IL DOPO-VOTO: il Listone smotta al centro

Fattore Sinistra

Ottocentomila voti al PdCI
 

di Rosalba Cesini

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 25 giugno 2004

 

Il Pdci al 2.4 alle elezioni europee ed al 2,8 alle provinciali. Un buon risultato. Ben 783.710 elettori hanno scelto di votare il nostro simbolo tanto antico quanto ancora, purtroppo, troppo poco "riconosciuto" viste le decine e decine di migliaia di preferenze espresse ai nostri candidati sotto altre insegne, perlopiù quella di Rifondazione. Ci siamo. Abbiamo una rilevanza nazionale, con escursioni ancora molto evidenti sul territorio, ma guadagniamo sia in percentuale (+ 0,4 rispetto alle precedenti europee e + 0,7 rispetto alle politiche del 2001) che in termini assoluti (rispettivamente + 161.451 e + 163.613).

Forse qualcuno tra noi sperava in qualcosa di più ? Non era del tutto peregrina tale aspettativa se rapportata agli sforzi spesso sovrumani profusi da tante e tanti in una campagna elettorale, sorretta sicuramente dalla grande passione e dallo spirito di sacrificio ma con scarsissimi mezzi e risorse finanziarie a disposizione, in totale assenza di ogni supporto mediatico, in particolare quello dei quotidiani nazionali e locali. Aspettativa acuita dalla buona riuscita di tutte le nostre iniziative e dal giudizio positivo che abbiamo sentito crescere attorno a noi, in questi pochi anni di vita, per quello che diciamo e, soprattutto, per quello che facciamo. Ma sarebbe del tutto fuorviante se questa aspettativa si traducesse, almeno per qualcuno di noi, in una seppur minima sottovalutazione del nostro risultato, che, ripeto, è per un verso buono e per altri addirittura straordinario. Intanto non era per niente scontato, visto il quadro generale in cui si è svolta la tornata  elettorale.  Rimando all’analisi svolta da Diliberto al Comitato Centrale per comprendere come il nostro partito sarebbe potuto uscire da questa prova con percentuali da prefisso telefonico. Stando almeno ad altrui aspettative. Quelle cioè secondo cui nel nostro Paese, in campo progressista, tra moderatismo e massimalismo ci sia solo il deserto o, meglio, terra bruciata. Circa 800mila italiani hanno dimostrato quanto quell’attesa fosse insensata, irrazionale e, perciò, velleitaria. Di fronte alla debacle personale del Mister di plastica e del partito a sua immagine e somiglianza (- 4,2 rispetto alle precedenti europee pari ad 1 milione di voti persi, ma ad una distanza di 8,4 punti dal risultato delle politiche di tre anni fa ed oltre 4 milioni di voti in meno!) ed all’inversione nel trend positivo di An (che guadagna qualcosa dalle precedenti europee, ma perde mezzo punto rispetto alle politiche), la Cdl complessivamente arretra (-2 su europee e - 3,5 sulle politiche) ma non troppo, grazie al bianco giglio Udc, al verde arbusto della Lega ed al garofano che, sfiorito sulle rovine di Tangentopoli, è ambiguamente risorto nel giardino della destra, sfruttando al meglio la mancata concorrenza della rosa socialista. Il centrosi-nistra nel suo complesso avanza (+ 3 sulle europee e + 1,5 sulle politiche) senza però arrivare al tanto agognato sorpasso. Quattro milioni e mezzo di italiani hanno disertato le urne rispetto alle politiche del 2001, nonostante gli sms della Pres. del Cons. e la doverosa quanto martellante (sospettabile ?) pubblicità progresso televisiva. Ma a chi ha negato fiducia questa grande massa di elettori ? Il conto è presto fatto: rispetto alle politiche, il centro-sinistra perde un milione e mezzo di voti, la Cdl tre milioni e mezzo, altre liste non assimilabili ai due schieramenti (Bonino, Pensionati, ecc.) ne guadagnano mezzo milione. La somma algebrica porta esattamente a quei 4,5 milioni di non votanti, un terzo dei quali avevano in precedenza espresso il proprio consenso al centro-sinistra. Ma oggi in questo schieramento solo due formazioni arretrano: Di Pietro-Occhetto (Italia dei Valori nel 2001 era forte di 1,4 milioni di voti ed ora ne perde la metà) e la lista Uniti per l’Ulivo (la sola somma di Margherita e Ds contava 11,5 milioni di voti ed ora il listone arriva ai dieci milioni tondi). Dato, questo, certamente mitigato dal risultato di Ap-Udeur (400 mila voti che alle politiche stavano dentro la Margherita). Cresce invece il Prc (+ 1,8 sulle europee e + 1,1 sulle politiche), crescono i Verdi (+ 0,8 sulle europee, + 0,3 sulle politiche, ma il risultato non è ben analizzabile visto che in quella occasione si erano presentati con la lista Girasole insieme allo Sdi). Cresce il Pdci (+ 0,4 sulle europee e + 0,7 sulle politiche).

