Il caso SPEEDLINE

L'interrogazione parlamentare
 

di Pino Sgobio
capogruppo alla Camera
dei Comunisti Italiani

Roma, lì26 giugno 2006
 

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro del Lavoro e al Ministro dello Sviluppo Economico

Per Sapere, Premesso che:

l’azienda Speedline, specializzata nella produzione di cerchi in lega, si è insediata a Bolzano nel 1988 in seguito ad un accordo tra il gruppo di proprietà dell’armatore veneziano Zacchello (già proprietario di due stabilimenti a Tabina (VE), uno specializzato nella produzione di cerchi per auto e un altro, la Speedline Competition, specializzato nella produzione di cerchi in lega di magnesio, ed il gruppo Aluminia (EFIM) che a quei tempi attraversava una fase di ristrutturazione;

a Bolzano era destinata la produzione di ruote auto e di ruote per veicoli industriali;

la proprietà è passata nel 1998 alla multinazionale statunitense Amcast che, a seguito di una grave crisi finanziaria (dopo aver cercato di dichiarare fallimento), l’ha ceduta nel 2003 al Gruppo Mazzucconi l’attuale proprietario del marchio Speedline;

al momento dell’acquisizione del gruppo Speedline, la famiglia Mazzucconi presentò progetti ambiziosi: la produzione di un milione di pezzi l’anno con l’apertura di un altro stabilimento a Taranto, progetto che tuttavia non ha visto mai la luce;

l’anno scorso la crisi del settore auto, complice la forte concorrenza internazionale specialmente sulle ruote di bassa gamma, ha fatto sì che la produzione di cerchi per automobili venisse fortemente ridimensionata;

a Bolzano continua la produzione di cerchi per veicoli industriali e al momento dell'accordo sul piano di ristrutturazione, la proprietà si era impegnata ad insediare a Bolzano un centro di ricerca che doveva essere di supporto alle innovazioni tecnologiche ed alla prevista espansione del mercato del settore con il rinnovo della gamma di prodotti;

lo stabilimento di Bolzano che occupava 420 dipendenti si ritrova oggi con 130 addetti, 90 lavoratori in cassa integrazione e con la sola produzione di cerchi per veicoli industriali, settore per il quale al momento non c'è crisi, anzi attualmente la richiesta del mercato è addirittura superiore alla capacità produttiva dello stabilimento;

il resto è storia di questi giorni: il Gruppo Mazzucconi decide di vendere i terreni dello stabilimento bolzanino (quelli limitrofi e destinati in origine all’espansione dello stesso stabilimento) alla Holding Podini, lasciando i lavoratori nell'incertezza del futuro;

a parere dell’interrogante, dietro tale operazione, c’è la volontà di spostare la produzione altrove, tenuto conto del fatto che la produzione di ruote per veicoli industriali continua ad essere redditizia;

sempre a parere dell’interrogante, quando una realtà produttiva industriale come la Speedline chiude i battenti ne va della sorte di tante famiglie e se consideriamo anche l'indotto è chiaro a tutti che diventa una vera e propria emergenza sociale;

il 3 luglio prossimo scadono i tre anni di cassa integrazione ed è previsto un incontro con il ministro delle attività produttive;

se non ritengano opportuno intervenire, ciascuno per gli ambiti di propria competenza, presso i soggetti interessati, a tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori, nell'intento di scongiurare quanto deciso dall'azienda, richiamando il Gruppo Mazzucconi al rispetto degli accordi a suo tempo previsti, e capace di garantire gli attuali livelli occupazionali.

On. Giuseppe Cosimo Sgobio

Capogruppo alla Camera dei Deputati

del partito dei Comunisti Italiani

Roma, 26 giugno 2006
 



IL CASO SPEEDLINE
L'iniziativa dei Comunisti Italiani
a tutela dei lavoratori

Comunicato della Federazione del Trentino Alto Adige