Bolzano: prima attuazione del “patto tra moderati”

Una giunta
"di sinistra"
[...]

di Carlo Carlini

Dall' "Alto Adige"
del 31 dicembre 2005
(tra parentesi quadre ed in corsivo le parti tagliate)

 

Babbo Natale ormai alle spalle, a Bolzano un intenso quanto travagliato anno politico sta per concludersi, lasciando tra le mani dei cittadini del capoluogo un alquanto logoro pacco-regalo, un strenna che per tempo hanno scartato il 6 novembre: la fantomatica onda nera è stata fermata sulla battigia nevosa. Con l’ausilio anche della Klotz e di Pöder [– e si sa di quali bordate siano capaci1] è stato respinto l’assalto dei nuovi “ceteros”, i vari Holzmann, Biancofiore, Pancheri  e Seppi.

Che poi ciò sia l’esito di un maleodorante accordo politico tra “autentici moderati”, amenità elettorali a parte, e rechi con sé l’inevitabile fanghiglia della “bassa cucina” di sottogoverno, poco importa; [come dicono i più scaltri, in politica – se mai lo è stato – non è più tempo di verginelle; l’essenziale è che a baloccarsi possano continuare ancora i soliti noti ed anche se il fondo del barile del consenso elettorale è stato più che pienamente raschiato, per adesso è inutile domandarsi con quale fola si affronterà la prossima volta, tanto più che del “diman non v’è certezza”.]

Con la protervia dello scampato pericolo e un’arroganza tale da far impallidire gli sprovveduti assaltatori di maggio, gli uomini del cosiddetto “centrosinistra” locale hanno subito dato l’ennesima prova di sé e, dopo aver fatto volare senza ritegno – anche via internet – gli stracci del caso ed essersi strappati a morsi tutto ciò che era possibile “barattare” (litigando anche per i posti in panchina, in previsione dei nuovi assetti che il dopo aprile già lascia prefigurare), ora possono andare fieri del mesto risultato: la Giunta di Bolzano ha iniziato a solcare le acque stagnanti dell’amministrazione comunale entro le festività natalizie. A dire il vero qualcosa che manca tra gli assessori c’è: è il collante politico, ma si sa, non tutto si può avere, eppoi,  almeno per qualche tempo, un qualche posto di sottogoverno può comunque fare da mastice.

Anche ad uno sguardo disattento risalta lo strapotere della Svp, che, dopo aver fatto il pieno dei voti con il contributo attivo dei Freiheitlichen2 e dell’Union für Südtirol, si ritrova, di là dal numero di assessorati, ad aver assunto una messe incredibile di competenze, non ultime quelle sulle farmacie e sui servizi cimiteriali, il cui destino, in prospettiva, è facile immaginare.

Il resto, soprattutto cercando di spingersi verso sinistra, è desolazione, con poche insussistenti eccezioni. I Ds, che mirano a divenire l’interlocutore privilegiato della SVP, sono entrati in giunta con due liberi professionisti e sono già da tempo all’opera, mattone dopo mattone, per disegnare o forse sventrare il futuro urbanistico della città: l’areale ferroviario, di cui già si favoleggia il raddoppio, è il vero piatto forte del quinquennio che ci aspetta. Non per niente troppi architetti ed ingegneri si sono candidati per entrare in Consiglio, ma solo i DS ne hanno promosso addirittura due in Giunta. L’identità perduta gioca brutti scherzi e per intravedere nell’esecutivo un esponente del mondo del lavoro si deve far conto non più sui DS, ma sulla Margherita, [che non potendo ricomporre la non più inossidabile coppia Repetto-Bizzo, è stata almeno] costretta a dare il via libera  ad un ex-sindacalista, sia pure della propria area, un esterno che con tanto di paracadute, è stato catapultato nella stanza dei bottoncini.

