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Ora avanti tutta! Superate le difficoltà interne,
il Partito adesso è proiettato verso le elezioni politiche della
prossima primavera, a cui parteciperà con il proprio simbolo. Da
questo momento in poi non va sprecata nessuna opportunità. Anzi,
vanno sfruttate tutte le occasioni che l’agenda e l’attualità
politica, di volta in volta, imporranno alla nostra attenzione,
per esprimere il nostro punto di vista e per ritagliarci,
all’esterno, la visibilità necessaria a raggiungere il maggior
numero di persone. La sfida che abbiamo di fronte, infatti, è
ancora la ricerca dell’unità a sinistra. Per raggiungerla, però,
sarà opportuno portare in Parlamento, nella prossima legislatura
- come afferma il nostro segretario nazionale nell’intervista al
nostro giornale - il maggior numero di compagne e di compagni.
Solo così potremo incidere sull’Unione, tentando di spostare
l’asse verso sinistra, stando per davvero dalla parte e dalle
ragioni dei lavoratori, e potremo dare gamba alle nostre idee e
ai nostri impegni programmatici in un auspicabile, futuro,
governo dell’Unione, che, sin da ora, sappiamo bene che sarà un
governo dominato da forti spinte moderate.
Sin da subito, però, dobbiamo sapere una cosa: il
prossimo governo dell’Unione avrà da rinsavire un paese
sofferente e martoriato. L’attuale governo, in questi cinque
anni di legislatura, ha fatto male all’Italia, ha prodotto
guasti pericolosi, ha compiuto uno stravolgimento culturale
enorme, intervenendo sui capisaldi della nostra società: il
lavoro, con l’approvazione della legge 30, la scuola, contro
riformata dalla Moratti, la giustizia, massacrata da leggi ad
personam, l’economia, selvaggiamente taglieggiata da norme
elitarie. Per invertire questo andazzo c’è necessità di un
centro-sinistra forte, all’interno di questa alleanza c’è
bisogno di una sinistra che si faccia valere e all’interno della
sinistra italiana occorre che il Pdci abbia sufficiente voce in
capitolo. La prova che dobbiamo sostenere è quella di coagulare
attorno al nostro simbolo il massimo del consenso elettorale. La
soglia del 2 alla Camera non solo è alla nostra portata, ma deve
essere superata, così come è stato nelle due tornate elettorali
delle europee e delle regionali. Diverso il discorso del Senato,
dove il 3, da conseguire su scala regionale, potrebbe
preoccuparci ma potrebbe anche riservarci positive sorprese.
Una rappresentanza cospicua in Parlamento e,
laddove si svolgeranno le elezioni amministrative, nelle
Istituzioni locali, potranno ridar voce alle ragioni del mondo
del lavoro e a difesa delle conquiste sociali e civili che,
oggigiorno, purtroppo, vengono sempre più messe in discussione
dagli ambienti politici più retrivi e più sensibili al voto
cattolico intransigente.
Il compito, ripeto, è difficile. Lo è perché noi.
Comunisti italiani, diamo fastidio, siamo invisi a quelle forze
economiche e politiche contro le quali ci battiamo, perché non
siamo per nulla funzionali al sistema ma al contrario siamo
coloro i quali vogliono cambiare lo stato delle cose presenti .
Per questo saremo sottoposti ad attacchi e critiche feroci. Ci
accuseranno di essere "comunisti", come se questo fosse sinonimo
di vergogna o di cattiveria. A costoro dobbiamo rispondere
dicendo che la storia italiana lo ha dimostrato chiaramente:
laddove c’è stata la presenza dei comunisti, c’è stato ;
progresso e avanzamento sociale. Questo è l’impegno che il Pdci
assume su di sé in questo secolo. |