ARAFAT

Yasser Arafat
e le sette vite
del popolo palestinese
 

di Maurizio Musolino

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 12 novembre 2004

 

1967. Arafat con il mitra insieme ai suoi feddayn di Fatah durante la battaglia di Karamé. Un momento epico della lotta di liberazione palestinese. Per la prima volta, poche settimane dopo la disfatta della guerra dei Sei giorni, si dimostrava al mondo che l'esercito israeliano si poteva fermare. Era l'inizio della presa di consapevolezza del popolo di Palestina del fatto che il suo destino poggiava solo sulle proprie spalle.

1970. Arafat si rifugia in Libano dopo Settembre nero. Abu Ammar è parte della delusione palestinese: questa volta ad attaccare è un “fretello arabo”, la Giordania. Tutti ritengono impossibile “ricominciare”, forse anche Arafat, ma si deve.

1974. Arafat sale con una giacchetta bianca gli scalini del palco per parlare alle Nazioni Unite. È il suo trionfo: il primo riconoscimento internazionale dell'entità palestinese.

1982. Arafat assediato a Beirut. Insieme a lui è assediata la sua gente nei campi dei rifugiati. Oltre 400mila palestinesi sono sotto le bombe di Israele e dei falangisti libanesi. E' l'anno del massacro di Sabra e Chatila.

1993. Arafat firma davanti alla Casa Bianca gli accordi di Oslo con Rabin. Sono i giorni della speranza. La sua e quella di tutto il suo popolo.

1994. Arafat torna in Palestina. Al Auda (il ritorno) sembra cosa fatta.

1996. Arafat piange la morte di Rabin assassinato da un integralista ebraico. La fine delle speranze di pace e convivenza.

2002. Arafat stretto dentro le mura della Muqata. Prigioniero, come tutti i palestinesi, dell’Occupazione israeliana.

Tanti momenti della storia palestinese che si sono legati con la storia personale del suo leader. Tante volte in cui i destini della gente di Nablus, Gaza, Ramallah, Hebron… si sono uniti a quelli del loro Presidente. Proprio questa capacità di condividere con il suo popolo gioie e dolori ha reso la figura di Arafat indissolubile da quella della Palestina. Un legame strettissimo. E questo è stato il motivo che ha condotto Sharon ad una scientifica guerra personale contro Arafat: attaccare e delegittimare il Presidente dell'Anp significava delegittimare i diritti stessi del popolo palestinese. Assediarlo a Beirut, impedirgli di uscire dal suo quartier generale a Ramallah, significava tenere prigioniero un intero popolo. Le sue privazioni erano le privazioni della sua gente.

L’immagine di Arafat malato in un letto del reparto di terapia intensiva di Parigi rappresenta ancora una volta la condizione del suo popolo. Un popolo in difficoltà schiacciato da decenni di occupazione. Un'occupazione che rischia di infettare la società palestinese. Le difficoltà dei medici a curare Arafat sono le stesse difficoltà della società civile palestinese di darsi un futuro oltre la leadership di Abu Ammar. Noi possiamo aiutarli. E lo faremo sabato 13 novembre sfilando a Roma a fianco del popolo palestinese chiedendo una pace giusta per i popoli di Israele e di Palestina ed esprimendo tutto il nostro affetto verso Abu Ammar. Del resto è risaputa la leggenda di Mister Palestina e delle sue proverbiali sette vite. Le stesse sette vite che oggi deve dimostrare di avere anche il popolo palestinese. Sette vite per sconfiggere il muro dell'apartheid, l'occupazione delle loro terre, le loro divisioni. Sette vite necessarie per raggiungere il traguardo di uno Stato palestinese libero e indipendente.



È un lutto per l'intero movimento democratico
Dichiarazione
di Oliviero Diliberto

La grandezza di Yasser
di Stefano Chiarini
da "Il Manifesto"


Che cosa accadrebbe se il nostro Paese....
di Gideon Levy
da "La Rinascita della Sinistra"


Israele si chiude dentro un muro ... di terrore
di Ali Rashid
Da "La Rinascita della Sinistra"

Sabra e Chatila vent'anni dopo
Ufficio stampa
Roma. 10 Settembre 2002




Antisemitismo, un macigno sul dialogo per la pace
di Gianni Montesano

Diliberto in Palestina

In Palestina da Yasser Arafat
di Maurizio Musolino
Da "La Rinascita della Sinistra"