Verso le Politiche

Il centrosinistra
e le priorità dei Comunisti Italiani

 

di Pino Sgobio

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 23 dicembre 2005

 

Il grande contributo dato dai comunisti Italiani ai dodici tavoli programmatici dell’Unione si palesa anche dai contenuti che ne sono venuti fuori. Non sempre è stato facile portare avanti le nostre ragioni, alcune volte si è arrivati allo scontro con i nostri alleati - come al tavolo tecnico sulla politica estera - il più delle volte, invece, si è giunti a compromessi politici accettabili. Restano, in ogni modo, tutte in piedi le priorità programmatiche del Pdci, che costituiscono la nostra spina dorsale per il prossimo, auspicabile, governo di centro-sinistra. Sulle cose da fare, l’obiettivo del Partito, per i prossimi cinque anni, vale a dire da dopo le elezioni in poi, sarà quello di stare con il fiato sul collo degli alleati, nell’intento di lavorare a spostare il baricentro della coalizione il più a sinistra possibile, consci del fatto che le posizioni dei settori moderati dell’Unione sono, ad oggi, maggiormente rappresentati e più forti di prima: la logica dei numeri e la mancanza di volontà unitaria della sinistra, purtroppo, lo testimoniano.

Una volta al governo, quindi, quali saranno i punti fermi su cui i Comunisti Italiani non rinunceranno a far sentire la loro voce ? Innanzitutto, il tema della pace e della guerra, sul cui argomento non concordiamo con le posizioni di programma assunte dall’Unione. Dall’Iraq bisogna ritirarsi immediatamente, senza tentennamenti di sorta e senza alcuna indecisione. L’Italia ha contributo a martoriare quel Paese, a militarizzarlo e a renderlo, di fatto, sempre più territorio di battaglie e di scontri. Urge il ritiro senza se e senza ma. Il lavoro, inoltre, sarà costantemente al centro delle nostre attenzioni. Sono troppe, infatti, le brutture legislative fatte in materia ed è tanta l’attesa che i lavoratori ed i giovani italiani ripongono nell’Unione. Pur apprezzando l’impianto generale a cui si è arrivati nel programma del centro-sinistra, le priorità del Pdci sono ben più marcate rispetto a quelle degli altri partiti: l’abolizione della legge 30, la reintroduzione di un meccanismo automatico di indicizzazione dei salari e delle pensioni, la rappresentanza sindacale dei lavoratori e l’aumento delle pensioni, con un ritorno al sistema retributivo o con un sistema che valorizzi i contributi versati.

Per la scuola, invece, l’intento sarà quello di cancellare la controriforma Moratti, riaffermando il principio universale di un vero diritto allo studio, ripristinando le leggi per il tempo pieno, per quello prolungato, per l’orario minimo a 30 ore settimanali e il progressivo elevamento dell’obbligo scolastico fino a 18 anni. Per quanto concerne l’immigrazione, il Pdci reclamerà l’abrogazione della Bossi-Fini e la chiusura dei Centri di permanenza territoriali. Sul delicato tema dell’informazione e della comunicazione, la priorità è quella di mettere mano, in maniera seria e definitiva, alla questione del conflitto di interessi - garantendo adeguatamente le nostre Istituzioni - la difesa del servizio pubblico - impedendo la privatizzazione della Rai - e la pluralità delle informazioni. Sul fronte dei diritti civili, essenziali sarà il riconoscimento legislativo per le cosiddette Unioni di fatto. Sempre di più sono le persone, etero o omosessuali, che, di fatto, vivono in questo regime e compito dello Stato è quello di tutelarle adeguatamente. Determinato, infine, sarà il ruolo del Partito in materia di cultura, ridando dignità al settore, considerandolo finalmente una risorsa e non uno spreco. A tal fine il Pdci si impegna a rimpinguare il Fondo Unico per lo Spettacolo, continuamente taglieggiato in tutti questi anni dal governo. Sono queste le cose su cui il Partito sarà chiamato a lavorare per ottenere il massimo consenso elettorale.



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