Roma, 3 agosto
2002
Seguito
della discussione del disegno di legge:
(1578)
CIRAMI. Modifica agli articoli 45 e 47 del
codice di procedura penale
Approvazione,
con modificazioni, con il seguente titolo:
Modifica degli articoli 45, 46, 47, 48 e 49 del
codice di procedura penale
MARINO
(Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione
di voto.
PRESIDENTE.
Ne ha facoltà.
MARINO
(Misto-Com). Signor Presidente, sono caduti
nel vuoto tutti gli appelli a desistere da questa
fretta sconsiderata di portare avanti un
provvedimento che suscita così gravi sospetti di
insabbiamento dei processi in corso.
Lunica
cosa che spiega questa fretta, questa caparbietà
di conseguire lapprovazione al più presto
del disegno di legge al nostro esame sono infatti
i processi in corso a Milano con gli imputati
eccellenti, il Presidente del Consiglio e
Previti, i quali vogliono lo spostamento da
Milano ad altra sede per guadagnare tempo in ogni
modo e per arrivare così alla prescrizione dei
reati per i quali sono imputati.
Non
ci si può nascondere dietro un dito. Questo
testo recita: "la legge si applica ai
processi in corso alla data della sua entrata in
vigore". Mai nella storia dItalia vi
è stato un uso così spregiudicato delle
istituzioni a fini di parte, per interessi
personali, per incidere sullo svolgimento dei
processi e per ottenerne vantaggi in sede
processuale.
È
un attacco alla legalità che viene da lontano,
dalle rogatorie, dal falso in bilancio, dal
conflitto di interesse e da tutta quella attività
svolta dallattuale Governo che è
concentrata sulla difesa delle situazioni
personali del Presidente del Consiglio e di
alcuni suoi Ministri senza orrore di se stessi,
come diceva Petrolini.
La
reintroduzione del principio del legittimo
sospetto, così come è formulato questo testo,
costituisce un salto indietro nel tempo, ci
ricorda le pagine oscure della storia nazionale,
i processi trasferiti dalla propria sede naturale
altrove: Piazza Fontana, Liggio. Sottrae alla
Corte costituzionale la decisione sul dubbio
sollevato dalla Cassazione. Sottrae, in
violazione dell'articolo 25 della Costituzione i
processi in corso a Milano ai giudici naturali,
che saranno trasferiti altrove. Produrrà
conseguenze devastanti sulla macchina
giudiziaria, con ulteriore rallentamento dei
tempi dei processi. Consentirà un uso
strumentale del legittimo sospetto. Sarà
inevitabile la prevedibile pletora di istanze di
rimessione, con conseguente intasamento
dell'attività della Cassazione: un aiuto (non so
fino a che punto insperato) alle associazioni di
stampo mafioso; un attentato all'autonomia e alla
legittimità della funzione giudiziaria e al
principio dell'uguaglianza dei cittadini davanti
alla legge.
Per
tutte queste ragioni, signor Presidente, i
Comunisti Italiani diranno "no"
all'approvazione di questo provvedimento
legislativo. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, Ds-U,
Mar-DL-U, Misto-RC e Verdi-U).
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