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I militari italiani devono lasciare l'Iraq. La
guerra ha innescato - come molti di noi avevano avvertito - una
spirale di odio. Non c'è giorno che non avvengano attentati, che
persone non siano uccise. L'unico risultato della guerra
sferrata da Bush è quello di aver incrementato il terrorismo e
di avere allargato il solco tra occidente e medio oriente.
Mentre si svolgeva la Marcia Perugia-Assisi e
centinaia di migliaia di persone sfilavano per dire no alla
guerra, il ministro Martino chiedeva impudentemente, contro il
sentimento dei cittadini italiani, di mantenere per altri sei
mesi i militari italiani in Iraq. E senza neanche consultare il
parlamento. Dovrà farlo visto che il centrosinistra ha
presentato una mozione. E sarà necessario che il pubblico
televisivo possa assistere al dibattito per comprendere quel che
davvero sta accadendo in Iraq e le ragioni militariste e servili
agli Usa che guidano il governo Berlusconi.
Il Pdci prosegue intanto la sua raccolta di firme
per una petizione popolare per il rientro dei soldati italiani.
Già centinaia di migliaia di firme sono state raccolte, la
sensibilità della gente è grande. La raccolta di firme lanciata
dal Pdci vuole essere anche un riferimento per tutti coloro che
non si rassegnano alla guerra e contro il silenzio caduto sui
fatti veri che l'hanno provocata. Gli Usa ed i suoi alleati
dovevano portare la pace in Iraq, dovevano esportare la
democrazia. Ignobili e strumentali chiacchiere. La guerra
all'Iraq è stata fatta per il petrolio e per l'ambizione
imperiale che guida gli Usa. E il governo italiano si è prestato
e si presta come un servo sciocco. |