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Dopo la vittoria elettorale il leader socialista
Zapatero ha affermato che il contingente militare spagnolo in
Iraq deve essere ritirato e che occorre accelerare i tempi per
la Costituzione europea. È una linea che fa giustizia del cinico
autogol del Partito popolare spagnolo che ha contribuito a
determinare la débacle del governo conservatore. Una
débacle che è maturata però nel tempo, a cominciare da una
partecipazione alla guerra di Bush respinta dalla stragrande
maggioranza degli spagnoli.
Tutto ciò è una lezione anche per l’Italia. Il
"patto contro il terrorismo" proposto da Berlusconi tende, come
sempre, a cambiare le carte in tavola. L’uomo di Arcore propone
di lottare assieme contro il terrorismo a condizione che la
sinistra accetti la politica di Bush e l’invasione dell'Iraq;
"non si può manifestare - ha detto - giovedì contro il
terrorismo e sabato contro chi lo combatte". Sprofondando nelle
sue contraddizioni, Berlusconi ignora che l’occupazione
dell'Iraq invece di debellare il terrorismo lo ha alimentato.
Diversamente dalle menzogne sulle armi di sterminio di massa
possedute da Saddam, qui c’è la prova. La prova è la mostruosa
mattanza che i terroristi hanno realizzato a Madrid. È alle
corde la politica estera di Berlusconi: servilismo verso gli
Usa, "sovranità limitata" del nostro Paese. Berlusconi ha la
responsabilità di aver esposto il nostro Paese davanti ad ogni
sorta di attacco. Per questo il suo governo è responsabile della
strage di Nassirija, e sarà responsabile di qualsiasi altro
attacco dovessero subire in Iraq o in Italia o ovunque militari
o civili italiani.
È osceno lo starnazzare di fascisti , fascistoidi
e forzaitalioti su parole nobili come "patria", "coraggio",
"responsabilità". La difesa della Patria, quella fondata sul
lavoro e che ripudia la guerra, il coraggio civile e politico,
il senso di responsabilità verso l’Italia, l’Europa, l’Iraq e il
mondo dovrebbero portare subito al ritiro dei militari italiani.
La decisioni di inviare i nostri militari in Iraq è una scelta
antipatriottica, pavidamente servile, irresponsabile. La lotta
senza quartiere al terrorismo deve sì prevedere controlli,
prevenzione, azioni di polizia. Ma deve partire dal rilancio
della politica sulla guerra, dell'arma della critica sulla
critica delle armi, dalla riaffermazione assoluta del principio
di sovranità nazionale, e cioè di un ordine mondiale incardinato
sul rispetto dei popoli e degli Stati. Sbaglia chi tende una
mano a chi, come Berlusconi, propone una unità falsa e
strumentale. Sbaglia chi dichiara che è utile manifestare
assieme giovedì e poi per la pace sabato 20 marzo. Mai come
oggi, proprio a causa dell'attacco terroristico, il 20 marzo
deve rappresentare una straordinaria richiesta mondiale di pace
e di ritiro di tutte le truppe di occupazione, diretta o
indiretta, presenti in Iraq. Assieme dev’essere la risposta più
grande, libera e laica contro il terrorismo. La risposta della
vita contro la morte. Dalla Spagna proviene una doppia lezione.
In primo luogo il popolo spagnolo vuole la pace, senza
contorsionismi, titubanze, timidezze, astensioni, non voti e
quant’altro. In secondo luogo ha dimostrato che chi mente
governando viene punito, e crolla sotto il peso del crollo del
suo castello di bugie. Così è perito il leader spagnolo, così
sarà sconfitto il leader italiano se tutte le forze di
centrosinistra manterranno quella coerenza rigorosa e
cristallina che gli italiani richiedono.
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