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Non c'è dubbio che i
dati salienti delle elezioni del Trentino Alto Adige sono due:
primo,
la clamorosa, gravissima sconfitta di Forza Italia e del centro
destra che sia a Bolzano che a Trento dimezzano di fatto i voti
rispetto alle elezioni politiche;
secondo,
la notevole affermazione del centro sinistra, entro il quale si
manifesta una forte avanzata della Margherita, in modo
particolare a Trento. Questi due dati sono inconfutabili. Ma mi
appare strano che non si voglia guardare ad un altro dato molto
significativo, quello relativo alle liste "unitarie".
A Bolzano nel centro
sinistra si sono presentati con liste "unitarie" due
raggruppamenti, quello intitolato Pace e diritti, comprendente
DS, SDI e (udite, udite!) PRC, e l'altro intitolato Unione
Autonomista, comprendente Margherita, Italia dei Valori e forze
locali.
Ambedue le liste
"unitarie" di questi raggruppamenti hanno avuto meno voti
rispetto a quelli ottenuti dai singoli partiti quando si sono
presentati separatamente.
Infatti DS, SDI e PRC
separatamente avevano avuto alle elezioni politiche il 4,5% con
13.497 voti ed ora insieme hanno ottenuto il 3,8% con 11.572
voti.
Fuori da questa lista
"unica" il Partito dei Comunisti Italiani si presenta da solo e
triplica ampiamente i voti (da 834 a 2613).
La Margherita e
l'Italia dei Valori, che separatamente avevano ottenuto nelle
elezioni politiche l'8,7% con 25.968 voti, ora hanno ottenuto
insieme il 3,7% con 11.180 voti.
Mi paiono dati sui
quali dovrebbero riflettere i fautori della lista "unica" per le
prossime elezioni generali.
Armando Cossutta
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