utili e alla vasta platea del precariato relativi ad
alcuni settori della Pubblica amministrazione centrale, ma non
risolutivi del complesso dei contratti di lavoro non a tempo
indeterminato.
Al Senato, la senatrice Palermi come prima
firmataria, ha presentato un emendamento che permette a tutto il
personale della Pubblica amministrazione centrale, alle Regioni,
ai Comuni e a tutti gli Enti pubblici di stabilizzare le forme
di lavoro precario trasformandole in contratti a tempo
indeterminato. L’emendamento stanzia subito 5 milioni che
servono per attivare il Fondo. Ma le risorse maggiori
deriveranno dalle altre due poste indicate: conti correnti
dormienti e maggiori entrate dei dividendi delle società
pubbliche. In concreto le risorse arriveranno dal risparmio di
interessi sul debito che si ridurrà dai fondi prodotti
dall’incasso del 20 per cento dei conti dormienti e dal 5 per
cento dei dividendi delle società privatizzate possedute dallo
Stato. In pratica viene attivata una leva economica che darà
importanti risultati, ma contemporaneamente anche garanzie al
raggiungimento degli obiettivi economici che il governo si è
prefissato.
Cosa sono i conti correnti cosiddetti
“dormienti”? Si tratta di quei conti che giacciono presso le
banche e non sono movimentati da almeno 15 anni. Giungere ad una
stima di queste risorse richiede un percorso complesso, ma varie
fonti indicano cifre tra i 5 e i 20 miliardi di euro. L’altra
voce che alimenta il fondo si riferisce alle maggiori entrate
che si verificano a consuntivo sugli utili e i dividendi delle
varie societè privatizzate detenute direttamente dallo Stato
come l’Eni, l’Enel, la Finmeccanica e così via. Tutte società
che fanno utili e distribuiscono dividendi a nove cifre e per i
quali, scommettendo su una finanziaria di sviluppo come sta
facendo il governo Prodi, è facile prevedere un incremento
robusto di maggiori entrate rispetto alle previsioni iniziali.
Avendo a disposizione il “Fondo per la
stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici”, utilizzato
secondo i criteri che la Presidenza del consiglio dovrà emanare
entro il 30 aprile 2007, i ministeri, le Regioni e gli Enti
pubblici provvedono, attraverso un confronto con le
organizzazioni sindacali, che costituisce un passaggio
obbligatorio, all’elaborazione di piani triennali straordinari
per l’assunzione a tempo indeterminato del personale già assunto
o comunque utilizzato attraverso tipologie contrattuali non a
tempo indeterminato. L’emendamento pone inoltre le basi per
interrompere il ricorso a lavoratori precari da parte delle
amministrazioni pubbliche. In pratica sarà vietato, a chi
otterrà i fondi per stabilizzare i precari, la possibilità di
instaurare nuovi rapporti di lavoro precario nei cinque anni
successivi, pena assumersi la responsabilità finanziaria delle
maggiori spese.
Con questo intervento proposto dai Comunisti
italiani e sottoscritto anche da Verdi, Rifondazione comunista e
da tutto l’Ulivo, dopo un incontro decisivo con il ministro
dell’Economia, ci si propone, attraverso la stabilizzazione dei
rapporti di lavoro nel pubblico impiego, di offrire serenità e
fiducia nel futuro a diverse migliaia di lavoratrici e
lavoratori, ed inoltre di garantire una migliore qualità dei
servizi ai cittadini qualificando il ruolo e l’attività delle
pubbliche amministrazioni attraverso misure di carattere
strutturale, che consentano il razionale utilizzo della spesa e
diano maggiore efficacia ed efficienza al sistema pubblico.
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