La nuova mozione del PdCI
sull'Iraq

Trasmettiamo il testo completo della mozione presentata dai Comunisti italiani con cui si chiede di ritirare le truppe italiane dall'Iraq

Ufficio Stampa
Roma, 19 novembre 2003


MOZIONE

La Camera dei Deputati
premesso che


· I focolai di tensione e la spirale di violenza e di odio innescate dal conflitto iracheno ed alimentate dall'occupazione politico-militare del contingente anglo-americano destano crescenti ed allarmanti preoccupazioni presso tutta la comunità internazionale, ed il rischio dell'estendersi del conflitto ad altre zone è altamente probabile come dimostrano le sanzioni nei confronti della Siria;

· L'ultimo e sanguinoso attentato in ordine di tempo al contingente militare italiano di stanza a Nassiriya e costato la vita a quindici carabinieri , due soldati dell'esercito e due civili, frutto di una politica estera fondata sulla guerra e sulla cancellazione del diritto internazionale, è la prova evidente che i nostri soldati sono stati mandati allo sbaraglio ed esposti al pericolo senza la copertura di quella indispensabile rete di rapporti ed intese necessari quando si opera in territorio di guerra;

· Con la missione in Iraq , fiancheggiando una guerra condannata dalla maggioranza del popolo italiano ed in violazione dell'articolo 11 della Costituzione, il governo italiano si è reso responsabile di partecipare, sotto il comando americano, alla occupazione militare di un paese, esponendo migliaia di giovani militari e civili ai rischi di una guerra al solo fine di potersi sedere al tavolo dei vincitori peraltro in totale subalternità agli Stati Uniti;

· L'unico risultato tangibile di una guerra imperialista sferrata dall'amministrazione americana al solo scopo di impossessarsi delle enormi risorse economiche dell'Iraq è stato quello di aver inasprito il terrorismo , il fanatismo religioso e di avere allargato il solco tra i Paesi dell' occidente e quelli di religione islamica;

· Il caos in Iraq è certamente anche alimentato dalla presenza delle forze militari occupanti che impediscono alla società civile ed alle forze politiche irachene di assumersi la responsabilità del futuro del paese;

· La presunta esistenza di quell'arsenale di armi di distruzione di massa che aveva costituito il "casus belli " , lungamente dibattuto anche in sede Onu , frutto di un'abile operazione di mistificazione dei fatti da parte della intelligence anglo-americana e che aveva legittimato l'amministrazione Bush ad invadere l'Iraq , non ha ancora , ad oggi, ricevuto conferma;

· L'unilateralità che ha ispirato l'intervento militare anglo-americano in Iraq e che è alla base dell'incapacità non soltanto di ricostituire la pace e la stabilità nei territori teatro del conflitto, ma anche di concludere il conflitto stesso , evidenzia ancora una volta l'urgenza che debba essere l'intera comunità internazionale a trovare le strade alternative per la risoluzione dei complessi problemi che attanagliano la delicata regione del medio oriente;

· Solo il ritiro delle truppe militari e la fine della occupazione di quei territori possono sedare la guerra in atto in Iraq;
 

impegna il governo

· A ritirare immediatamente il contingente militare italiano impegnato in tutta la regione irachena e consentire così, l'avvio di un processo costituente gestito dal popolo iracheno e garantito dall'Onu anche con l'invio di Caschi blu di nazioni che non abbiano partecipato alla guerra contro l'Iraq;

· Ad intraprendere, prima della fine del mandato italiano di Presidenza dell'Unione Europea e con assoluta priorità quel dialogo politico-diplomatico con l'Organizzazione delle Nazioni Unite , volto a ricondurre la situazione irachena entro la cornice multilaterale garantita dalla massima istituzione internazionale quale è l'ONU.

Diliberto, Armando Cossutta, Rizzo, Bellillo, Maura Cossutta, Nesi, Pistone, Sgobio, Vertone, Boato.



I militari italiani devono lasciare l'Iraq
di Oliviero Diliberto

Ufficio stampa

Militari in Iraq,
primo esempio di colonialismo italiano dopo gli anni '30
di Jacopo Venier
Da "La Rinascita della Sinistra"