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Per la prima volta in Trentino Alto Adige si è
andati al rinnovo dei due Consigli provinciali con due sistemi
elettorali diversi: mentre in Alto Adige-Südtirol si è votato
con un sistema prettamente proporzionale, in Trentino si è
votato per l’elezione diretta del Presidente della Giunta
provinciale con tanto di premio di maggioranza, dunque sulla
falsariga delle altre province, sia pure con la differenza del
turno unico.
Con senso della misura, complessivamente, i
risultati di questa tornata elettorale amministrativa possono
considerarsi per noi incoraggianti.
In provincia di Bolzano il nostro partito aumenta
sia in percentuale (dallo 0,3% allo 0,9%) che in voti assoluti
(da 834 a 2614). Rispetto alle politiche abbiamo più che
triplicato i voti. Considerando la peculiarità della situazione
altoatesina (dove il 75% degli elettori è di madrelingua tedesca
o ladina) e la sensibile riduzione dei votanti (oltre il 3,3%,
calo che per di più ha riguardato soprattutto le città, dove è
prevalente l’elettorato di madrelingua italiana) è un fatto di
grande rilievo. A Bolzano città arriviamo al 2,32 % (con punte
in alcune sezioni intorno al 5%, e la punta massima in via S.Vigilio, dove abbiamo la sede), a Laives al 3,2%, a Bronzolo
al 2,3%, a Merano, Fortezza e Ora all’1,4%, a Salorno all’1,6 %,
a Vadena al 3,4 %, a Postal all’1,3% e a Egna all’1,1%, ma anche
i 97 voti di Bressanone (0,8%) ed i 54 di Brunico (0,6%) sono
significativi: sono i segni evidenti di un partito che si sta
radicando.
Questo nostro risultato in Alto Adige è frutto
della linea politica decisa al Congresso Nazionale e fatta
propria con convinzione dal Comitato regionale, e cioè di
un'accentuazione della nostra autonomia nell'ambito del
centrosinistra. Fino all’ultimo da altre forze della sinistra è
stato operato il tentativo di annegarci in un listone unico dal
nome alquanto strumentale: “Pace e Diritti”, ma per noi era ed è
essenziale parlare dei contenuti e non dei contenitori. Avremmo
potuto omologarci e fare una lista con chi voterà a favore della
presenza delle truppe italiane in Iraq ? Certo uniti si vince.
Ma non basta. Dentro al centrosinistra occorre far prevalere
posizioni più avanzate, una rigorosa difesa dei diritti sociali,
della laicità dello stato e dei valori costituzionali. E per far
prevalere queste posizioni, anche in una realtà così complessa
come quella altoatesina, era essenziale dare espressione
politica all’esigenza di una politica più di sinistra.
In provincia di Trento il candidato presidente
della coalizione del centrosinistra, che qui si chiama Intesa
Democratica Autonomista, ha ottenuto una vittoria schiacciante
sul centrodestra (60,82% contro un modesto 30,67%) ed il nostro
partito ha avuto modo di consolidare i risultati già conseguiti
alle politiche, aumentando lievemente i consensi sia in termini
assoluti che in percentuale, passando da 2241 voti a 2321 e
dallo 0,73% al 0,86%. Solo per citare alcuni dati a Trento
città si è sfiorato l’1% e la punta massima in percentuale si è
toccata a Pieve di Ledro con il 5,28%. Nel complesso il
risultato appare anch’esso significativo, considerato l’alto
numero di liste presenti ed il più netto calo dei votanti (il
4,97% in meno).
In entrambe le province viene insomma confermato
il trend positivo iniziato nelle amministrative degli ultimi due
anni: stiamo consolidando la presenza della nostra
organizzazione sul territorio. Il PdCI è diventato una presenza
reale anche nel panorama politico locale. Ed intorno a noi si
avverte una larga stima che può farci fondatamente sperare in
ulteriori avanzamenti. |