|
L’alta partecipazione (oltre 4milioni di persone)
e il grande successo di Romano Prodi (oltre il 74% dei consensi)
sono la fotografia che raffigura più di ogni altra le primarie
di domenica scorsa. Una fotografia che racchiude tutto il
desiderio e tutta l’impazienza dei cittadini italiani di
scalzare il governo Berlusconi da Palazzo Chigi nelle prossime
elezioni politiche. Alta partecipazione che, come molti attenti
osservatori politici hanno fatto notare, costituisce anche una
decisa risposta popolare, di massa e democratica al colpo di
mano sulla legge elettorale compiuto dall’arroganza del
centrodestra.
È qui la morale che sta dietro la grossa
affluenza ai seggi delle primarie di domenica: desiderio e
impazienza, vale a dire stati d’animo che ora devono trovare
orecchie e occhi attenti in Prodi, in tutta la coalizione
dell’Unione e nelle singole forze che la compongono, e che non
vanno assolutamente delusi. Il risultato finale della
consultazione popolare concede a Romano Prodi un consenso che,
come, lui stesso ha detto, va al di là delle aspettative della
vigilia, segno che il professore è oramai individuato e
percepito, dal popolo dell’Unione, come il leader dell’alleanza.
D’ora in avanti non è più lecito quindi sbagliare
una sola mossa. Le primarie hanno dato un’investitura forte a
Prodi e su questa investitura bisognerà adesso lavorare per
confezionare un programma di coalizione capace di vincere la
decisiva sfida del 2006, quella vera. La straordinaria
partecipazione popolare di domenica, infatti, rappresenta una
responsabilità ulteriore per i partiti dell’Unione, a non
sprecare tempo appresso a diatribe inutili e sciocche o peggio
ancora lontane dai sentimenti degli elettori di centro-sinistra.
Occorre, in buona sostanza, non deludere le speranze e le
aspettative di quel popolo che ha fatto ore di fila ai seggi e
che così facendo ha voluto lanciare un segnale chiaro di critica
e di condanna verso una un governo che è stato incapace di
guidare il Paese negli ultimi quattro anni e mezzo.
Anche per lo stesso Prodi, però, a primarie
avvenute, le responsabilità aumentano, perché, ora più che mai,
è chiamato a tenere unita la coalizione, compiendo quell’opera
di sintesi utile a preparare un programma politico il più
possibile condiviso, forte, credibile e alternativo a quello del
centro-destra, tenendo presente le varie opzioni ideali e
programmatiche che sono presenti all’interno della coalizione.
Passate le primarie, occorre perciò rimboccarsi le maniche,
affrontando con piglio e determinazione questo ultimo scorcio di
legislatura, cercando di ostacolare, al Senato, il cammino della
legge elettorale truffa, tentando di contrastare energicamente
la pessima legge finanziaria proposta dal redivivo Tremonti, che
colpisce i portafogli delle famiglie italiane, taglieggia gli
enti locali e peggiora la situazione dei nostri conti pubblici e
la riforma dello Stato in senso federale, la cosiddetta “devolution”,
che tanto a cuore sta alla Lega Nord. Il tutto, coscienti del
fatto che, in questo ultimo scorcio di legislatura, il
centro-destra farà di tutto per portare a termine i suoi,
ahinoi, peggiori intendimenti.
 |