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Hanno cominciato con la retorica di sempre. Come
si trattasse di una delegazione olimpica i telegiornali di
guerra ci raccontano di "Piazza Italia" a Baghdad dove i buoni
carabinieri montano tende, allestiscono ospedali, cucinano pasta
(ovviamente al dente) ed organizzano l'immancabile partitella di
pallone. E' incredibile come sia scontata e banale questo tipo
di propaganda. Eppure essa copre la prima vera iniziativa
coloniale italiana dopo le avventure africane del secolo scorso.
L'Iraq è occupato da forze di invasione che sono intervenute
contro il diritto internazionale, contro l'Onu, contro la Lega
Araba. Nessuno parla più delle "ragioni" che avrebbero dovuto
giustificare l'intervento. Le armi di distruzione di massa non
c'erano e la stessa veloce sconfitta militare del regime
dimostra quanto falsi fossero i timori che esso potesse avere
ambizioni aggressive. Saddam si poteva sconfiggere con le anni
della politica e con il buon senso senza colpire il popolo
iracheno. Nessun fiore ha accolto i marines ed essi continuano a
sparare ed uccidere dato che (incredibile, vero?) in Iraq cresce
una opposizione popolare che chiede la fine dell'occupazione e
l'autodeterminazione. Questa è la realtà che si vuole cancellare
con la propaganda di guerra. I carabinieri e l'esercito italiano
non andranno a svolgere operazioni umanitarie ma ad occupare una
loro zona, a stabilizzare l'area per preparare l'arrivo delle
truppe "d'appalto". Lo faranno in sfregio alla Costituzione ed
al diritto internazionale ma appunto, in nome di concretissimo
interessi economici. Come già Mussolini, anche Berlusconi pensa
di dover avere qualche "decina di cadaveri" da far pesare sul
tavoli della pace. Egli crede che questa guerra sia finita,
vinta dal suo "padrino-padrone" Bush e si mangia le mani per il
fatto che l'enorme movimento pacifista e quel vecchietto al
Vaticano gli hanno impedito di indossare prima i panni del
guerriero. Purtroppo però l'idea che il conflitto sia finito e
che oggi si tratti di spartirsi la torta del dopo guerra o al
meglio intervenire umanitariamente per alleviare le sofferenze
della popolazione è una tragica illusione. Sarebbe tragico se
non fosse ridicolo il fatto che, in qualche modo, in questo
errore è caduto anche gran parte dell'Ulivo quando non si è
opposto o addirittura ha votato a favore all'invio di truppe in
Iraq. I milioni di italiani che hanno manifestato contro la
guerra hanno capito meglio di certi presunti leader ciò che
vogliono Bush e Berlusconi; intendono cancellare definitivamente
l'Onu ed ogni parvenza di diritto internazionale, vogliono fare
cadere ogni maschera ed affermare la legittimità delle armi come
fonte unica del diritto all'accesso alle risorse del pianeta. La
guerra quindi non è finita ma appena iniziata, ed è una guerra
permanente e mondiale.
Questo nuovo colonialismo economico e "culturale"
aprirà inevitabilmente il vaso di pandora dello scontro tra
civiltà. Il nuovo secolo si apre male, peggio di quello che
abbiamo lasciato alle spalle. Nostro compito è quello di fare di
tutto per fermare la spirale che rischia di travolgerci. Tenere
ferma la barra è importantissimo. Il grande movimento della
pace non si è fatto abbindolare dall'elegia del più forte e ci
chiama a fare la nostra parte. Un pezzo non secondario di questo
impegno passa attraverso il contrasto delle ambizioni coloniali
del cavaliere. Per questo siamo contro ogni invio di truppe, di
mezzi, di servizi, segreti o meno, da parte dell'Italia. |