Le primarie

Un’investitura forte, adesso si lavori
al programma

 

di Pino Sgobio

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 21 ottobre 2005

 

L’alta partecipazione (oltre 4milioni di persone) e il grande successo di Romano Prodi (oltre il 74% dei consensi) sono la fotografia che raffigura più di ogni altra le primarie di domenica scorsa. Una fotografia che racchiude tutto il desiderio e tutta l’impazienza dei cittadini italiani di scalzare il governo Berlusconi da Palazzo Chigi nelle prossime elezioni politiche. Alta partecipazione che, come molti attenti osservatori politici hanno fatto notare, costituisce anche una decisa risposta popolare, di massa e democratica al colpo di mano sulla legge elettorale compiuto dall’arroganza del centrodestra.

È qui la morale che sta dietro la grossa affluenza ai seggi delle primarie di domenica: desiderio e impazienza, vale a dire stati d’animo che ora devono trovare orecchie e occhi attenti in Prodi, in tutta la coalizione dell’Unione e nelle singole forze che la compongono, e che non vanno assolutamente delusi. Il risultato finale della consultazione popolare concede a Romano Prodi un consenso che, come, lui stesso ha detto, va al di là delle aspettative della vigilia, segno che il professore è oramai individuato e percepito, dal popolo dell’Unione, come il leader dell’alleanza.

D’ora in avanti non è più lecito quindi sbagliare una sola mossa. Le primarie hanno dato un’investitura forte a Prodi e su questa investitura bisognerà adesso lavorare per confezionare un programma di coalizione capace di vincere la decisiva sfida del 2006, quella vera. La straordinaria partecipazione popolare di domenica, infatti, rappresenta una responsabilità ulteriore per i partiti dell’Unione, a non sprecare tempo appresso a diatribe inutili e sciocche o peggio ancora lontane dai sentimenti degli elettori di centro-sinistra. Occorre, in buona sostanza, non deludere le speranze e le aspettative di quel popolo che ha fatto ore di fila ai seggi e che così facendo ha voluto lanciare un segnale chiaro di critica e di condanna verso una un governo che è stato incapace di guidare il Paese negli ultimi quattro anni e mezzo.

Anche per lo stesso Prodi, però, a primarie avvenute, le responsabilità aumentano, perché, ora più che mai, è chiamato a tenere unita la coalizione, compiendo quell’opera di sintesi utile a preparare un programma politico il più possibile condiviso, forte, credibile e alternativo a quello del centro-destra, tenendo presente le varie opzioni ideali e programmatiche che sono presenti all’interno della coalizione.

Passate le primarie, occorre perciò rimboccarsi le maniche, affrontando con piglio e determinazione questo ultimo scorcio di legislatura, cercando di ostacolare, al Senato, il cammino della legge elettorale truffa, tentando di contrastare energicamente la pessima legge finanziaria proposta dal redivivo Tremonti, che colpisce i portafogli delle famiglie italiane, taglieggia gli enti locali e peggiora la situazione dei nostri conti pubblici e la riforma dello Stato in senso federale, la cosiddetta “devolution”, che tanto a cuore sta alla Lega Nord. Il tutto, coscienti del fatto che, in questo ultimo scorcio di legislatura, il centro-destra farà di tutto per portare a termine i suoi, ahinoi, peggiori intendimenti.

 



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