25 aprile un giorno lungo una storia. La nostra

Non commemoriamo
 il 25 aprile
 Lo chiamiamo a risorgere


 

di Gaetano Arfé

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 25 aprile 2003

 

Il ciclo storico aperto dalla Resistenza si è chiuso con il passare del tempo e per il mutare dei tempi e sarebbe vano esercizio retorico tentare di farlo rivivere.

La chiusura di un ciclo storico non comporta però l'esaurimento e ancor meno la negazione dei principi e delle idealità di cui esso fu matrice. Il ciclo aperto dalle barricate del 1848 si chiuse con Roma capitale, ma da esso prese l'impronta l'Italia liberale e per cancellarla il fascismo dovette ricorrere al ferro e al fuoco, al manganello e al Tribunale Speciale, complice necessario il re. La Resistenza, secondo Risorgimento, ha dato la sua impronta all'Italia repubblicana. La Costituzione che ne nacque - lo disse in assemblea un uomo noto per la sua moderazione, Aldo Moro - fu una Costituzione antifascista, inteso l'aggettivo non in senso settario, ma come affermazione dei valori, dei principi e dei diritti che il fascismo aveva negati nella dottrina e nella pratica: la libertà, il rifiuto della guerra quale mezzo di soluzione delle vertenze tra Stati, il riconoscimento del lavoro quale fondamento della società, l'indipendenza della magistratura, il diritto all'istruzione garantito dalla scuola dello Stato e la libertà dell'insegnamento senza oneri per lo Stato, l'ordinamento regionale nel rispetto della unità della patria, l'accettazione di limitazioni della sovranità nazionale in vista di più vaste e istituzionalizzate solidarietà fra i popoli, la funzione dei partiti politici, finanche la difesa dell'ambiente. Le trasformazioni prodottesi da allora nelle strutture portanti della economia, nella società, nelle culture, nelle ideologie, nel costume, a un ritmo e con un’intensità mai registrate prima nella storia, hanno impresso rughe sul volto della nostra Costituzione, non hanno alterato la validità dei valori e dei principii in essa affermati, che sono il retaggio delle tre grandi componenti della civiltà europea, quella cristiana, quella liberale, quella socialista. Gli errori e le colpe dei partiti di quello che un tempo si chiamava l'arco costituzionale sono innegabili, ma la contestazione che ne è stata fatta si è gradualmente e sempre più scopertamente indirizzata nel senso non del rinnovamento ma della sovversione, ha investito i pilastri di questa civiltà con effetti che minacciano di diventare devastanti e che in Italia già lo sono. L'offensiva ideologica che di lì ha preso le mosse si è data un obiettivo; delegittimare la Resistenza per legittimare la manovra rivolta a sovvertire i principii sui quali si è retto fin qui il sistema democratico e l'ordine sociale, tutto subordinando alla legge del profitto, sottratta a ogni norma morale e giuridica. Il 25 aprile riacquista a questo punto una sua vibrante attualità, diventa una giornata non di stanca celebrazione, ma di mobilitazione che vede in prima fila le giovani generazioni a difesa della Costituzione, violata nello spirito e nella lettera da un comitato d'affari costituito in governo che va provocando danni irreversibili dei quali i nostri figli e i nostri nipoti pagheranno alto prezzo. Tutte le battaglie in corso, per un ordine internazionale che non sia quello della guerra perpetua, per un ordine interno di giustizia e di libertà, hanno nella Costituzione nata dalla Resistenza la fonte della loro legittimità, etica, giuridica, politica. Per questo non commemoriamo il 25 aprile, lo chiameremo a risorgere



25 aprile, in piazza contro la sovversione costituzionale
di Armando Cossutta
da "La Rinascita della Sinistra
 


da UNA STORIA COMUNISTA di Armando Cossutta

25 aprile 2002
Raccogliamo il testimone

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Proposta di legge del sen. Muzio per la tutela del patrimonio storico della lotta di Liberazione
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