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Semplicemente straordinario il risultato della
nostra visita ufficiale a Cuba. E' stato sottoscritto un
protocollo d'intesa tra il Pdci e il Pc cubano, un fatto inedito
in Europa. Lo abbiamo sottoscritto con emozione e consapevolezza
delle nuove responsabilità che comporta. Cooperazione politica,
solidarietà internazionalista, interscambio reciproco di
informazioni e opinioni alla vigilia degli incontri
internazionali: un accordo di grandissimo rilievo. Lo hanno
proposto a noi, partito ancora piccolo, ma con un punto di vista
"sulle principali questioni internazionali" coincidente in
larghissima misura con il Pc cubano. L'analisi della fase, i
rischi di guerra, le nuove forme di neocolonialismo ed
imperialismo, la crisi venezuelana, la vittoria di Lula in
Brasile, le prospettive dopo Porto Alegre: le nostre opinioni
coincidono. Così come concordiamo sulla necessità politica di
costruire, ovunque nel mondo, fronti ampi, democratici, non solo
delle forze della sinistra, per contrastare con efficacia la
guerra imperialista degli Usa. Hanno scelto noi per tale
accordo, certamente perché ci riconoscono come un coerente
partito comunista, antimperialista e anticapitalista, solidale
senza esitazioni e incertezze con la causa cubana - ma anche
perché il Pc cubano ha piena consapevolezza che non basta essere
contro le ingiustizie del mondo, contro l'attuale forma di
globalizzazione neoliberista. E' necessario, ma non basta.
Il Pcc sa che un partito comunista, ovunque operi nel mondo,
deve anche essere portatore di un progetto di trasformazione che
si ponga il problema del governo nel Paese ove opera
politicamente. E' la nostra linea. Unire la critica radicale al
capitalismo con il duro e necessario pragmatismo della politica,
delle alleanze, del concreto operare nella società. Occorre
essere, per usare la vecchia espressione togliattiana, "partito
di governo".
Daremo subito seguito al protocollo d'intesa con un caso
clamoroso, poco noto in Italia: la condanna negli Usa di cinque
patrioti cubani accusati di spionaggio, ma in realtà impegnati
nel contrasto di organizzazioni terroriste anticubane, come ha
ammesso lo stesso governo americano. Un processo farsa,
celebrato a Miami, con una corte condizionata dai fuoriusciti
cubani anticastristi, senza prove, terminato con la condanna a
pene pesantissime (vari ergastoli) e con una sanzione che viola
apertamente i più elementari diritti umani: il divieto di
incontro permanente con i parenti! Un processo medioevale.
Lavoreremo per una maggiore consapevolezza dell'opinione
pubblica italiana con la costituzione di comitati per la
revisione del processo e la liberazione dei patrioti cubani e
presenteremo una mozione parlamentare. Il partito comunista
cubano ha saputo vincere un'odiosa e dura dittatura; ha saputo
resistere a 40 anni di aggressioni e di blocco economico Usa; ha
retto, in anni difficilissimi, al venir meno degli aiuti dopo il
crollo dell'Urss; ha saputo offrire al suo popolo, coraggioso e
solidale, un sistema sociale fondato sui diritti: una
straordinaria sanità, la scuola, il lavoro, in forme sconosciute
in America latina e, per certi versi, in Europa (penso alla
sanità, in particolar modo).
Torniamo da Cuba più forti, più autorevoli nel resto del mondo e
nelle già ottime relazioni con gli altri partiti comunisti e
progressisti. Torniamo consapevoli di aver compiuto un altro
passo, molto importante, nella costruzione dell'identità del
nostro partito. Siatene fieri, compagne e compagni.
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