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Surreale. Il sobrio Pisanu e l’ilare Calderoli
litigano sulla Bossi-Fini. L’evanescente Marzano e il
tecnocratico Siniscalco si prendono a sciabolate sulle accise.
Il logorroico Gasparri interviene a difesa di una fiction Rai -
su che ? ma sulle foibe, suvvia! - e crea un incidente
diplomatico con la Slovenia. Tutto in poche notti.
Per ordine: Pisanu ha azzardato l’idea di un
"tagliando" per la Bossi Fini, visto che - parole sue - nelle
acque territoriali italiane sono affogati 1.167 migranti. Dopo
la proposta del "tagliando", Calderoli azzanna Pisanu e
definisce la sentenza della Consulta in merito
all’incostituzionalità di alcune parti della Bossi Fini come
"una posizione sbagliata". Credo che sia una stratosferica
novità: un ministro dichiara sbagliata una sentenza della Corte
il cui compito è esattamente quello di giudicare la
costituzionalità delle leggi per evitare, per esempio, che una
legge proposta da un ministro possa essere incostituzionale.
Evidentemente in Padania usa così. In Italia no. Ma tutto ciò,
se dimostra che il governo esprime oramai posizioni opposte, non
risolve il problema della Bossi Fini. Perché, caro Pisanu, è la
sua filosofia sbagliata e insostenibile. I fatti - e i morti -
hanno dimostrato che la Bossi Fini è fallita. Ergo, non va fatto
il "tagliando". Va rottamata la legge.
Marzano vuole diminuire le accise sulla benzina.
Siniscalco no. E si litiga. Ma finora davanti all’aumento del
greggio, e al conseguente aumento indotto di un sacco di cose,
il governo non fa assolutamente nulla. Nulla per restituire
potere d’acquisto a pensioni e salari, esausti dopo tre anni di
diminuzione del loro valore. La ridicola inflazione programmata
comporterà un’ulteriore diminuzione del valore reale di pensioni
e salari. I ventilati tagli di spesa a enti locali, sanità,
ministeri per una Finanziaria di 24 miliardi di euro si
trasformeranno in nuovi salassi popolari. Che fare per difendere
i redditi da lavoro ? Nessuna proposta da alcuno dei due
sciabolanti. La situazione è disperata: mentre i redditi da
lavoro vanno a fondo, i due questionano su come realizzare un
sistema a liberismo perfetto quando è proprio questo sistema che
ha portato a picco l’Italia in questi tre anni.
La Rai potrebbe produrre una fiction sulla
Resistenza o sui gas di sterminio usati dai fascisti in
Abissinia o sui crimini dei fascisti in Libia o sulle
efferatezze dei fascisti in Jugoslavia - torture, violenze e
stragi inaudite -; invece produce unsi fiction sulle
foibe, corrispondendo così alla strumentale decisione della
destra, non contrastata - ahimè - dalla sinistra, tranne che dal
Pdci, di dar vita ad una "giornata della memoria" delle vittime
delle foibe. Macabra decisione, squallidamente strumentale.
Davanti alla fiction piovono le critiche dei giornali
serbi e croati, mentre il ministro degli Esteri sloveno protesta
con l’omologo italiano per il "falso storico" dello sceneggiato.
Che fa Gasparri? Aggrava l’incidente diplomatico, mette sullo
stesso piano le foibe e la Shoa, dice che quelli come noi stanno
dalla parte degli infoibatori. Caro Gasparri, le tue lunghe
abluzione nella tersa acqua di Fiuggi non hanno minimamente
scolorito la tua nera, nerissima camicia! Signori, questo è il
governo della Repubblica italiana nell’anno di disgrazia 2004.
Gradiremmo che se ne vada prima di far colare a picco il Paese e
prima che qualcuno di loro - preso da riflesso pavloviano -
cominci a gridare in Parlamento "eia eia alala!". |