FINANZIARIA: Qualcosa di Sinistra

Stabilizzazione dei precari: una conquista dei comunisti
 

di Giorgio Sala

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 15 dicembre 2006

 

Sin dalla prima presentazione della Finanziaria in Parlamento i Comunisti italiani hanno cercato di “darle un’anima”. Un segnale marcato di giustizia sociale. Un carattere di sinistra immediatamente riconoscibile. Tale carattere l’hanno individuato nella lotta alla precarietà e si sono spesi per il raggiungimento pieno di tale obiettivo. Il testo attuale della Finanziaria in discussione al Senato, contiene i segni di un significativo avvio al cambiamento, per offrire a migliaia di donne e uomini più sicurezza nel lavoro e una maggior tranquillità di vita per il loro futuro. I precari nel settore privato trovano risposte alla stabilizzazione del posto di lavoro con la norma sull’abbattimento del cuneo contributivo alle imprese che assumono, o trasformano, i contratti a tempo indeterminato. Un emendamento, presentato da Diliberto alla Camera e accolto, consente ai Comuni e alle amministrazioni pubbliche locali di assumere a tempo indeterminato tutti i lavoratori atipici assunti con contratti a tempo parziale. Nel testo della Finanziaria sono previsti inoltre numerosi altri interventi parziali e selettivi a favore dei lavoratori socialmente utili e alla vasta platea del precariato relativi ad alcuni settori della Pubblica amministrazione centrale, ma non risolutivi del complesso dei contratti di lavoro non a tempo indeterminato.

Al Senato, la senatrice Palermi come prima firmataria, ha presentato un emendamento che permette a tutto il personale della Pubblica amministrazione centrale, alle Regioni, ai Comuni e a tutti gli Enti pubblici di stabilizzare le forme di lavoro precario trasformandole in contratti a tempo indeterminato. L’emendamento stanzia subito 5 milioni che servono per attivare il Fondo. Ma le risorse maggiori deriveranno dalle altre due poste indicate: conti correnti dormienti e maggiori entrate dei dividendi delle società pubbliche. In concreto le risorse arriveranno dal risparmio di interessi sul debito che si ridurrà dai fondi prodotti dall’incasso del 20 per cento dei conti dormienti e dal 5 per cento dei dividendi delle società privatizzate possedute dallo Stato. In pratica viene attivata una leva economica che darà importanti risultati, ma contemporaneamente anche garanzie al raggiungimento degli obiettivi economici che il governo si è prefissato.

Cosa sono i conti correnti cosiddetti “dormienti”? Si tratta di quei conti che giacciono presso le banche e non sono movimentati da almeno 15 anni. Giungere ad una stima di queste risorse richiede un percorso complesso, ma varie fonti indicano cifre tra i 5 e i 20 miliardi di euro. L’altra voce che alimenta il fondo si riferisce alle maggiori entrate che si verificano a consuntivo sugli utili e i dividendi delle varie societè privatizzate detenute direttamente dallo Stato come l’Eni, l’Enel, la Finmeccanica e così via. Tutte società che fanno utili e distribuiscono dividendi a nove cifre e per i quali, scommettendo su una finanziaria di sviluppo come sta facendo il governo Prodi, è facile prevedere un incremento robusto di maggiori entrate rispetto alle previsioni iniziali.

Avendo a disposizione il “Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici”, utilizzato secondo i criteri che la Presidenza del consiglio dovrà emanare entro il 30 aprile 2007, i ministeri, le Regioni e gli Enti pubblici provvedono, attraverso un confronto con le organizzazioni sindacali, che costituisce un passaggio obbligatorio, all’elaborazione di piani triennali straordinari per l’assunzione a tempo indeterminato del personale già assunto o comunque utilizzato attraverso tipologie contrattuali non a tempo indeterminato. L’emendamento pone inoltre le basi per interrompere il ricorso a lavoratori precari da parte delle amministrazioni pubbliche. In pratica sarà vietato, a chi otterrà i fondi per stabilizzare i precari, la possibilità di instaurare nuovi rapporti di lavoro precario nei cinque anni successivi, pena assumersi la responsabilità finanziaria delle maggiori spese.

Con questo intervento proposto dai Comunisti italiani e sottoscritto anche da Verdi, Rifondazione comunista e da tutto l’Ulivo, dopo un incontro decisivo con il ministro dell’Economia, ci si propone, attraverso la stabilizzazione dei rapporti di lavoro nel pubblico impiego, di offrire serenità e fiducia nel futuro a diverse migliaia di lavoratrici e lavoratori, ed inoltre di garantire una migliore qualità dei servizi ai cittadini qualificando il ruolo e l’attività delle pubbliche amministrazioni attraverso misure di carattere strutturale, che consentano il razionale utilizzo della spesa e diano maggiore efficacia ed efficienza al sistema pubblico.




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