No alla controriforma Moratti

Senza letizia...
Cultura negata

 

di Piergiorgio Bergonzi

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 23 dicembre 2005

 

La madre di tutte le controriforme della destra contro la scuola pubblica è la famigerata legge 53.

È quella legge che, come noto, ha ridotto (unico caso al mondo) l’obbligo di istruzione anziché elevarlo e ne ha cancellato dal proprio testo persino la definizione; è la legge che ha istituito la canalizzazione precoce costringendo ragazzini poco più che tredicenni a scegliere fra istruzione e formazione professionale (ulteriormente beffandoli con la favola delle "passerelle"); è la legge che ha rifiutato di attribuire alla scuola la finalità della formazione della persona e del cittadino; è la legge secondo cui la scuola deve promuovere "il conseguimento di una formazione spirituale e morale, anche ispirata ai principi della Costituzione". È la legge che ha avuto come figli decreti attuativi che, se possibile, ne rendono ancora più nefaste le conseguenze; che ha avuto come figli tagli senza precedenti alla scuola pubblica tali da comprometterne persino il normale funzionamento; è la legge che ha generato provvedimenti volti a trasformare in senso privatistico la scuola pubblica italiana.

Scelte e provvedimenti che parlano da soli e che stanno già producendo danni incalcolabili alla scuola pubblica italiana. E tuttavia, se la destra sciaguratamente riuscisse a "consolidarli" con altri cinque anni di governo, essi potrebbero tradursi nel breve-medio periodo in un disastro di proporzioni incalcolabili per il Paese: un processo di descolarizzazione di massa che precluderebbe alla maggioranza dei giovani sopra i quindici anni la possibilità di proseguire nell’istruzione oltre l’attuale scuola media.

In effetti tali provvedimenti della destra si collocano in un contesto di gravissima arretratezza ed "emergenza istruzione" in Italia che vede oltre il 60 della popolazione con un titolo di studio dalla terza media in giù, il 30 dei ragazzi in età scolare che non raggiunge il diploma della secondaria superiore, il 46 dei quattordicenni che escono dalla terza media con la qualifica di sufficiente. Una situazione drammatica che la destra vuole rendere endemica, anzi progressivamente peggiorarla. L’abbassamento dell’obbligo scolastico, la canalizzazione precoce (uniti a provvedimenti che dequalificano fortemente la scuola pubblica) costituiscono infatti una scelta ben precisa al fine di accrescere anziché ridurre la già altissima percentuale di ragazzi che non consegue il diploma della secondaria superiore, costituisce, per quella metà dei ragazzi che escono dalla terza media con qualifiche basse, un incitamento a non proseguire negli studi, costituiscono un’indicazione di "modello classista di scuola" che si contrappone alla scuola dell’inclusione, alla scuola che a tutti deve garantire un livello qualificato di istruzione, alla nostra scuola della Costituzione. Un modello di scuola che vuole prefigurare un modello di società, la società ademocratica del più forte, dove anche l’istruzione anziché un diritto di tutti diviene appannaggio di ristrette elites privilegiate. Tutto ciò accade in quella che. viene ormai definita la "società della conoscenza". Una società in cui senza sapere, senza cultura, senza istruzione non c'è futuro per le persone, nella vita e nel lavoro; una società che, se non riesce ad assicurare un più elevato grado di istruzione per tutti si autopreclude il futuro di sviluppo sociale, civile, economico, di democrazia.

È tanto grave il disegno della destra che essa stessa cerca di nasconderlo e mascherarlo nel suo contrario. Lo fa la Moratti con una vergognosa storica menzogna quando afferma che la destra ha elevato l’obbligo scolastico a 18 anni di età. Dimentica di precisare il ministro che a tale obbligo si può assolvere così: a scuola, fino a 14 anni, iscrizione ad un corso di formazione professionale, ingresso nel mondo del lavoro come apprendista con qualche ora di formazione professionale. Questo è l'obbligo scolastico della destra! Il punto di ripartenza è duplice: abrogare questo progetto, assumere il tema della scuola come grande priorità nazionale in termini di risorse e di progettualità riformatrice.



La lotta di docenti e studenti. Lotta per la democrazia
di Piergiorgio Bergonzi
da "La Rinascita della Sinistra"

Morattis Gegenreform
Bildung nur für Begüterte
PdKI - Bozen

Dalla manifestazione del 15 novembre una richiesta alla Gad: abroghiamo la "Moratti"
di Piergiorgio Bergonzi
da "La Rinascita della Sinistra"

Un'investitura forte, adesso si lavori al programma
di Pino Sgobio
da "La Rinascita della Sinistra"