Beslan: tempo di Erode

Le tre candele della speranza e un umanesimo nuovo
 

di Gianfranco Pagliarulo

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 10 settembre 2004

 

Alcuni giorni fa ho parlato in un comizio durante la festa di Rinascita di Ceccano.

Compagni bravissimi. Poco prima del comizio un dirigente locale dei Comunisti italiani mi diceva che, dopo l’orrore di Beslan, non bisognava perdere la speranza. Comunque. E dunque che avevamo il dovere di dare delle risposte razionali a tre domande: cosa sta succedendo ? Dove stiamo andando ? Cosa possiamo fare noi comunisti, la sinistra, per contrastare tutto questo ? Mentre io parlavo, ardevano sul palco del comizio tre candele. La speranza. Dopo il crollo dell’Est, altro che fine della storia! Scomparsi i regimi del cosiddetto socialismo reale, si misurano sullo scenario globale le rappresentanze politico-militari delle multinazionali, che stanno praticando una regressione delle forme e delle modalità della democrazia liberale, ed hanno rilanciato la guerra neocoloniale come strumento principe per delineare il loro nuovo ordine mondiale, travolgendo, in una folle cavalcata tesa al controllo delle fonti di energia e degli spazi strategici del mondo, principi e libertà che fino a 15 anni fa informavano lo stato di diritto. Dall’altra parte si misura la bestialità di un fondamentalismo più o meno intriso di ragioni etniche e nazionalistiche, non nuovissimo nell’era contemporanea - basti pensare ai massacri dei fondamentalisti nell’Algeria qualche anno fa - ma oramai tonico e germogliante, grazie alla politica dei neocons americani, dei tardi epigoni dell’impero coloniale inglese, degli ansimanti supporter italiani con bandana incorporata.

La nuova barbarie non è più ima drammatica prospettiva possibile. È il tempo in cui viviamo. Non si sa e quasi sembra che non importi chi siano stati i responsabili dello scannatoio di bambini, se un gruppo di terroristi assetati di sangue umano o un gruppo di teste di cuoio incapaci persino di fare il loro mestiere, agli ordini di un Putin deciso a sterminare il nemico costi quel che costi. Eventuali bambini compresi.

Negli anni del trionfo del liberismo, il liberismo ha sanguinosamente fallito. Ma si aspetta una risposta e una proposta, globale e locale, della sinistra. Il movimento, che negli scorsi mesi ed anni ha vissuto una luminosa stagione, vive un fase di stallo. Va rilanciato. Subito. I partiti di sinistra parlano tutti di unità, che però sembra la lepre meccanica inseguita dai levrieri. Sempre davanti, ma sempre irraggiungibile. Eppure c’è una proposta. L’hanno avanzata da tempo i Comunisti italiani. Si chiama confederazione. La si chiami come si vuole, ma si proceda per realizzarla. Oggi è compito della sinistra segnare la via per il progetto di un mondo nuovo. Il Novecento: né nostalgie né abiure. Tutte sciocchezze. Va assunto per quello che è, in chiave critica, come punto di partenza - assieme al secolo precedente - per rilanciare la sfida mondiale a un sistema economico-sociale che dietro la chimera dello sviluppo produce morte e distruzione. Una sfida che si può vincere facendo prevalere la politica. La sinistra, i comunisti, hanno la missione di restituire alla realtà e alla razionalità ciò che fondamentalismi diversi e contrapposti hanno consegnato all’irrazionalismo e al feticcio religioso. Un Dio falso e bugiardo, che si nutre del sangue degli innocenti. Come i bimbi di Belsan.

Paradossalmente non è mai state così attuale un’altra politica e non è mai stato così profondo il bisogno di comunismo. Alla bestia trionfante dobbiamo contrapporre un umanesimo nuovo. Prima che sia troppo tardi. È la speranza consegnataci da quelle tre candele di Ceccano. Lavoriamo insieme perché non si spengano. Mai.



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