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È sciopero generale. Su due temi - lo sviluppo
del Paese e la difesa delle pensioni - che condannano il
fallimento di questo governo e la sua protervia. È fallimentare
un governo che causa il declino economico e il dramma sociale. È
protervo un governo che in questo quadro, invece di avviare una
svolta nella politica economica, si preoccupa solo di elevare
l’età pensionabile, aggravando così le condizioni sociali. A
quanti anni e con quale reddito andranno in pensione i tanti
giovani che, per colpa della legge che distrugge le regole del
mercato del lavoro, sono precari ? Per questo è bene che ci sia
lo sciopero generale, ed è bene che sia unitario. Condividiamo
pienamente le posizioni della Cgil. Ma siamo i primi, nella
società e nella politica, a sostenere le ragioni dell’unità per
sconfiggere il comune nemico e - come ha detto il Presidente
della Repubblica - innovare il modello di sviluppo.
Gli effetti combinati dell’inflazione e della
recessione hanno causato il drastico impoverimento dei ceti
popolari e di tanta parte dei ceti medi. È il risultato di un
insieme di politiche: la politica economica del governo,
incardinata - ahinoi! - sulla "finanza creativa" di Tremonti; la
politica industriale, del tutto inesistente; la politica
fiscale, che ha sollecitato la tendenza all’impunità di evasori
ed elusori; la politica della giustizia, che ha abbassato la
soglia della legalità.
Le forze del centrosinistra vinceranno se unite.
Eppure è dei giorni scorsi uno strappo grave: dopo la squallida
contestazione del segretario Ds Piero Fassino da parte di un
gruppo di "disobbedienti" durante la straordinaria
manifestazione per la pace, autorevoli dirigenti Ds, a
cominciare proprio da Fassino, hanno dato vita a un attacco
senza precedenti ai Comunisti italiani. Un attacco che partiva
dall’assunto falso, strumentale ed arrogante, di una
responsabilità del Pdci per la contestazione subita da Fassino.
Abbiamo risposto offrendo, certo, la solidarietà a Fassino per
l’aggressione subita, ma ribadendo anche l’assoluta legittimità
delle nostre posizioni e rivendicando delle scuse che ci sono
dovute. Abbiamo risposto rilanciando la nostra strategia
unitaria – Beriusconi si batte solo con l’unità di tutte le
forze democratiche –, e la proposta di confederazione di
sinistra. La rilanciamo persino nel momento in cui la scelta Ds
si muove nell’opposta direzione dell’unità con i moderati della
Margherita. La rilanciamo guardando comunque alla sinistra che
ci sta. Comprendiamo le difficoltà di un gruppo dirigente che
subisce all’interno del suo partito critiche, riserve e
defezioni davanti alla sua linea. Ma non può perciò diminuire il
rigore delle nostre posizioni e la nostra libertà di critica. Né
sui temi della pace né, per esempio sui temi del lavoro. Non ci
è chiaro come si fa a sconfiggere Beriusconi aggredendo parte
delle forze del centrosinistra. Perché, caro Fassino, Berlusconi
non si batte con una visione proprietaria dell’Ulivo, ma
conquistando insieme la maggioranza dei voti. E la lista
"unitaria", da sola, non ce l'ha; e non ce l'ha neppure con
Bertinotti. Se le nostre posizioni sul ritiro dei militari
italiani o sulla manifestazione bipartizan contro il
terrorismo sono diverse dalle vostre, rassegnatevi. Non le
cambieremo certo davanti alle minacce, anche perché è naturale
che in una coalizione vi siano, su questioni anche grandi,
opinioni diverse. Noi non mettiamo in discussione la prospettiva
unitaria, perché vogliamo vincere, unitariamente, per tornare a
governare nel rispetto dell’identità di ciascuno e dando più
forza alla sinistra del nostro Paese. Siamo tutti d'accordo ? |