|
Fra qualche settimana i giornali e le televisioni
penseranno ad altro. Eppure per capire che cosa è questa
destra. Italiana e cosa è, o meglio, cosa. dovrebbe essere il
centrosinistra è proprio da lì che dovremmo partire, da quei
ventotto corpi di immigrati che hanno salutato malamente la vita
al largo della Sicilia, inghiottiti dalle onde,
dall’indifferenza e da una globalizzazione che si occupa assai
di come far viaggiare le merci, ma nega agli uomini il diritto
di vivere. Quando, fra qualche settimana, al ritorno dalla pausa
estiva i maggiorenti del centrodestra si riuniranno per piazzare
dei candelotti di dinamite sotto la Costituzione repubblicana,
quando l’egoismo sociale e le piccole patrie troveranno
compiutezza nel disegno "riformatore" berlusconian-bossiano non
sarà male ricordarsi delle parole "a caldo" del ministro
Calderoli: i clandestini vanno «respinti al mittente con le
buone o con le cattive». Insomma servono nuove regole di
ingaggio che permettano ai nostri militari di poter speronare e
cannoneggiare senza tanti complimenti "questi negri". Certo
qualcuno in quella porcilaia che si chiama Casa delle libertà
non fa mancare la sua "pietà" il suo "dolore", ma sono i fatti
quelli che contano. E quei fatti sono stati elevati a legge, la
incostituzionale Bossi-Fini. L’ingrediente base del
centrodestra, piaccia o non piaccia a Follini, è indigesto ed
irriducibilmente avverso alla tradizione democratica di questo
Paese: c’è dentro tanto il razzismo quanto l’idea proprietaria
della politica e dello Stato; c’è la revanche contro il
movimento dei lavoratori, quanto la riduzione della giustizia ad
utile del più forte. C’è il servilismo internazionale quanto la
grandeur bellicista. "La legge è uguale per tutti" è
scritto nelle aule di giustizia. E invece no, niente è uguale
per tutti, sia la scuola tratteggiata dalla leggiadra ministra
Moratti o la possibilità di pagare un affitto e di arrivare alla
fine del mese; sia la possibilità di abortire o quella di
mettere al mondo un figlio.
Perché dovrebbe vincere il centrosinistra? Perché
i suoi leader sono più bravi, più corretti, meno presi dalla
furia iconoclasta di questi "uomini nuovi" del centrodestra ?
Perché non hanno conflitti di interessi giganteschi ? Sì, va
bene, tutto vero. Ma non basta. Dovrebbe vincere il
centrosinistra perché ha una idea di società immediatamente
riconoscibile. Un’idea alternativa che convinca gli elettori di
Mastella e quelli di Rifondazione. Da dove partire ? Della
querelle sulla leadership, sulle primarie o altri bizantinismi
non interessa un fico secco ai cittadini italiani che alle
europee e alla amministrative hanno scelto il centrosinistra.
Non gli interessa sapere se il listone diventerà un partito, e
nemmeno se l’Ulivo continuerà a chiamarsi così. Di una cosa la
stragrande maggioranza di loro è convinta: che non si può
cambiare orchestra per continuare a suonare lo stesso spartito
(anche se con meno stecche). L’abrogazione delle leggi del
centrodestra, che Rutelli invece non vorrebbe toccate o appena
ritoccate, rappresenta la misura reale della volontà di
cambiamento. Impegnarsi solennemente a buttare a mare quei
provvedimenti, a partire dalla Bossi-Fini e dalla legge 30 sul
mercato del lavoro, è il primo passo verso il programma di cui
si fa un gran parlare. A questo, e non alle ovvietà salomoniche
dall’impronta moderata, dovrebbe pensare Romano Prodi se vuole
veramente dar corpo e sostanza ad un leadership forte e
riconosciuta dai cittadini. |