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BOLZANO. Il vertice allargato del centrosinistra ieri doveva
discutere di programma e di lancio della candidatura unitario di
Giovanni Salghetti. Invece, come era nell’aria da qualche
giorno, Carlo Carlini, segretario regionale del Partito dei
comunisti italiani, ha guastato la festa e ha sfilato il suo
partito dalla grande cordata a sostegno della corsa del sindaco
uscente.
«C’era bisogno di maggiori elementi di novità
anche nei candidati - ha sottolineato ieri sera - e sinceramente
alla luce anche di quanto sta avvenendo in questo scorcio di
legislatura in Comune credo che non ci siano le condizioni per
una partecipazione vera alla coalizione. Tutto quello che c’è
sul tavolo oggi è troppo preconfezionato, tutto deciso prima
nelle segrete stanze delle segreterie a scapito poi anche dei
contenuti del programma». Una posizione che quindi almeno al
primo turno vedrà il Pdci correre da solo con un proprio
candidato sindaco «che potrebbe essere, perché no - sostiene
Carlini - lo storico Giorgio delle Donne. Poi al secondo turno
si vedrà».
La posizione di Carlini ieri non ha mancato di
suscitare anche reazioni vivaci soprattutto nella sinistra e fra
i padroni di casa della riunione, ovvero di Rifondazione
comunista che non ha proprio condiviso questa volontà di
distinguo a tutti i costi che finirà per indebolire la proposta
alternativa alle destre.
Ampia in ogni caso ieri la discussione sulle
caratteristiche programmatiche sulle quali si è trovata un’ampia
convergenza così come sulla scelta del candidato sindaco
Giovanni Salghetti che a questo punto, salvo la, piccola
componente del Pdci, è appoggiato da tutto lo schieramento di
centrosinistra. Nei prossimi giorni saranno promosse iniziative
di presentazione del candidato e del programma alla cittadinanza
coinvolgendo quartiere per quartiere tutta la città, il tutto in
attesa dei duelli con il candidato del centrodestra, quando sarà
stato scelto. |