Perso nel dedalo del politicismo quello che doveva essere il "valore aggiunto" del listone, ci ritroviamo invece con un centro-sinistra indebolito da una forzosa unità di facciata che non alletta almeno un milione di persone, le quali, a differenza del 2001 preferiscono rimanere tra le mura domestiche anziché riconfermare la propria fiducia al sorgente (?) partito riformista. Il fatto è che guardando un po' più da vicino il voto espresso nelle contemporanee elezioni provinciali, che hanno coinvolto il 70 di tutto l’elettorato nazionale, emergono dati incontrovertibili: il listone smotta paurosamente dalle parti del centro, la Margherita perde infatti quasi 5 punti sulle politiche del 2001 e 4 dalle precedenti provinciali pari a 600 mila voti, mentre tiene di più sul fianco sinistro, che guadagna in percentuale un + 0,3 rispetto alle politiche e solo in voti assoluti (+ 200 mila) ma non in percentuale sulle provinciali.

È proprio dal confronto tra il voto europeo e quello provinciale che emerge il dato più importante per il nostro partito. Basta infatti guardare ai voti assoluti e non solo alle percentuali per capire  il  vero  orientamento dell’elettorato di sinistra ed i segnali tangibili che ha lanciato alle formazioni politiche che lo dovrebbero rappresentare. Vediamo. Nonostante che nelle 63 province in cui si è votato manchino all’appello quasi un milione e mezzo di voti validi rispetto a quelli là espressi dai medesimi cittadini e nello stesso giorno, il centro-sinistra nel suo complesso avanza sulle contemporanee europee di ben 6 punti e 500 mila voti, il che gli consente di superare ampiamente il centrodestra con un 52,3 contro il 44,1. Ma a sinistra che è successo ? I Verdi guadagnano, sempre nello stesso giorno, 80 mila voti, noi qualche migliaio. Rifondazione ne perde oltre 200 mila. Questo significa due cose: che Rifondazione ha goduto alle europee di un voto largamente di "passaggio" e che il Pdci ed i Verdi hanno ottenuto un voto "stabile".

Se, forti di queste considerazioni, ritorniamo a guardare i voti assoluti delle europee, non dovremo strabiliarci nel constatare che il Pdci guadagna, in maniera stabile, sia rispetto alle politiche del 2001 che alle precedenti europee, oltre 160 mila voti mentre Rifondazione avanza certamente sulle europee, ma solo di 98mila voti sulle politiche e per giunta, in via transitoria. Ciò significa che la grande massa del voto di protesta dell’ala sinistra Ds, refrattaria al moderatismo "riformista", ha votato e fatto votare per Bertinotti, tanto che 1 voto ogni 7 gli viene da là. Ma allora è proprio vero che Rifondazione è in crescita ? Un’altra parte di coloro che non condividono la sparizione tout court della sinistra nel nostro Paese, seppur in misura minore dei votanti a prestito, ha operato una scelta permanente verso i Verdi, ma, in maniera significativa, soprattutto verso il Pdci.

Questo è il dato davvero rilevante, questa è l’importanza concreta effettiva del risultato raggiunto con tanto lavoro e tanto sacrificio, perseguito con ostinazione ed orgoglio dai dirigenti e dai meravigliosi, quasi eroici, militanti di questo nostro piccolo grande partito. Grazie compagne, grazie compagni ! Non abbiamo tempo per riposarci. Torniamo subito al lavoro, per far conoscere il nostro progetto di trasformazione della società, per difendere gli interessi della classe che vogliamo rappresentare, per essere il lievito della rinascita di una sinistra vera e forte nel nostro Paese, una sinistra unita che sia all’altezza del proprio compito storico e che, alleata con il centro democratico, riesca davvero, davvero, a battere Berlusconi ed il berlusconismo alle prossime politiche.



Se il centrosinistra recupera il "trattino" può vincere
di Giampiero Cazzato
da "La Rinascita della Sinistra"

Bene il PdCI e la sinistra,
crolla Berlusconi, male il listone
di Gianfranco Pagliarulo
da "La Rinascita della Sinistra"

Battere Berlusconi, più forti i Comunisti, ricostruire la Sinistra
di Oliviero Diliberto
da "La Rinascita della Sinistra"

Lo spot televisivo del PdCI

I nostri candidati alle elezioni europee del 12-13 giugno per la Circoscrizione Nord-Est

È a Sinistra l'Europa che vogliamo

LINKS ist das Europa, das wir wollen

Wir sind das Europa des Friedens,
der Rechte,
der Arbeit,
der Demokratie
.

Ascolta lo spot radiofonico in Mp3 dei Comunisti Italiani per le elezioni europee