Tralasciando la dea bendata che ha favorito lo SDI o meglio i giochi di sponda tra governo e sottogoverno che a Pagani hanno aperto la strada ad un assessorato più grande di lui, non ci sono parole per commentare ciò che altrove parrebbe assurdo e cioè il rifiuto dei Verdi bolzanini ad assumersi responsabilità di governo in merito all’ambiente; sono così innovativi da preferire le politiche sociali, in modo da garantire alla Trincanato la possibilità di passare da direttrice dell’ufficio famiglia, donna e gioventù  ad assessora della stessa area, sia pure d’intesa con la Rottensteiner: verrebbe da pensare male, e cioè che il salto da tecnico a politico non sia stato puramente casuale, ma non è il caso di peccare.

Ancora più tragicomico è stato assistere alla “sceneggiata” di Rc che non intendeva assumersi la competenza al personale, per non essere obbligata a gestire in prima persona “i tagli agli organici o le esternalizzazioni”. Come a dire, purché lo facciano altri, certo Rc non farà le barricate per questo, è  solo il ritorno d’immagine che casomai preoccupa e così, invece di cercare d’impedire tutto ciò, richiedendo con orgoglio un tale assessorato, proprio per tradurre in atto le poche parole spese contro il lavoro precario e le privatizzazioni che non abbiano il mitico marchio del “privato sociale”, si sarebbe preferito altro, magari più spendibile e meno impegnativo. Del resto l’esperienza con la Gnecchi in Provincia ha ormai fatto scuola e questi sono i frutti. 

Alla fine però come s’è visto “la quadra” è stata trovata e ognuno, con i mezzi, talvolta assai modesti, che possiede, è già al lavoro, festività permettendo.

[Di là dalla forma, che pure, come si è già potuto esperire, non è gran che,] la sostanza politica è assai chiara: dato lo sfacelo del centrosinistra – con un sindaco il cui partito di riferimento ha visto crollare i propri consensi –, ancora più incontrastata è l’egemonia della SVP, che più di prima potrà fare il “dominus” assoluto e che, a seconda delle evenienze, saprà paternamente sculacciare chi tra i propri partner di minoranza alzerà troppo la cresta e sempre prima che il gallo canti.

1 Andreas Pöder, consigliere provinciale dell'Union è indagato dalla Procura di Bolzano per appoggio esterno al gruppo di neonazisti arrestati nei giorni scorsi

2 Ulli Mair, consigliera provinciale dei Freiheitlichen, da poco assolta dall'accusa di violazione della legge Mancino sull'antisemitismo, ha espresso solidarietà alle famiglie dei naziskin arrestati.



Esito delle elezioni a Bolzano
Analisi del voto e piena fiducia al segretario regionale

Comunicato della Sezione di Bolzano

Da Bolzano una polpetta avvelenata per Prodi
di Carlo Carlini

Il risultato elettorale

Programma ed iniziative nel corso della campagna elettorale

Elezioni ed il P.d.C.I.:
"l'asso" Delle Donne

di Fabio Gobbato
dal "Corriere dell'Alto Adige" del 25 novembre '04

Elezioni comunali a Bolzano: "Tutto troppo preconfezionato"
di Orfeo Donatini
dall' "Alto Adige"
del 23 novembre 2004

Pace o meglio "Requiem" ai diritti
di Carlo Carlini
dall' "Alto Adige"
del 26 ottobre 2004


Esito politico del voto in Alto Adige
Il gioco delle parti: cronaca di uno "sdoganamento" annunciato
di Carlo Carlini
17 novembre 2003

Un ritornello sinonimo di sciatteria politica
di Carlo Carlini
dall' "Alto Adige"
dell'8 novembre 2003


Elezioni amministrative in Trentino Alto Adige


Un risultato davvero incoraggiante

I voti in Alto Adige-Südtirol

Le preferenze per i nostri candidati in Alto Adige-Südtirol

I voti in Trentino

Le preferenze per i nostri candidati in Trentino

Gli scarsi risultati delle "liste unitarie"
Lettera ai giornali di Armando Cossutta
Ufficio stampa

"Un buon risultato"
dall' "Alto Adige"
del 29 ottobre 2003