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I Comunisti italiani rilanciano l´obiettivo
dell'unità a sinistra, che non è «la lista unitaria», ed
esprimono l´auspicio che nel centrosinistra in Trentino ci sia
una politica più di sinistra.
Il messaggio è stato espresso ieri da Carlo
Carlini, segretario regionale del partito dei comunisti
italiani, al congresso organizzato a Trento in vista
dell'appuntamento nazionale del 20 febbraio. «Anche in Trentino
- ha detto Carlini nella sua relazione - c´è l´esigenza di una
politica più di sinistra. Una politica che non si accontenti di
"concertare la flessibilità", che in realtà significa solo
levigare la precarietà. Una politica più di sinistra che, certo
conscia dei reali rapporti di forza nelle due diverse province,
sappia comunque piantare dei paletti, oltre i quali ci si
snatura, dei paletti che si identifichino nella efficace difesa
dello stato sociale, sapendo dire di un no fermo alle misure che
comportano una ridefinizione al ribasso dei diritti sociali».
«E certo per realizzarla questa politica più di
sinistra - ha insistito Carlini - è importante l´unità a
Sinistra ma con estrema franchezza vorrei anche dire che la
politica per una sinistra unita non si improvvisa, pena l´aleatorietà
dell´unità delle diverse anime presenti anche all´interno del
partito di sinistra più forte elettoralmente. L´unità non è la
lista unitaria e speriamo a proposito che non si riproponga
questo tormentone».
Carlini osserva come la coalizione che ha vinto
le elezioni provinciali «rischia ora di muoversi senza un
progetto collegialmente costruito e condiviso, almeno nelle sue
linee fondamentali. Emblematico è il caso della Pirubi, che
investe però tutta la politica dei trasporti, o il protocollo
Dellai-Moratti. E così uno stile "principesco" rischia di
imporsi, come si è avuto modo di riscontrare nella formazione
della giunta provinciale. Lo stesso problema si è ripetuto poi
con le varie nomine». E Carlini ha accusato Agostino Catalano di
Rifondazione di essersi adeguato al sistema spartitorio delle
nomine cercando persino in consenso delle destre. Catalano ha
replicato spiegando che fu un tentativo di accordo istituzionale
per rispondere all'arroganza del centrodestra.
Mauro Betta, coordinatore della Margherita, ha
risposto a Carlini sulla questione Valdastico dicendo che si sta
cercando il modo per risolvere il problema dell'aumento del
flusso di traffico previsto dal Veneto sulla Valsugana, ma che
questa è solo una delle soluzioni sul tavolo. «Ne trovate altre
- ha detto Betta - saremmo ben lieti di ascoltarle».
Paolo Barbacovi, capogruppo della Sinistra in
consiglio provinciale, ha ripreso l´appello all´unità a sinistra
ricordando che alle ultime elezioni provinciali la sinistra,
Verdi compresi, ha preso il 25% dei voti come la Margherita ma
quest'ultima in Consiglio ha portato 12 consiglieri, la sinistra
solo 7. «O troviamo l'unità - ha detto Barbacovi - o
continueremo ad essere marginali rispetto al consenso che
abbiamo». Infine, Donatella Boschetti (Solidarietà) ha invitato
i compagni comunisti a non arroccarsi nella difesa di «piccole
patrie» ma a contaminarsi nel progetto più ampio della sinistra. |