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BOLZANO. Carlo Carlini,
segretario dei Comunisti Italiani è soddisfatto: i 2.613 voti
raccolti (lo 0,9% del totale) costituiscono un buon risultato.
La lista è andata bene soprattutto a Bolzano, dove ha chiuso al
2,3%, esito replicato a Bronzolo e superato a Laives (col 3,2%)
e Vadena (3,4%). «Rispetto alle ultime politiche abbiamo
ampiamente triplicato i nostri voti, l'esito delle urne per noi
è stato incoraggiante».
Eppure a sinistra le
recriminazioni si sprecano. Tanto che Luisa Gnecchi non ha dubbi
su chi addossare la colpa della mancata elezione di un secondo
consigliere nelle liste di Pace e Diritti. «Pentiti?
Assolutamente no, semmai sono gli altri che devono esserlo»,
attacca senza mezzi termini Carlini. «Il nostro successo
dimostra ampiamente che la nostra linea politica coerente è
stata apprezzata. Certe aggregazioni posticce e non credibili
non possono avere successo. Vanno costruite per tempo,
confrontandosi sui contenuti e non cercando di aggregarsi prima
del voto: questo le altre forze della sinistra devono capirlo.
Noi siamo per l'unità, ma non per l'unicità. Altrimenti avremmo
rischiato di finire come l'Italia dei Valori all'interno
dell'Unione autonomista: avevano ottenuto buoni risultati in
passato, ora sono spariti. Noi invece da qui possiamo ripartire
con fiducia: il nostro partito si sta radicando sul territorio e
questa è stata una tappa positiva per il futuro». |