Una lezione per l'Italia

Il 20 marzo
la Spagna
e l'ipocrisia di Berlusconi

 

di Gianfranco Pagliarulo

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 19 marzo 2004

 

Dopo la vittoria elettorale il leader socialista Zapatero ha affermato che il contingente militare spagnolo in Iraq deve essere ritirato e che occorre accelerare i tempi per la Costituzione europea. È una linea che fa giustizia del cinico autogol del Partito popolare spagnolo che ha contribuito a determinare la débacle del governo conservatore. Una débacle che è maturata però nel tempo, a cominciare da una partecipazione alla guerra di Bush respinta dalla stragrande maggioranza degli spagnoli.

Tutto ciò è una lezione anche per l’Italia. Il "patto contro il terrorismo" proposto da Berlusconi tende, come sempre, a cambiare le carte in tavola. L’uomo di Arcore propone di lottare assieme contro il terrorismo a condizione che la sinistra accetti la politica di Bush e l’invasione dell'Iraq; "non si può manifestare - ha detto - giovedì contro il terrorismo e sabato contro chi lo combatte". Sprofondando nelle sue contraddizioni, Berlusconi ignora che l’occupazione dell'Iraq invece di debellare il terrorismo lo ha alimentato. Diversamente dalle menzogne sulle armi di sterminio di massa possedute da Saddam, qui c’è la prova. La prova è la mostruosa mattanza che i terroristi hanno realizzato a Madrid. È alle corde la politica estera di Berlusconi: servilismo verso gli Usa, "sovranità limitata" del nostro Paese. Berlusconi ha la responsabilità di aver esposto il nostro Paese davanti ad ogni sorta di attacco. Per questo il suo governo è responsabile della strage di Nassirija, e sarà responsabile di qualsiasi altro attacco dovessero subire in Iraq o in Italia o ovunque militari o civili italiani.

È osceno lo starnazzare di fascisti , fascistoidi e forzaitalioti su parole nobili come "patria", "coraggio", "responsabilità". La difesa della Patria, quella fondata sul lavoro e che ripudia la guerra, il coraggio civile e politico, il senso di responsabilità verso l’Italia, l’Europa, l’Iraq e il mondo dovrebbero portare subito al ritiro dei militari italiani. La decisioni di inviare i nostri militari in Iraq è una scelta antipatriottica, pavidamente servile, irresponsabile. La lotta senza quartiere al terrorismo deve sì prevedere controlli, prevenzione, azioni di polizia. Ma deve partire dal rilancio della politica sulla guerra, dell'arma della critica sulla critica delle armi, dalla riaffermazione assoluta del principio di sovranità nazionale, e cioè di un ordine mondiale incardinato sul rispetto dei popoli e degli Stati. Sbaglia chi tende una mano a chi, come Berlusconi, propone una unità falsa e strumentale. Sbaglia chi dichiara che è utile manifestare assieme giovedì e poi per la pace sabato 20 marzo. Mai come oggi, proprio a causa dell'attacco terroristico, il 20 marzo deve rappresentare una straordinaria richiesta mondiale di pace e di ritiro di tutte le truppe di occupazione, diretta o indiretta, presenti in Iraq. Assieme dev’essere la risposta più grande, libera e laica contro il terrorismo. La risposta della vita contro la morte. Dalla Spagna proviene una doppia lezione. In primo luogo il popolo spagnolo vuole la pace, senza contorsionismi, titubanze, timidezze, astensioni, non voti e quant’altro. In secondo luogo ha dimostrato che chi mente governando viene punito, e crolla sotto il peso del crollo del suo castello di bugie. Così è perito il leader spagnolo, così sarà sconfitto il leader italiano se tutte le forze di centrosinistra manterranno quella coerenza rigorosa e cristallina che gli italiani richiedono.



IRAQ
L'annuncio del Pentagono:
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No al rinnovo della missione in Iraq
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Grand Hotel Nassiriya
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Militari in Iraq,
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