|
Babbo Natale ormai alle spalle, a Bolzano un
intenso quanto travagliato anno politico sta per concludersi,
lasciando tra le mani dei cittadini del capoluogo un alquanto
logoro pacco-regalo, un strenna che per tempo hanno scartato il
6 novembre: la fantomatica onda nera è stata fermata sulla
battigia nevosa. Con l’ausilio anche della Klotz e di Pöder [–
e si sa di quali bordate siano capaci1
– ] è stato respinto l’assalto dei nuovi “ceteros”, i vari
Holzmann, Biancofiore, Pancheri e Seppi.
Che poi ciò sia l’esito di un maleodorante
accordo politico tra “autentici moderati”, amenità elettorali a
parte, e rechi con sé l’inevitabile fanghiglia della “bassa
cucina” di sottogoverno, poco importa; [come dicono i più
scaltri, in politica – se mai lo è stato – non è più tempo di
verginelle; l’essenziale è che a baloccarsi possano continuare
ancora i soliti noti ed anche se il fondo del barile del
consenso elettorale è stato più che pienamente raschiato, per
adesso è inutile domandarsi con quale fola si affronterà la
prossima volta, tanto più che del “diman non v’è certezza”.]
Con la protervia dello scampato pericolo e
un’arroganza tale da far impallidire gli sprovveduti assaltatori
di maggio, gli uomini del cosiddetto “centrosinistra” locale
hanno subito dato l’ennesima prova di sé e, dopo aver fatto
volare senza ritegno – anche via internet – gli stracci del caso
ed essersi strappati a morsi tutto ciò che era possibile
“barattare” (litigando anche per i posti in panchina, in
previsione dei nuovi assetti che il dopo aprile già lascia
prefigurare), ora possono andare fieri del mesto risultato: la
Giunta di Bolzano ha iniziato a solcare le acque stagnanti
dell’amministrazione comunale entro le festività natalizie. A
dire il vero qualcosa che manca tra gli assessori c’è: è il
collante politico, ma si sa, non tutto si può avere, eppoi,
almeno per qualche tempo, un qualche posto di sottogoverno può
comunque fare da mastice.
Anche ad uno sguardo disattento risalta lo
strapotere della Svp, che, dopo aver fatto il pieno dei voti con
il contributo attivo dei Freiheitlichen2 e
dell’Union für Südtirol, si ritrova, di là dal numero di
assessorati, ad aver assunto una messe incredibile di
competenze, non ultime quelle sulle farmacie e sui servizi
cimiteriali, il cui destino, in prospettiva, è facile
immaginare.
Il resto, soprattutto cercando di spingersi verso
sinistra, è desolazione, con poche insussistenti eccezioni. I Ds,
che mirano a divenire l’interlocutore privilegiato della SVP,
sono entrati in giunta con due liberi professionisti e sono già
da tempo all’opera, mattone dopo mattone, per disegnare o forse
sventrare il futuro urbanistico della città: l’areale
ferroviario, di cui già si favoleggia il raddoppio, è il vero
piatto forte del quinquennio che ci aspetta. Non per niente
troppi architetti ed ingegneri si sono candidati per entrare in
Consiglio, ma solo i DS ne hanno promosso addirittura due in
Giunta. L’identità perduta gioca brutti scherzi e per
intravedere nell’esecutivo un esponente del mondo del lavoro si
deve far conto non più sui DS, ma sulla Margherita, [che non
potendo ricomporre la non più inossidabile coppia Repetto-Bizzo,
è stata almeno] costretta a dare il via libera ad un
ex-sindacalista, sia pure della propria area, un esterno che con
tanto di paracadute, è stato catapultato nella stanza dei
bottoncini.
Tralasciando la dea bendata che ha favorito lo
SDI o meglio i giochi di sponda tra governo e sottogoverno che a
Pagani hanno aperto la strada ad un assessorato più grande di
lui, non ci sono parole per commentare ciò che altrove parrebbe
assurdo e cioè il rifiuto dei Verdi bolzanini ad assumersi
responsabilità di governo in merito all’ambiente; sono così
innovativi da preferire le politiche sociali, in modo da
garantire alla Trincanato la possibilità di passare da
direttrice dell’ufficio famiglia, donna e gioventù ad assessora
della stessa area, sia pure d’intesa con la Rottensteiner:
verrebbe da pensare male, e cioè che il salto da tecnico a
politico non sia stato puramente casuale, ma non è il caso di
peccare.
Ancora più tragicomico è stato assistere alla
“sceneggiata” di Rc che non intendeva assumersi la competenza al
personale, per non essere obbligata a gestire in prima persona
“i tagli agli organici o le esternalizzazioni”. Come a dire,
purché lo facciano altri, certo Rc non farà le barricate per
questo, è solo il ritorno d’immagine che casomai preoccupa e
così, invece di cercare d’impedire tutto ciò, richiedendo con
orgoglio un tale assessorato, proprio per tradurre in atto le
poche parole spese contro il lavoro precario e le
privatizzazioni che non abbiano il mitico marchio del “privato
sociale”, si sarebbe preferito altro, magari più spendibile e
meno impegnativo. Del resto l’esperienza con la Gnecchi in
Provincia ha ormai fatto scuola e questi sono i frutti.
Alla fine però come s’è visto “la quadra” è stata
trovata e ognuno, con i mezzi, talvolta assai modesti, che
possiede, è già al lavoro, festività permettendo.
[Di
là dalla forma, che pure, come si è già potuto esperire, non è
gran che,] la sostanza politica è assai chiara: dato lo
sfacelo del centrosinistra – con un sindaco il cui partito di
riferimento ha visto crollare i propri consensi –,
ancora più incontrastata è l’egemonia della SVP, che più
di prima potrà fare il “dominus” assoluto e che, a seconda delle
evenienze, saprà paternamente sculacciare chi tra i propri
partner di minoranza alzerà troppo la cresta e sempre prima che
il gallo canti.
1
Andreas Pöder, consigliere provinciale dell'Union è
indagato dalla Procura di Bolzano per appoggio esterno al gruppo
di neonazisti arrestati nei giorni scorsi
2 Ulli
Mair, consigliera provinciale dei Freiheitlichen, da poco
assolta dall'accusa di violazione della legge Mancino
sull'antisemitismo, ha espresso solidarietà alle famiglie dei
naziskin arrestati. |