Parla il segretario,
Oliviero Diliberto

900mila voti comunisti
 

di Giampiero Cazzato

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 14 aprile 2006

 

Il toscano scoppietta allegramente nel posacenere. In qualche modo partecipe dell’umore del proprietario. Eh sì, perché il risultato dei Comunisti italiani in questa campagna elettorale ha dello straordinario. Due virgola tre alla Camera, circa 900mila voti. Il quarto partito della coalizione. Che le cose sarebbero andate per il verso giusto Diliberto l’aveva avvertito settimane fa: dopo il faccia a faccia con Berlusconi erano pervenute al partito numerose richieste di adesione, montagne di fax. Abituato a leggere i dati reali, e anche un po’ scaramantico, ha preferito aspettare. Nemmeno le prime proiezioni lo hanno distolto. Solo a tarda sera, quando il risultato del Pdci si era consolidato, ha rotto il riserbo con un «c’è di che essere soddisfatti». E, il giorno dopo, ringrazia «di cuore tutte le compagne e i compagni che hanno lavorato a questa campagna elettorale difficilissima, estenuante, con toni che non si erano mai sentiti nella storia repubblicana».

Abbiamo superato senza fatica il 2. In condizioni normali di affluenza alle urne il risultato si sarebbe avvicinato al 3. Soddisfatto?

Ci mancherebbe! Il partito ottiene un risultato di eccezionale valore, il 2,3 per cento con l’aumento di più di 200mila voti in termini assoluti rispetto alle regionali del 2005. E l’ottiene in una situazione in cui i votanti aumentano vertiginosamente, quasi 1’84, e l’Ulivo alla Camera fa il pieno, sottraendo voti alle forze minori. È un risultato meritato dopo una campagna elettorale molto buona per visibilità, per temi, per capacità di non inseguire l’agenda dettata da Berlusconi (a differenza di molti nel centrosinistra). È un risultato che ci fa raddoppiare i deputati, da otto a sedici, con la prospettiva di poter chiedere una deroga al numero di venti per avere il gruppo parlamentare. Mentre al Senato, con il 4,2 alla lista tra noi, verdi e consumatori, viene premiata la linea dell’unità a sinistra.

È forse la prima volta che una lista di più partiti funziona.

Sì, pensiamo al girasole nel 2001: un disastro. La lista "con l’Unione" ottiene invece la somma dei voti dei partiti che la compongono. L’elettorato ha premiato la linea dell’unità a sinistra, che ribadiremo nel prossimo congresso, ormai imminente.

I comunisti avanzano in regioni su cui non avrebbero scommesso mentre faticano in altre che credevano sicure. Come mai ?

Il dato generale del partito premia il lavoro di alcuni gruppi dirigenti territoriali con risultati straordinari in regioni inaspettate, mentre il dato trainante dell’Ulivo nelle regioni rosse ci fa arretrare, in qualche caso anche in modo preoccupante, proprio nell’Italia centrale dove avevamo un insediamento decisamente superiore. Con il dato dei votanti delle regionali, saremmo ampiamente sopra il 3, ma se avessimo "tenuto" nelle regioni centrali saremmo al tre comunque.

Berlusconi era dato per spacciato. Ha invece fatto una rimonta che ha dell’incredibile. Come leggi questo dato ?

È riuscito a galvanizzare i suoi e a riportarli a votare. Il centrosinistra ha vinto nelle elezioni precedenti perché la destra non andava a votare. Il successo di Berlusconi è stato quello di impostare l’ultimo mese di campagna elettorale all’attacco, di "costringere" - costringere tra virgolette perché si poteva evitarlo – l’Ulivo a ragionare sui temi scelti da lui.

Tipo il gran polverone sulle tasse ?

Esattamente. L’Unione ha seguito Berlusconi, e anche con qualche incertezza di troppo. L’esito è un paese spaccato a metà, con una vittoria alla Camera molto risicata che comunque ci riempie di gioia perché il premio di maggioranza ideato dalla destra (l’eterogenesi dei fini spesso è in agguato) consegna una larga maggioranza di deputati al centrosinistra.

Fino a poco tempo fa si dava il centrosinistra vincente a mani basse. Che è successo ?

I sondaggi erano tarati evidentemente su un numero di votanti decisamente inferiore. E l’exit poll che dava la maggioranza schiacciante al centrosinistra ci dice che chi ha votato Berlusconi si vergogna di dirlo. Al Senato, altra eterogenesi dei fini, il voto degli italiani all’estero, congegnato dalla destra per avere seggi in più, ha dato la vittoria al centrosinistra. Ma la maggioranza è molto stretta.

