Cuba: sottoscritto il protocollo d'intesa tra PdCI e PC cubano

 

Solidarietà internazionalista,
una bella parola.
Che produce fatti


 

di Oliviero Diliberto

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 31 gennaio 2003

 

Semplicemente straordinario il risultato della nostra visita ufficiale a Cuba. E' stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra il Pdci e il Pc cubano, un fatto inedito in Europa. Lo abbiamo sottoscritto con emozione e consapevolezza delle nuove responsabilità che comporta. Cooperazione politica, solidarietà internazionalista, interscambio reciproco di informazioni e opinioni alla vigilia degli incontri internazionali: un accordo di grandissimo rilievo. Lo hanno proposto a noi, partito ancora piccolo, ma con un punto di vista "sulle principali questioni internazionali" coincidente in larghissima misura con il Pc cubano. L'analisi della fase, i rischi di guerra, le nuove forme di neocolonialismo ed imperialismo, la crisi venezuelana, la vittoria di Lula in Brasile, le prospettive dopo Porto Alegre: le nostre opinioni coincidono. Così come concordiamo sulla necessità politica di costruire, ovunque nel mondo, fronti ampi, democratici, non solo delle forze della sinistra, per contrastare con efficacia la guerra imperialista degli Usa. Hanno scelto noi per tale accordo, certamente perché ci riconoscono come un coerente partito comunista, antimperialista e anticapitalista, solidale senza esitazioni e incertezze con la causa cubana - ma anche perché il Pc cubano ha piena consapevolezza che non basta essere contro le ingiustizie del mondo, contro l'attuale forma di globalizzazione neoliberista. E' necessario, ma non basta.
Il Pcc sa che un partito comunista, ovunque operi nel mondo, deve anche essere portatore di un progetto di trasformazione che si ponga il problema del governo nel Paese ove opera politicamente. E' la nostra linea. Unire la critica radicale al capitalismo con il duro e necessario pragmatismo della politica, delle alleanze, del concreto operare nella società. Occorre essere, per usare la vecchia espressione togliattiana, "partito di governo".
Daremo subito seguito al protocollo d'intesa con un caso clamoroso, poco noto in Italia: la condanna negli Usa di cinque patrioti cubani accusati di spionaggio, ma in realtà impegnati nel contrasto di organizzazioni terroriste anticubane, come ha ammesso lo stesso governo americano. Un processo farsa, celebrato a Miami, con una corte condizionata dai fuoriusciti cubani anticastristi, senza prove, terminato con la condanna a pene pesantissime (vari ergastoli) e con una sanzione che viola apertamente i più elementari diritti umani: il divieto di incontro permanente con i parenti! Un processo medioevale.
Lavoreremo per una maggiore consapevolezza dell'opinione pubblica italiana con la costituzione di comitati per la revisione del processo e la liberazione dei patrioti cubani e presenteremo una mozione parlamentare. Il partito comunista cubano ha saputo vincere un'odiosa e dura dittatura; ha saputo resistere a 40 anni di aggressioni e di blocco economico Usa; ha retto, in anni difficilissimi, al venir meno degli aiuti dopo il crollo dell'Urss; ha saputo offrire al suo popolo, coraggioso e solidale, un sistema sociale fondato sui diritti: una straordinaria sanità, la scuola, il lavoro, in forme sconosciute in America latina e, per certi versi, in Europa (penso alla sanità, in particolar modo).
Torniamo da Cuba più forti, più autorevoli nel resto del mondo e nelle già ottime relazioni con gli altri partiti comunisti e progressisti. Torniamo consapevoli di aver compiuto un altro passo, molto importante, nella costruzione dell'identità del nostro partito. Siatene fieri, compagne e compagni.