NO ALLE TRUPPE ITALIANE
 IN IRAQ

Diliberto: I militari italiani devono lasciare l'Iraq.
Il governo Berlusconi è un servo sciocco degli Usa


Ufficio Stampa

Roma 13 ottobre 2003

 

I militari italiani devono lasciare l'Iraq. La guerra ha innescato - come molti di noi avevano avvertito - una spirale di odio. Non c'è giorno che non avvengano attentati, che persone non siano uccise. L'unico risultato della guerra sferrata da Bush è quello di aver incrementato il terrorismo e di avere allargato il solco tra occidente e medio oriente.

Mentre si svolgeva la Marcia Perugia-Assisi e centinaia di migliaia di persone sfilavano per dire no alla guerra, il ministro Martino chiedeva impudentemente, contro il sentimento dei cittadini italiani, di mantenere per altri sei mesi i militari italiani in Iraq. E senza neanche consultare il parlamento. Dovrà farlo visto che il centrosinistra ha presentato una mozione. E sarà necessario che il pubblico televisivo possa assistere al dibattito per comprendere quel che davvero sta accadendo in Iraq e le ragioni militariste e servili agli Usa che guidano il governo Berlusconi.

Il Pdci prosegue intanto la sua raccolta di firme per una petizione popolare per il rientro dei soldati italiani. Già centinaia di migliaia di firme sono state raccolte, la sensibilità della gente è grande. La raccolta di firme lanciata dal Pdci vuole essere anche un riferimento per tutti coloro che non si rassegnano alla guerra e contro il silenzio caduto sui fatti veri che l'hanno provocata. Gli Usa ed i suoi alleati dovevano portare la pace in Iraq, dovevano esportare la democrazia. Ignobili e strumentali chiacchiere. La guerra all'Iraq è stata fatta per il petrolio e per l'ambizione imperiale che guida gli Usa. E il governo italiano si è prestato e si presta come un servo sciocco.



NO ALLE TRUPPE ITALIANE IN IRAQ
La dichiarazione di voto di Oliviero Diliberto



Militari in Iraq,
primo esempio di colonialismo italiano dopo gli anni '30
di Jacopo Venier
Da "La Rinascita della Sinistra"