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MOZIONE
La Camera dei Deputati
premesso che
· I focolai di tensione e la spirale di violenza e di odio
innescate dal conflitto iracheno ed alimentate dall'occupazione
politico-militare del contingente anglo-americano destano
crescenti ed allarmanti preoccupazioni presso tutta la comunità
internazionale, ed il rischio dell'estendersi del conflitto ad
altre zone è altamente probabile come dimostrano le sanzioni nei
confronti della Siria;
· L'ultimo e sanguinoso attentato in ordine di
tempo al contingente militare italiano di stanza a Nassiriya e
costato la vita a quindici carabinieri , due soldati
dell'esercito e due civili, frutto di una politica estera
fondata sulla guerra e sulla cancellazione del diritto
internazionale, è la prova evidente che i nostri soldati sono
stati mandati allo sbaraglio ed esposti al pericolo senza la
copertura di quella indispensabile rete di rapporti ed intese
necessari quando si opera in territorio di guerra;
· Con la missione in Iraq , fiancheggiando una guerra condannata
dalla maggioranza del popolo italiano ed in violazione
dell'articolo 11 della Costituzione, il governo italiano si è
reso responsabile di partecipare, sotto il comando americano,
alla occupazione militare di un paese, esponendo migliaia di
giovani militari e civili ai rischi di una guerra al solo fine
di potersi sedere al tavolo dei vincitori peraltro in totale
subalternità agli Stati Uniti;
· L'unico risultato tangibile di una guerra
imperialista sferrata dall'amministrazione americana al solo
scopo di impossessarsi delle enormi risorse economiche dell'Iraq
è stato quello di aver inasprito il terrorismo , il fanatismo
religioso e di avere allargato il solco tra i Paesi dell'
occidente e quelli di religione islamica;
· Il caos in Iraq è certamente anche
alimentato dalla presenza delle forze militari occupanti che
impediscono alla società civile ed alle forze politiche irachene
di assumersi la responsabilità del futuro del paese;
· La presunta esistenza di quell'arsenale di
armi di distruzione di massa che aveva costituito il "casus
belli " , lungamente dibattuto anche in sede Onu , frutto di
un'abile operazione di mistificazione dei fatti da parte della
intelligence anglo-americana e che aveva legittimato
l'amministrazione Bush ad invadere l'Iraq , non ha ancora , ad
oggi, ricevuto conferma;
· L'unilateralità che ha ispirato l'intervento
militare anglo-americano in Iraq e che è alla base
dell'incapacità non soltanto di ricostituire la pace e la
stabilità nei territori teatro del conflitto, ma anche di
concludere il conflitto stesso , evidenzia ancora una volta
l'urgenza che debba essere l'intera comunità internazionale a
trovare le strade alternative per la risoluzione dei complessi
problemi che attanagliano la delicata regione del medio oriente;
· Solo il ritiro delle truppe militari e la
fine della occupazione di quei territori possono sedare la
guerra in atto in Iraq;
impegna il governo
· A ritirare immediatamente il contingente
militare italiano impegnato in tutta la regione irachena e
consentire così, l'avvio di un processo costituente gestito dal
popolo iracheno e garantito dall'Onu anche con l'invio di Caschi
blu di nazioni che non abbiano partecipato alla guerra contro
l'Iraq;
· Ad intraprendere, prima della fine del
mandato italiano di Presidenza dell'Unione Europea e con
assoluta priorità quel dialogo politico-diplomatico con
l'Organizzazione delle Nazioni Unite , volto a ricondurre la
situazione irachena entro la cornice multilaterale garantita
dalla massima istituzione internazionale quale è l'ONU.
Diliberto, Armando
Cossutta, Rizzo, Bellillo, Maura Cossutta, Nesi, Pistone,
Sgobio, Vertone, Boato.
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