Il
Senato ha trasformato in legge - quella sul
legittimo sospetto un'eccezione presentata dalla
difesa di Berlusconi da parte di un avvocato che
è anche parlamentare, ed è presidente della
Commissione Giustizia della Camera. Parlo del
processo di Milano, ove Berlusconi è imputato
assieme a Cesare Previti. Il Presidente del
Consiglio sta risolvendo i suoi problemi
giudiziari cambiando le leggi; il Governo fa
quadrato attorno all'ukase del Presidente
del Consiglio; la maggioranza fa quadrato - ma
fino a quando? a sostegno della voluntas del
governo. È stato sventato il blitz teso a
riaprire la Camera per far approvare subito 1'immonda
legge. Il Presidente del Senato, seconda carica
dello Stato, attacca l'opposizione, attacca i
girotondi. Poi afferma che l'opposizione lo
scredita. Non esageriamo. Si scredita da solo.
Così
nei giorni scorsi si è consumato il colpo di
mano.
Questo
non è più un governo, questa non è più una
maggioranza. Questa è una associazione di
privati che, in preda alla disperazione, travolge
tutti e tutto in una cieca corsa contro lo Stato
di diritto e contro la Costituzione.
Ora
a molti è più chiaro il significato sinistro
delle parole di Berlusconi quando, all'atto della
fiducia lo scorso anno, affermò che occorre
"rivisitare il codice civile, il codice
penale, i codici delle procedure". Noi
sapevamo fin dal primo giorno che si avviava per
il nostro Paese una fase di emergenza
democratica, tanto più grave perché determinata
in parte rilevante dalla scelta cinica e
irreversibile di utilizzare il potere pubblico
per difendere i propri privati e personalissimi
interessi. Il conflitto di interessi è oramai la
neoplasia che sta consumando in modo rapidissimo
lo Stato di diritto.
Sono
stati violati i principi costituzionali del
giudice naturale precostituito per legge, delluguaglianza
dei cittadini davanti alla legge; è stato fatto
scempio della legge, della democrazia, della
civiltà e - non ultimo - del buon senso, nel
ritenere per esempio la manifestazione del
Palavobis di Milano eventuale ragione di
legittimo sospetto. Questa destra di
avventurieri, affaristi, fascisti e fascistoidi
sta facendo scivolare il nostro Paese su di una
china finora sconosciuta, quella di uno Stato a
doppio binario giuridico, con una legislazione e
una pratica forte contro i deboli - ricordiamoci
la legge sui migranti o la notte della caserma
Diaz e di Bolzaneto - ed una legislazione serva
nei confronti dei forti. Cè qualcosa di
molto oscuro, di socialmente angoscioso nella
moderna rappresentazione de "lo Stato sono
io!" che è in corso da più di un anno.
Questo governo è il buio.
La
risposta è stata avviata dai girotondi davanti a
Palazzo Madama, dall'unità dell'Ulivo
manifestata in Senato, dalle proposte innovative
avanzate da Cofferati lunedì scorso: il nuovo
Ulivo dipinto dal cinese si fonda sul
suo allargamento, sul rapporto esterno con
Rifondazione, sull'apertura strategica ai
movimenti, ma specialmente sulla costruzione di
un progetto di medio e lungo periodo, che ridia
senso, identità, respiro, slancio ad una
coalizione che si unisce sulla protesta, ma
spesso si divide sulla proposta. Prima il
progetto, poi il leader. Cè, dietro,
un'idea alta - finalmente - delle riforme e della
missione della coalizione. È quello per cui da
mesi stiamo combattendo. Con la propria autonomia
e la propria vocazione unitaria, i Comunisti
Italiani sono pronti a fare la loro parte. Perché
l'Italia guardi al futuro e non, come vuole
Berlusconi, avanzi traccheggiando fra lo Stato
libero di Bananas e il medioevo.
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