Esito delle elezioni comunali

Da Bolzano una "polpetta avvelenata" per Prodi

di Carlo Carlini

Questo articolo comparirà sul prossimo numero
de "La Rinascita"

 

Il 6 novembre il centro-centrosinistra  a Bolzano ha vinto; ma politicamente come ? Con una svolta verso posizioni assai moderate: alleanza già in prima battuta con la SVP e ancoraggio ormai stabile con l’UDC; il tutto è stato poi mascherato, equivocando tra situazione locale e nazionale, tanto che ad un certo punto, a guardare i tabelloni elettorali, pareva che il candidato-sindaco fosse Prodi. In tal modo, serrando i ranghi, mettendo l'elmetto a chi di dovere e puntando sulla piena mobilitazione dell’elettorato di madre lingua tedesca, Spagnolli è risultato eletto già al primo turno, sia pure per un pugno di voti  (con il 50,36).

In questa corsa elettorale gli aspetti che hanno colpito di più sono stati:

- la pochezza sul piano dei contenuti;

- la caccia alle streghe nei confronti di chi - almeno al primo turno -  non si è piegato alla logica del meno peggio a prescindere;

- e il notevole aumento dell’affluenza nelle sezioni dove è prevalente la popolazione di madre lingua tedesca.

Tutto ciò ha rimarcato tanto più quella che è la spaccatura della città in due ed ha lasciato esanimi sul campo chi non si è rassegnato a non lanciare una proposta politica che fosse con più coerenza ancorata ai temi che dovrebbero essere cari alla Sinistra e ad una città che voglia sfuggire alla logica dell’appartenenza etnica.

Anche i risultati dei principali partiti all’interno della coalizione vincente sono significativi rispetto a quelli che saranno i rapporti di forza nella prossima giunta: si può sin d'ora già targarla come la giunta Rizzolli-Bassetti: infatti è cresciuta notevolmente la SVP, dal 16,7 al 21,85% (da 8 a 11 seggi), è crollata la Margherita, dal 12,2 al 7,16% a favore della lista del candidato di centro-destra (da 6 a 4 seggi), sono ulteriormente calati i Verdi, dal 5,6 al 4,33% (da 3 a 2 seggi), ha tenuto in qualche modo Rifondazione, dal 3,2 al 3,0% (2 seggi come prima, ma solo per il gioco dei resti di coalizione), sono saliti invece i DS, in gran parte risucchiando da sinistra i voti della paura, dall’8,2 al 9,2% (passando da 4 a 5 seggi).

In questo difficile contesto politico, il nostro partito, che almeno al primo turno ha voluto segnalare l’anomalia del centro-sinistra altoatesino, candidando un ex-operaio a sindaco della città, ha riscosso sì una grande simpatia, ma, data l'inevitabile polarizzazione che si è determinata, è andato incontro ad un arretramento del consenso elettorale ed è passato dall’1,7 all’1,0%, non riuscendo a riconfermare in tal modo il consigliere eletto appena il maggio scorso.

Di là dal tema, sempre più delicato, di dove stia andando la Sinistra in Alto Adige, si spera solo che la conformazione che ha assunto il centrosinistra a Bolzano non sia la prefigurazione di una svolta moderata anche a livello nazionale, con il netto prevalere delle forze centriste: sarebbe davvero una polpetta avvelenata per lo stesso Prodi.



A Sinistra un'altra politica è possibile
di Carlo Carlini

dall' "Alto Adige"
del 23 dicembre 2004