Il 6 novembre il centro-centrosinistra
a Bolzano ha
vinto; ma politicamente come ? Con una svolta verso posizioni
assai moderate: alleanza già in prima battuta con la SVP e
ancoraggio ormai stabile con l’UDC; il tutto è stato poi
mascherato, equivocando tra situazione locale e nazionale, tanto
che ad un certo punto, a guardare i tabelloni elettorali,
pareva che il candidato-sindaco fosse Prodi. In tal modo,
serrando i ranghi, mettendo l'elmetto a chi di dovere e puntando
sulla piena mobilitazione dell’elettorato di madre lingua
tedesca, Spagnolli è risultato eletto già al primo turno, sia
pure per un pugno di voti (con il 50,36).
In questa corsa elettorale gli aspetti che hanno colpito di più
sono stati:
- la pochezza sul piano dei contenuti;
- la caccia alle streghe nei confronti di chi - almeno al primo
turno - non si è piegato alla logica del meno peggio a
prescindere;
- e il notevole aumento dell’affluenza nelle sezioni dove è
prevalente la popolazione di madre lingua tedesca.
Tutto ciò ha rimarcato tanto più quella che è la spaccatura
della città in due ed ha lasciato esanimi sul campo chi non si è
rassegnato a non lanciare una proposta politica che fosse con
più coerenza ancorata ai temi che dovrebbero essere cari alla
Sinistra e ad una città che voglia sfuggire alla logica
dell’appartenenza etnica.
Anche i risultati dei principali partiti all’interno della
coalizione vincente sono significativi rispetto a quelli che
saranno i rapporti di forza nella prossima giunta: si può sin
d'ora già targarla come la giunta Rizzolli-Bassetti: infatti è
cresciuta notevolmente la SVP, dal 16,7 al 21,85% (da 8 a 11
seggi), è crollata la Margherita, dal 12,2 al 7,16% a favore
della lista del candidato di centro-destra (da 6 a 4 seggi),
sono ulteriormente calati i Verdi, dal 5,6 al 4,33% (da 3 a 2
seggi), ha tenuto in qualche modo Rifondazione, dal 3,2 al 3,0%
(2 seggi come prima, ma solo per il gioco dei resti di
coalizione), sono saliti invece i DS, in gran parte risucchiando
da sinistra i voti della paura, dall’8,2 al 9,2% (passando da 4
a 5 seggi).
In questo difficile contesto politico, il nostro partito, che
almeno al primo turno ha voluto segnalare l’anomalia del
centro-sinistra altoatesino, candidando un ex-operaio a sindaco
della città, ha riscosso sì una grande simpatia, ma, data
l'inevitabile polarizzazione che si è determinata, è andato
incontro ad un arretramento del consenso elettorale ed è passato
dall’1,7 all’1,0%, non riuscendo a riconfermare in tal modo il
consigliere eletto appena il maggio scorso.
Di là dal tema, sempre più delicato, di dove stia andando la
Sinistra in Alto Adige, si spera solo che la conformazione che
ha assunto il centrosinistra a Bolzano non sia la prefigurazione
di una svolta moderata anche a livello nazionale, con il netto
prevalere delle forze centriste: sarebbe davvero una polpetta
avvelenata per lo stesso Prodi.