Si sono già sentiti i canti delle sirene, la voglia di papocchi...

E vanno stoppati. Primo, escludiamo ogni ipotesi di grande alleanza. Secondo, respingiamo ogni ipotesi di governo tecnico o di decantazione. Terzo, non siamo d’accordo con Prodi che ha chiesto alla destra di lavorare insieme alle grandi riforme. Quarto, saremo leali con il programma sottoscritto. Ci impegniamo ad attuare il programma siglato con il quale abbiamo chiesto il voto agli italiani.

Saranno settimane al calor bianco. Dopo le politiche arriva l'elezione del capo dello Stato.

Una cosa voglio dirla sin d’ora: nell’attuale situazione non vedo alternativa alla riconferma di Ciampi. È il nome al momento più sicuro per garantire l’unità del paese. In un paese spaccato a metà il presidente della Repubblica è il garante dell’unità nazionale e Ciampi ha dimostrato in questi sette anni di essere tale.

L’Ulivo con il 31 ottiene lo stesso risultato delle europee. Ma al Senato i risultati di Ds e Margherita sono deludenti. A cosa può preludere questo risultato ?

I Ds al senato hanno il 17 per cento. È un dato preoccupante, perché l’Ulivo prende più voti della somma di Ds e Margherita. Questo può portare ad una accelerazione del partito democratico. Anche se considerare il dato della Camera come un viatico al partito democratico è fuorviante. L’Ulivo ha avuto successo perché molti elettori Ds nelle regioni rosse hanno visto in quei simbolo l’Ulivo del 2001. E poi c’è stato, innegabile, un effetto di trascinamento di Prodi. La cosa paradossale in questo successo dell’Ulivo è che alla Camera ha portato via molti voti a Rifondazione. A Montecitorio il Prc non è andato bene, perde voti. Il 5,8 ottenuto è un arretramento rispetto alle europee.

Ma al Senato fa il pieno di vo-ti. Come lo spieghi ?

Intanto perché hanno preso voti nostri non essendoci la falce e martello. Probabilmente hanno tolto qualcosa anche ai Ds. Il divario del Prc tra Camera e Senato è di due punti secchi, quindi un dato macroscopico. Il miracolo dei Comunisti Italiani è che mentre il Prc perde voti, mentre i Verdi subiscono l’effetto Ulivo e rischiano di non raggiungere il quorum, noi stiamo abbondantemente sopra la soglia e guadagniamo voti. Se faranno il partito democratico, dobbiamo rilanciare con forza l’unità a sinistra, la costruzione di un soggetto politico federato di sinistra per il lavoro.

Per dar al prossimo governo di centrosinistra quella forza che il voto non gli ha concesso serviranno fatti ed atti concreti. Il segno visibile del cambiamento da dove passa ?

Il governo deve fare immediatamente quello che c’è scritto nel programma: andare in parlamento con il documento per il ritiro delle truppe dall’Iraq. Dopo di che affronteremo, è ovviamente cosa che non si fa in un giorno, i temi del lavoro e della scuola.

Un ultima domanda. Non credi che si sia parlato troppo presto di fine del berlusconismo ?

Senza Berlusconi oggi la destra sarebbe distrutta. Dopo la settimana terribile, Matrix, l’Annunziata e il primo duello con Prodi, Berlusconi ha iniziato la sua "rivincita". Si è visto il Berlusconi aggressivo, all’attacco, quello che parla dei coglioni che votano dall’atra parte, quello che promette cose mirabolanti tipo l’abolizione di tutte le tasse. Insomma il Berlusconi che parla al ventre molle del suo elettorato. C’è un tratto reazionario della società italiana che è rimasto immutabile nel corso di un secolo. La cosa che dovrebbe preoccupare tutti è che Berlusconi prende un mucchio di voti popolari, di gente che fatica ad arrivare alla fine del mese. Il centrosinistra avrebbe dovuto tentare di recuperarli. Noi lo abbiamo fatto e abbiamo conquistato nuovi consensi.

E questo nonostante alcuni compagni siano usciti dal partito prima della campagna elettorale.

Chi è uscito dal partito ha dato davvero un "grande apporto" ai Verdi e alla Rosa nel pugno. Non c’è che dire...


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